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“Studiare da Ministro.” di Michele PADUANO

Sui socials, sempre più imperanti e pervasivi nella nostra vita quotidiana, si è verificata negli ultimi giorni una valanga di critiche sul fatto che il Ministro delle Politiche Agricole, on. Teresa Bellanova, avesse solamente la terza media e che avesse lavorato come bracciante.

La cosa, sinceramente, mi lascia del tutto indifferente, poichè da discutere ci sarebbero aspetti ben più rilevanti, ma tant’è.

Questo interesse per gli studi del nuovo Ministro, così come avvenne per la “ministra” Valeria Fedeli, è certamente conseguente a quanto avvenuto nell’ultimo ventennio in Italia.

Dopo “mani pulite” è stata fatta passare nell’opinione pubblica la convinzione che solamente i tecnici possano gestire al meglio la res pubblica, come se la Repubblica Italiana fosse la Città del sole di Tommaso Campanella.

I politici sono, secondo questa scuola di pensiero imperante, in massima parte incapaci o corrotti o, in alcuni casi, incapaci e corrotti. Ben vengano gli esperti, i cosiddetti tecnici.

Nella gestione della società italiana la tecnè deve prevalere sulla politeia e, quindi, per un tecnico l’excursus studiorum è molto importante.

Infatti, vigendo il pareggio di bilancio ed il fiscal compact, in Italia scelte politiche non devono essere operate.

C’è la Commissione Europea che vigila con piglio severo su tutto e su tutti.

Tutto è regolamentato, tutto è inevitabile, quasi naturale così come è naturale la legge di gravità.

D’altronde, come si può essere contro la legge di gravità?

Come sosteneva la Thatcher, al neocapitalismo non c’è alternativa e quindi sono i mercati che con lo spread governano le scelte economiche di una nazione e non più la politica.

Questo messaggio ci viene propinato ogni giorno dai sacerdoti della globalizzazione, che allignano nella stampa e nella televisione ad ogni livello.

L’Italia è una vittima sacrificale di questa impostazione ideologica e, oserei dire, quasi teologica e pertanto ai più è parso quanto mai bizzarro che a capo del Ministero delle Politiche Agricole fosse posta una bracciante agricola , che è pur sempre un’esperta del settore, e non un docente universitario di una prestigiosa facoltà di agronomia italiana.

La storia recente ci parla, purtroppo, di governi fatti da super esperti e professoroni, come quello del Prof. Mario Monti, ex rettore niente di meno che della Bocconi di Milano, il tempio del neoliberismo italiano, che hanno dato pessimo esempio di se stessi, che hanno fatto enormi sfaceli, causando il più grande aumento del debito della Repubblica Italiana.

Vorrei anche ricordare che nel dream team di Monti c’era l’indimenticata ed indimenticabile Elsa Fornero, al cui operato ancora oggi si cerca di mettere rimedio. Ma, per amor di patria, fermiamoci qui.

Per contro, come non ricordare quanto, negli anni sessanta, bene fece al Molise ed all’Italia tutta l’on. Vittorino Monte, nonostante avesse solamente la licenza elementare! Sicuramente uomo di altri tempi, ma sicuramente anche di altra tempra.

Io credo, invece, che la questione sia un’altra.

Dal curriculum della Bellanova, riportato su Wikipedia, si evince che ha fatto la bracciante a quindici anni, a trenta anni viene nominata segretaria generale provinciale della FLAI, e quindi sicuramente non lavora più nei campi, a trentotto anni è segretaria generale della Filtea (Federazione Italiana Tessile Abbigliamento Calzaturiero) e diventa un funzionario della CGIL a tempo pieno.

Poi d’embée la politica. L’ascesa è stata inarrestabile. E’ stata eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 2006, poi nel 2008, quindi nel 2013 e nel 2018 al Senato.

Conclusione: i campi agricoli il nuovo Ministro per le Politiche Agricole li ha visti molto poco e sempre da lontano, alla politica è arrivata grazie alle porte girevoli della CGIL, e per questo non è la prima, vedi la Fedeli di cui sopra, e non sarà certamente neanche ultima .

Per essere un buon politico ed un buon Ministro non necessitano titoli accademici ma necessita solamente tener fede al giuramento prestato, che così recita: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione.”

Da cittadino e patriota auguro al nuovo Ministro buon lavoro, nell’interesse esclusivo della nazione e del popolo italiano.

Michele PADUANO


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