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SIAMO UN PAESE IN CUI LA SOVRANITA’ POPOLARE NON CONTA PIU’ NULLA (di Giuseppe PALMA)

In Italia, si sa, dal novembre 2011 in avanti abbiamo avuto tre Presidenti del Consiglio dei ministri senza alcuna legittimazione democratica che scaturisse da elezioni politiche (Monti, Letta e Renzi), pur con formale legittimazione costituzionale.

 

Ma il problema, a mio parere, è di tipo sostanziale:

La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 1/2014, ha dichiarato l’incostituzionalità della Legge elettorale n. 270/2005 (il cosiddetto Porcellum con il quale si sono tenute le elezioni politiche del 2006, 2008 e 2013) nella parte in cui questa non prevedeva la possibilità per l’elettore di esprimere la preferenza per i candidati e nella parte in cui non prevedeva una soglia minima di voti oltre la quale avrebbe trovato applicazione il premio di maggioranza.

Ciò detto, abbiamo un Parlamento (XVIIa Legislatura) composto da: a) deputati e senatori NON ELETTI ma NOMINATI dalle segreterie di partito, entrati in Parlamento perché inseriti nei primi posti delle liste e in forza della sola percentuale di voti ottenuta dalle liste medesime; b) un numero di deputati e senatori “eletti” grazie ad un premio di maggioranza giudicato incostituzionale dalla Consulta.

Alla Camera dei deputati la situazione è ancor più paradossale: alle elezioni politiche 2013 la coalizione di centro-sinistra (guidata all’epoca da Pier Luigi Bersani) ottenne appena il 29,55% dei voti, avanti di appena lo 0,37% rispetto alla coalizione di centro-destra guidata da Silvio Berlusconi. Grazie al premio di maggioranza previsto dal Porcellum, la coalizione di centro-sinistra si garantì l’attribuzione di ben 340 seggi, cioè il 55%, quindi quasi il 25% in più di NON DOVUTO.

Ciò detto, prendendo ad esempio sempre la situazione della Camera, un numero abnorme di deputati siedono in Parlamento (pertanto votano la fiducia al Governo, le leggi dello Stato e le riforme costituzionali) per effetto di un premio di maggioranza che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo! E trattasi di deputati – tutti – della coalizione elettorale 2013 di centro-sinistra!

 

Ma al peggio non v’è mai limite:

Considerato che la situazione numerica del Senato non consentiva al centro-sinistra (da solo) di esprimere autonomamente la fiducia ad un Governo (a causa dell’attribuzione del premio di maggioranza regionale e non nazionale), l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (al suo secondo mandato, prima volta nella storia repubblicana) conferì ad Enrico Letta l’incarico di formare un esecutivo sostenuto sia dal Partito Democratico che dall’allora Popolo delle Libertà, oltre che da Scelta Civica di Monti e dall’UDC di Casini.

Nel frattempo (siamo nell’agosto 2013) la Corte di Cassazione confermava la condanna in sede penale nei confronti di Silvio Berlusconi, il quale scioglieva il PDL e ricostituiva Forza Italia, nella quale però rifiutavano di entrare Angelino Alfano (segretario del PDL) e Company, che costituivano a loro volta un nuovo soggetto politico denominato Nuovo Centro-Destra (NCD).

Venuto meno il sostegno di Berlusconi al Governo Letta, questo trovava il sostegno parlamentare necessario e sufficiente – oltre che nel PD e in Scelta Civica + UDC – nei circa trenta senatori dell’NCD, tutti eletti nelle liste del PDL grazie alla sorprendente rimonta elettorale di Berlusconi.

Caduto il Governo Letta, stroncato da un tweet del nuovo segretario del PD Matteo Renzi (#enricostaisereno), nasceva il Governo Renzi, sostenuto in Parlamento da PD, Area Popolare (NCD+UDC) e Scelta Civica di Monti (successivamente autodistruttasi).

Ciò premesso, dopo Monti e Letta, il Governo Renzi è il terzo esecutivo privo di legittimazione democratica scaturente da elezioni politiche. E per di più quei 30 senatori circa del NCD che sono necessari per la fiducia al Governo, alle elezioni politiche 2013 erano stati tutti “eletti” grazie ai voti ottenuti da Silvio Berlusconi! In pratica, per dirla con parole povere, alcuni milioni di voti espressi in favore del PDL sono oggi necessari a tenere in piedi un Governo che quei milioni di elettori non volevano!

 

La farsa:

Il PD di Matteo Renzi, tuttavia, otteneva un risultato straordinario alle elezioni europee del maggio 2014, incassando un inaspettato 40,8%! Consenso, secondo il parere dello stesso Renzi, che gli avrebbe conferito la legittimazione politica di smantellare i diritti dei lavoratori e di approvare a colpi di maggioranza sia la revisione della Parte II della Costituzione (attualmente in attesa di ottenere un voto favorevole al Senato in prima lettura) che la nuova legge elettorale (Italicum), votata addirittura ponendo la questione di fiducia!

Ma, come si dice in questi casi, “chi la fa l’aspetti”: i risultati delle elezioni regionali del maggio 2015 hanno sonoramente ridimensionato il consenso elettorale nei confronti del PD renziano, che è sceso dal 40,8% ad appena il 27%, perdendo circa due milioni di voti.

Ciò premesso, appare evidente che in Italia il voto popolare sia del tutto inutile, tanto più che il M5S di Beppe Grillo aveva ottenuto – alle elezioni politiche del 2013 – più voti rispetto a quelli ottenuti dal Partito Democratico e, ciononostante, il M5S andava all’opposizione mentre il PD diventava maggioranza parlamentare ed esprimeva – oggi più del 2013 – il Governo della Repubblica (per via del meccanismo previsto dal Porcellum in merito all’attribuzione del premio di maggioranza).

Alla luce di quanto sopra, sia il Parlamento che l’attuale Governo italiano non godono di alcuna legittimazione democratica, con l’aggravante che i deputati e i senatori “eletti” sono entrati a Montecitorio e a Palazzo Madama per effetto di una legge elettorale dichiarata incostituzionale, la cui composizione è totalmente illegittima ma che ciononostante esprime la fiducia ad un Governo presieduto da un soggetto che non solo non si è mai presentato agli italiani per chiedere di essere eletto sulla base di un programma politico, ma – rispetto all’exploit del 2014 che comunque non aveva alcun valore dal punto di vista della legittimazione democratica per sedere a Palazzo Chigi – ha perso ben due milioni di voti ed oggi è, probabilmente, minoranza nel Paese. E le elezioni amministrative del maggio/giugno 2015 hanno confermato il dato delle regionali, cioè una significativa perdita di consenso elettorale da parte del PD!

 

***

 

  • 1 della Costituzione, secondo comma: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”;
  • 56 della Costituzione, primo comma: “La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto”;
  • 58 della Costituzione, primo comma: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto […]”.

 

 

Caro Presidente Renzi, in forza di quale consenso elettorale siedi a Palazzo Chigi? In forza di quale espressione della sovranità popolare smantelli la Costituzione e svaluti il lavoro? In forza di quale volontà democratica detti l’agenda politica del Governo e addirittura del Parlamento?

Non meravigliarTi, caro Matteo, se poi a votare ci va a malapena il 50% degli aventi diritto e il Tuo partito perde milioni di voti! E’ la natura stessa che si ribella di fronte alle forzature e alle assurdità!

 

Giuseppe PALMA

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