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SFRUTTAMENTO 2.0

Se pensate che sia diverso dal precedente, vi deludo subito, ma in questa nuova  versione i produttori hanno profuso la miglior scienza, tant’è che “gira” sugli ultimi sistemi operativi, come i social, ben si adatta al novello mainstream a reti unificate e alle innumerevoli testate sensazionalistiche on-line, dove è impossibile leggere una notizia, in compenso la pubblicità ti viene letta dal robot.

Andiamo con ordine:

Quando ai tempi della rivoluzione cubana, Fidel Castro si rivolse alla Banca Mondiale ed al FMI per ricostruire una riserva di valuta straniera sperperata dalla dittatura di Batista, le banche risposero all’unisono che per ottenere gli aiuti dovevano accettare lo  smantellamento dello stato nelle riforme strutturali, ed il ritiro dello stesso dal controllo del commercio e dell’industria.

Veniva chiamato programma di stabilizzazione. (Ma guarda che combinazione)

Nei fatti i soldi venivano prestati allo stato che ne assumeva il debito, ma nelle sue casse non rimanevano che per qualche istante, finendo rapidamente nelle società straniere, perlopiù partecipate dalla banca prestatrice,  per la costruzione delle infrastrutture come strade, ferrovie, complessi industriali ecc.

Successivamente opifici stranieri utilizzavano quei complessi estraendo ricchezza da mano d’opera sempre più a basso costo, e volutamente tenuta in questa condizione per mancata costruzione di un mercato interno a produzione locale.

Mentre lo stato indebitandosi sempre più non poteva essere in grado di far emergere il popolo dalla miseria artificialmente imposta.

Tutto questo, così proposto, oggi sarebbe smascherato semplicemente, dall’uomo comune, ma ecco l’evoluzione.

Obnubilati da nuove armi tecnologiche di distra(u)zione di massa, che ci distolgono dal corretto pensare, ed anzi sistematicamente abbattono la qualità della scuola deridendola, e riducendola a mera dispensatrice di concetti senza più diffondere un quadro d’unione generale, culla necessaria al libero ragionamento.

Con l’informazione dove la menzogna prende la forma di un agnello che cela un lupo, o nel migliore dei casi parla di futilità come se nascondessero la quintessenza dell’umanità.

Risulta evidente che così storditi è facile perdere la bussola mentre le mosche cocchiere  ci conducono alla rovina.

Perché il modello che le elitès hanno in mente è sempre lo stesso, se gli togliessimo il vestito potremo chiaramente vedere lo sfruttamento dei molti per costruire beni destinati ad un mercato dei pochi, governato dai pochissimi che vivono di potere e posizione.

Abbiamo l’obbligo morale di distruggere questo progetto affinché ogni popolo, ogni etnia possa autodeterminarsi in modo libero, e in un futuro scoprire anche che il modello adottato da un gruppo possa essere meglio di quello di un altro.

Qui mi fermo, ma vorrei aggiungere un passo, quello di Vitruvio, che incitava alla crescita personale, per costruire una vita ed una società migliore, esso asseriva infatti di studiare ed applicare in pratica quanto imparato, e soprattutto di essere esente da avidità, anzi di agire con fedeltà e onore.

Quello che ci dovrebbe guidare è la febbre di Ulisse, l’ansia di conoscere e di arricchirci, non di denaro, bensì di sapienza.

Se così fosse stato la classe dirigente di questo paese non avrebbe svenduto la nazione per qualche tornaconto personale, o di partito.

Dobbiamo trovare in noi l’ombra della divinità e non creare l’odio e l’ignoranza, cacciando via con OGNI mezzo, chi sta tentando di distruggerci.

Ed alle prossime elezioni sarò curioso di conoscere chi morirà sotto uno sterminio di croci.

 

Roberto Alice

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