SpazioUSA
SpaceX cambia rotta: Musk mette in stand-by Marte, la priorità assoluta diventa la Luna
SpaceX rinvia la missione su Marte al 2026 e punta tutto sulla Luna con il programma Artemis. Nel frattempo, la fusione con xAI crea un gigante da 1.250 miliardi pronto per l’IPO.

Alla fine, anche il visionario per eccellenza deve fare i conti con la dura realtà della logistica e, probabilmente, con le richieste del suo principale cliente istituzionale. Elon Musk, che per anni ha guardato a Marte come all’unica vera meta, ha deciso di rivedere pesantemente la tabella di marcia di SpaceX. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dal Wall Street Journal, la compagnia ha comunicato agli investitori un cambio di strategia radicale: la missione marziana senza equipaggio, originariamente prevista per quest’anno, slitta a data da destinarsi.
Il nuovo imperativo è uno solo: concentrarsi sulla Luna e sul programma Artemis della NASA.
Il realismo batte la fantascienza
Nonostante Musk avesse in passato liquidato il nostro satellite come una semplice “distrazione” nel viaggio verso il Pianeta Rosso, i fatti sembrano avergli imposto un sano bagno di realismo. La NASA, che finanzia gran parte della festa, potrebbe aver esercitato una certa “moral suasion”, specialmente ora che la concorrenza di Jeff Bezos e della sua Blue Origin si fa sentire, avendo questi ultimi messo in pausa il turismo spaziale proprio per focalizzarsi sulla Luna.
Ecco le nuove tappe fondamentali delineate nel memo agli investitori:
- Target Luna: La missione Starship senza equipaggio verso la Luna è ora prevista per l’inizio del prossimo anno.
- Atterraggio nel 2027: L’allunaggio vero e proprio di Starship è fissato per il marzo 2027.
- Niente Robot: Per ora, la missione sarà puramente tecnica, senza equipaggio umano e senza i tanto pubblicizzati robot umanoidi o rover.
Anche il programma Artemis II con equipaggio ha subito diversi ritardi e non vedrà la luce prima del prossimo marzo, rendendo ancora più urgente per SpaceX dimostrare affidabilità nel breve termine, altrimenti rischia di essere sostituita, nei ricchi contratti, da altri player.
La fusione con xAI: nasce un colosso da 1,25 trilioni
Se la destinazione cambia, la potenza di fuoco finanziaria aumenta. La svolta spaziale si accompagna a una mossa societaria di proporzioni enormi: l’acquisizione da parte di SpaceX della startup di intelligenza artificiale xAI. L’obiettivo industriale è chiaro e ambizioso: accelerare i piani per una flotta di data center in orbita bassa terrestre.
I numeri dell’operazione, comunicati ai dipendenti lunedì scorso, sono da capogiro e preparano il terreno per quella che si annuncia come l’IPO dell’anno:
- Valutazione Complessiva: La nuova entità combinata raggiunge la cifra mostruosa di 1.250 miliardi di dollari (1,25 trilioni).
- Il peso delle parti: SpaceX porta in dote circa 1.000 miliardi, mentre xAI viene valutata 250 miliardi.
- Obiettivo IPO: È prevista un’offerta pubblica iniziale entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di raccogliere fino a 50 miliardi di dollari di liquidità fresca.
L’economia dello spazio
Musk ha spiegato ai suoi collaboratori che questo “pivot”, questo cambio d’obiettivo, non è una rinuncia, ma un mezzo necessario. “Le capacità che sbloccheremo rendendo realtà i data center spaziali finanzieranno e permetteranno basi auto-crescenti sulla Luna e un’intera civiltà su Marte”, ha dichiarato. In sostanza, si abbandona la retorica dell’avventura pura per abbracciare un modello economico più keynesiano, dove gli investimenti infrastrutturali (data center) generano il reddito necessario per l’espansione fisica (basi lunari).
Marte resta il sogno, ma la Luna e i bilanci sono la realtà. E per gli investitori, pronti a scommettere sulla prossima IPO, questo approccio pragmatico potrebbe valere molto più della polvere rossa.








You must be logged in to post a comment Login