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Soros scende in guerra contro la Cina (oltre che alla Russia)

 

Davos quest’anno è stata un’occasione noiosa. Nessuna grossa novità, i soliti ricchi, anzi la metà (solo 1500 jet privati invece che 3000, ma almeno così si è fatto staccare un pezzo di calotta polare in meno, completa di orsi), e solo banalità. Come  alcuni han fatto notare forse, per fare dei buoni investimenti quest’anno bisogna fare l’opposto di quanto indicato dai meeting ufficiali.

Unica occasione di interesse è stato il discorso di Soros, che, per chi lo desidera, si può leggere qui. In questo caso il miliardario si è scatenato contro quelli che vede come i due nemici della sua “Società aperta”, cioè il suo sogno personale di una società senza confini, in cui tutti sono uguali, tutti sudditi allo steso modo del grande capitale, cioè di lui e del piccolo nucleo di iper ricchi. I suoi nemici, che ha attaccato direttamente sono stati due: Cina e Russia. Entrambi questi grandi paesi sono visti come minaccia per il suo sogno, un pericolo grave in quanto ora può avvalersi sempre più dell’Intelligenza Artificiale per il controllo sociale, anche tramite il sistema di Social Credit Monitor. La sua inimicizia per un sistema di social credit pubblico pericoloso, è evidentemente un via libera per lo sviluppo di altri sistemi di social credit, già in sviluppo , privati, completamente sottratti al controllo sociale. Uno stato autoritario è comunque uno stato, sottoposto al governo ella Legge. Un provato, superiore alle Legge, no.

Come intende piegare la Cina, Soros? Con uno strumento simile con cui ha piegato, a suo tempo, l’Italia: un attacco economico:

“The unspoken social contract in China is built on steadily rising living standards. If the decline in the Chinese economy and stock market is severe enough, this social contract may be undermined and even the business community may turn against Xi Jinping. Such a downturn could also sound the death knell of the Belt and Road Initiative, because Xi may run out of resources to continue financing so many loss-making investments”

Il tacito contratto sociale in Cina è costruito su un continuo miglioramento degli standard di vita. Se un declino nell’economia cinese e del mercato borsistico fosse sufficientemente forte, questo contratto sociale sarebbe minato e perfino la comunità degli affari si volterebbe contro Xi Jinping. Una svolta negativa di queste dimensioni sarebbe anche il funerale per l’iniziativa Belt and Road, perchè Xi potrebbe finire le risorse  per proseguire nel finanziamento di un investimento così foriero di perdite”.

Quindi Soros pensa di piegare la Cina con un classico attacco borsistico, qualcosa di già visto, magari collegato  con speculazioni sul debito esterno delle aziende cinesi. Questo metterebbe contro il governo di Xi il popolo cinese e, nei desideri di Soros, lo farebbe cadere. Secondo voi il trattato di Maastricht, senza precedente di Soros a Dracma ed Escudo, sarebbe mai stato firmato ed accettato?

E le Cina , come ha risposto?

Alzando le spalle.  “Statements by certain people, which portray black as white and distort facts, are completely pointless and not worthy of even a rebuttal”. “Le Affermazioni di certe persone che rappresentano tutto come bianco e nero e distorcono i fatti, sono completamente inutili e neppure degni di una risposta”. 

Il ministro per lo sviluppo economico Russo (il Di Maio di Mosca…) Oreshkin ha invece risposto:

Guardiamo l’America. Negli ultimi 30 anni il reddito reale delle classi medie e più basse non è cresciuto per nulla, mentre le spese per l’educazione e la sanità sono esplose. Naturalmente questo ha condotto ad una crescita del dissenso negli USA, e questo è uno dei fatto che ha portato alla vittoria di Donald Trump, con la sua particolare retorica“.

 

 

 

 


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