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Perché l’omicidio del dirigente della campagna presidenziale di Hillary Clinton probabilmente causerà la sua incarcerazione

Seth Rich fu il capo del team informatico del partito democratico USA nella scorsa elezione presidenziale. Egli è stato ucciso da ignoti nel mezzo della sfida di H. Clinton con Donald J. Trump. Sconvolgenti elementi stanno emergendo: prima di tutto era lui la talpa, assieme ad un altro paio di persone, che passavano le mail e le informazioni a Wikileaks e ad altri soggetti esterni, molti ritengono infatti che fu terminato proprio per evitare ulteriori fughe di notizie sensibili.
Importante è capire il motivo della pulsione di Seth Rich a passare segreti all’esterno: siccome era supporter di Bernie Sanders, ritenne inaccettabile la scorrettezza della Clinton finalizzata a vincere a tutti i visti truccando letteralmente le primarie democratiche che invece – si ritiene – in condizioni normali avrebbero dovuto vedere vincente proprio Sanders. E dunque decise di denunciare il misfatto, purtroppo la sua crociata sembrerebbe gli sia costata la vita.

Sta di fatto che la nuova amministrazione USA non ha perso tempo per mettersi sulle tracce delle informazioni utili per svelare il mistero della sua morte (e cosa contenessero le mail scottanti del clan Clinton, ndr). Pochi sanno che pochi giorni prima delle dimissioni di Comey il neo capo della CIA nominato da Trump, l’oriundo MIke Pompeo, si recò in Nuova Zelanda per incontrare il famoso hacker KimDotCom, riparato laggiù per evitare grane con la giustizia USA (rifugio dorato, …). In realtà KimDotCom è stato l’anello di congiunzione tra Wikileaks e Seth Rich, molte informazioni sono ancora in suo possesso e potrebbero essere letteralmente esplosive per i democratici. Il problema è che Comey si presentò un giorno prima all’appuntamento con Kim in Nuova Zelanda, chiaramente l’hacker non volle incontrare il capo dell’FBI da solo pretendendo che all’incontro ci fosse anche Pompeo in persona. Potete immaginare la delicatezza delle informazioni che si stanno originando in queste ore (Comey fu dimissionato il giorno successivo).

Ma la storia inizia qui: vi ricordate Anthony Weiner, il marito dell’assistente personale di Hillary Clinton, Huma Abedin, nel cui computer furono trovate mail compromettenti di Hillary Clinton (quelle scomparse misteriosamente) e fatti pedofili? Costui è stato recentemente incriminato per pedofilia, un vizietto che sembra comune a molti Dem, sulla base dei dati reperiti sul suo computer. Il problema è che verrà incarcerato per pochi mesi invece dei 10 anni minimo che gli spettavano oltre ad essere messo in libertà fino alla fine del processo a settembre 2017 e – UDITE UDITE – essere messo nel programma di protezione testimoni. Ossia Weiner ha fatto un accordo con ministero della giustizia USA, proprio con il Jeff Sessions nemico giurato dei pedofili e capo del capo dell’FBI. Quali siano i contenuti delle sue ammissioni e dei documenti in suo possesso non lo sappiamo ma riteniamo siano addirittura esplosivi se la moglie, Huma Abedin, appena ha capito cosa era successo durante il processo del marito (processo tenuto in gran parte segreto), ha immediatamente chiesto il divorzio!

Si sappia che il computer di Weiner venne sequestrato dalla polizia di New York, non dall’FBI. Se ricordo bene il capo della sicurezza personale di Trump proviene proprio da tale distretto di polizia (…). Sta di fatto che la polizia newyorkese si rifiutò di collaborare con l’FBI di Comey ai tempi, tanto da costringere il dimissionato capo del bureau ad annunciare poche ore dopo il sequestro dei dati di Weiner che nel computer del marito dell’assistente di Hillary non c’era alcun materiale compromettente. Strano no? Visto che si trattava di migliaia di file..

Ovvero Comey sembra fosse parte del clan Clinton e tutto sommato non ne ha mai fatto mistero. L’apertura temporanea ad una indagine di Hillary in campagna presidenziale derivò dalla non comprensione se sarebbe riuscito o meno a bloccare l’affaire Weiner, da lì il suo annuncio della verifica in corso sulla Clinton poi stoppata prima che potesse diventare fonte di imbarazzo.
Non mi stupirei di scoprire a breve che Comey ha bloccato molte indagini diciamo clintoniane mentre era a capo del bureau. Pensate che per fare in modo di impossessarsi delle informazioni scottanti in suo possesso nell’ufficio di direttore dell’FBI, egli è stato licenziato quando si trovava a 3000 km dall’ufficio, tutti i computer sono stati sequestrati da Sessions e nessuno era al corrente della mossa escluso il ministro della giustizia, il suo vice e Trump.

Preparatevi al botto.
Sono per altro certo che molti italiani hanno peso il sonno da una settimana a questa parte. E magari dovranno riparare all’estero a breve, magari in Germania.

MD

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