DifesaRussiaScienza
Russia alla rincorsa di Starlink: il progetto Barrage-1 e la scommessa dei segnali 5G ad alta quota
Russia senza Starlink: al via i test per il sistema Barrage-1. Il piano di Mosca per usare palloni stratosferici e 5G NTN per ripristinare le comunicazioni al fronte.

La guerra moderna, si sa, non si combatte solo con i cingoli e l’acciaio, ma con i bit e le frequenze. Negli ultimi due anni, il sistema Starlink di SpaceX ha ridefinito il concetto di coordinamento sul campo, offrendo una larghezza di banda senza precedenti in scenari dove le infrastrutture civili sono polvere. Tuttavia, per Mosca la festa è finita: le recenti restrizioni imposte dall’azienda di Elon Musk hanno tagliato fuori le forze russe dall’accesso alla costellazione satellitare, creando un vuoto tecnologico che il Cremlino sta cercando disperatamente di colmare.
La soluzione proposta non guarda però verso lo spazio profondo, ma si ferma molto più in basso, nella stratosfera. Si chiama Barrage-1 ed è un sistema di comunicazione basato su palloni aerostatici ad alta quota.
La tecnologia Barrage-1: un ripetitore nella stratosfera
Sviluppato dalla Foundation for Advanced Studies (FFAS) russa, il Barrage-1 non è il classico pallone meteorologico. Si tratta di una piattaforma progettata per operare a un’altitudine di circa 20 chilometri, una zona dell’atmosfera che offre vantaggi strategici unici: è abbastanza alta da coprire aree vastissime, ma abbastanza bassa da garantire una latenza di segnale minima rispetto ai satelliti in orbita bassa (LEO).
Le caratteristiche tecniche principali dichiarate includono:
- Capacità di carico: Fino a 100 kg di strumentazione elettronica.
- Quota operativa: 20.000 metri (circa 12 miglia).
- Propulsione e manovra: Un sistema a zavorra pneumatica che permette di cambiare altitudine per sfruttare le diverse correnti d’aria, mantenendo la posizione su un’area specifica.
- Integrazione 5G NTN: Il vero cuore tecnologico è il test di apparati Non-Terrestrial Network (NTN) per lo standard 5G, capaci di irradiare connettività ad alta velocità verso terminali a terra senza bisogno di torri fisiche.
Russia has launched an aerostat with a 5G communication platform, designed to remain in the stratosphere at an altitude of 20–30 km.
The “Barrage-1” can apparently adjust its altitude using a pneumatic ballast system, enabling it to use different winds to maintain its position.
1 https://t.co/MCFKyTIskv pic.twitter.com/MzQIKnvNWg— Roy🇨🇦 (@GrandpaRoy2) February 14, 2026
Perché il 5G NTN è la chiave del progetto
Il passaggio alla tecnologia 5G NTN è fondamentale. A differenza delle vecchie comunicazioni radio analogiche, questo standard permette di gestire una mole di dati enorme, necessaria per il controllo dei droni in tempo reale e lo scambio di flussi video ad alta definizione.
Posizionando un trasmettitore a 20 km di altezza, la Russia spera di creare una sorta di “rete mesh” atmosferica. Se un singolo pallone ha dei limiti di visibilità ottica, una piccola costellazione di questi aerostati, collegati tra loro, potrebbe teoricamente coprire l’intera linea del fronte, sopperendo alla mancanza dei migliaia di satelliti che compongono la rete Starlink. Il problema è creare questa costellazione ad altissima quota, che
Il confronto con Starlink: Davide contro Golia?
Nonostante l’ingegno, il confronto tecnico tra i due sistemi vede Starlink ancora in netto vantaggio per resilienza e capillarità.
| Caratteristica | Starlink (SpaceX) | Barrage-1 (Russia) |
| Altitudine | 550 km (Orbita LEO) | 20 km (Stratosfera) |
| Numero unità | Migliaia di satelliti | Unità singole o piccoli gruppi |
| Resilienza | Quasi impossibile da abbattere totalmente | Vulnerabile alla contraerea (S-300 e simili) |
| Latenza | Molto bassa (25-50ms) | Potenzialmente bassissima |
| Copertura | Globale | Regionale/Locale |
Il sistema russo soffre di una vulnerabilità intrinseca: a 20 km di quota, un pallone è un bersaglio visibile ai radar e raggiungibile dai sistemi missilistici terra-aria come i Patriot o gli S-300. Inoltre, le emissioni necessarie per il 5G lo rendono un faro elettronico facilmente individuabile dalle unità di guerra elettronica (EW).
Le difficoltà dell’industria satellitare russa
Perché puntare sui palloni e non sui satelliti? La risposta risiede nei ritardi cronici dell’industria aerospaziale russa. Il progetto Bureau 1440, che avrebbe dovuto lanciare la costellazione “Rassvet” (Alba) per sfidare Starlink, è incappato in seri problemi produttivi.
Sebbene i test sui collegamenti laser inter-satellitari siano proseguiti, il lancio dei primi 16 satelliti operativi è stato posticipato al 2026. Attualmente, la Russia dispone solo di sei satelliti sperimentali in orbita, un numero del tutto insufficiente per garantire una copertura bellica affidabile. In questo contesto, il Barrage-1 appare come una soluzione d’emergenza, un “piano B” meno costoso e più rapido da implementare rispetto ai complessi lanci spaziali.
17/ "This is the Rassvet project from Bureau 1440. According to the announced plans, the launch of the first 16 low-orbit broadband internet satellites was supposed to take place in 2025 , but this never happened. pic.twitter.com/Ro2iWyAEtd
— ChrisO_wiki (@ChrisO_wiki) February 1, 2026
Conclusioni: un ritorno al passato per il futuro
L’uso di palloni per le comunicazioni non è un’idea nuova – gli Stati Uniti li studiano da anni per coprire aree colpite da disastri naturali – ma la loro applicazione come sostituto di una rete satellitare globale segna un momento critico per la tecnologia militare russa.
Mentre Mosca cerca di perfezionare la navigazione pneumatica dei suoi aerostati, la realtà del campo rimane complessa. Senza la stabilità di una rete orbitale, il coordinamento delle truppe rischia di tornare a metodi più lenti e vulnerabili. Resta da vedere se il Barrage-1 riuscirà a superare la fase di test o se rimarrà un ambizioso esperimento destinato a essere sgonfiato dalla contraerea avversaria.
Sarebbe interessante capire se questa tecnologia potrà avere, in futuro, applicazioni civili per portare internet nelle zone più remote della Siberia, dove posare la fibra è ancora un miraggio.








You must be logged in to post a comment Login