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Scommettiamo che…

 

 

Era da aspettarselo: da quando i giornaloni ci hanno scoperto nel leggere la famosa “nota” del Prof. Paolo Savona, Scenarieconomici.it è sulla bocca (e lingua) di tutti. Visibilità  che come prezzo pagheremo con la prevedibile “macchina del fango” mediatica che puntualmente si mette in moto quando qualcuno non è coperto e allineato.

Che saremo attaccati da tutti già lo sappiamo, controlleranno se la virgola o l’accento era al posto giusto e se anche noi abbiamo qualche volta scritto “più migliore” e cercheranno di metterci in ogni modo in cattiva luce. Ma sbagliano perché Scenari, così come tutti ci chiamano, è un blog di amici che condividono la visione di come dovrebbe essere il nostro Paese e che non rinunciano a strillarlo ai quattro venti. E lo sapete perché?

Perché siamo tutti dei professionisti ormai navigati che fanno tutto questo non per trarne un profitto pecuniario, ma esclusivamente perché quando tornano a casa la sera, dopo aver svolto il proprio lavoro, non hanno altro scopo che guardare negli occhi la propria famiglia con la coscienza pulita nell’assoluta certezza di aver fatto tutto il possibile nei loro interessi.

Addirittura molti amici sono costretti a “coprirsi” con pseudonimi solo perché… sono persone conosciutissime  e avrebbero qualche “problemino” se si sapesse in giro che in “camera caritatis” la pensano in modo molto diverso!

Vi chiediamo scusa se molte volte non abbiamo corretto refusi, ma il più delle volte scriviamo dalla tastiera del telefonino in un attimo di tregua concessa dal lavoro perché siamo, ripeto, avvocati, ingegneri, economisti o docenti universitari e non giornalisti o pennivendoli disponibili a vendersi per un piatto di lenticchie e che non rinunciano a divulgare il rovescio della medaglia.

Per noi esiste ancora una Costituzione e soprattutto vorremmo che fosse realmente applicata specialmente quando ci impone di garantire i diritti degli italiani ad iniziare dalla dignità che solo il lavoro può dare.

Non abbiamo mai ricevuto un centesimo di denaro pubblico (e mai l’avremmo preso!) e nelle nostre casse al massimo ci sono 1000/1500 euro provenienti dalla pubblicità sul web e che utilizziamo per convegni e logistica. Non abbiamo sedi o redazioni, ma solamente la grandissima passione di raccontare la colonna sonora del nostro Paese come vorremmo che fosse e non come ce la vogliono far credere!

Perciò attaccateci pure perché tanto quello che a noi interessa già è avvenuto: svegliare la coscienza degli italiani dal pensiero unico che ha portato il Paese alla rovina! E ricordate sempre, perché ancora in molti il concetto non è chiaro: LA SOVRANITÀ APPARTIENE AL POPOLO! Grazie.

Gli Autori di Scenari!


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