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Robot, Intelligenza Artificiale e Reshoring: La Germania Studia Come Riciclare i “Tessuti Intelligenti”
Come la Germania punta a rivoluzionare il riciclo dei capi d’abbigliamento dotati di elettronica (e-textiles) riportando la filiera in Europa grazie all’uso di robotica avanzata, telecamere 3D e intelligenza artificiale.

Viviamo nell’epoca in cui anche i nostri vestiti sono diventati dei dispositivi elettronici. Tra giacche auto-illuminanti per la sicurezza stradale, maglioni per vigili del fuoco dotati di sensori per le chiamate di emergenza e solette che monitorano i parametri vitali di chi le indossa, i cosiddetti smart textiles (o e-textiles) stanno vivendo una fase di rapida espansione commerciale. L’innovazione tecnologica procede a ritmi serrati, ma, come spesso accade nell’era della globalizzazione asimmetrica, ci si è dimenticati di un dettaglio non di poco conto: come si smaltiscono questi prodotti alla fine del loro ciclo di vita?
Attualmente, l’approccio al riciclo di questi capi altamente complessi è fermo, letteralmente, all’età della pietra, o quasi. Mentre le funzioni degli abiti diventano sempre più sofisticate, la logistica del loro fine vita si affida ancora al lavoro manuale a basso costo. Questo rappresenta uno spreco economico enorme, oltre che una minaccia per l’ambiente, perché diverse componenti sono d’origine sintatica.
La Risposta del Progetto ReSiST-AR
Per porre fine a questo cortocircuito logistico ed economico, l’Università di Scienze Applicate di Osnabrück, in Germania, ha lanciato una nuova iniziativa industriale e di ricerca. Il progetto, denominato ReSiST-AR (Recupero e Strategie di Riciclaggio di Tessuti Intelligenti tramite Robotica Automatizzata), punta a riportare la filiera del riciclo in Europa – il cosiddetto reshoring – attraverso l’uso massiccio di Intelligenza Artificiale e robotica avanzata.
L’obiettivo è duplice: da un lato, automatizzare lo smistamento dei tessuti per creare circuiti di riciclo regionali ed economicamente sostenibili; dall’altro, ripensare il design industriale a monte, affinché i capi nascano già predisposti per essere disassemblati. L’iniziativa, di chiara impostazione keynesiana volta a stimolare l’industria locale tramite investimenti mirati, è sostenuta da fondi pubblici.
Dettagli del Progetto | Informazioni |
| Nome Progetto | ReSiST-AR |
| Capofila | Università di Scienze Applicate di Osnabrück |
| Finanziamento | 422.000 Euro (Fondo Europeo Sviluppo Regionale – FESR e Land Bassa Sassonia) |
| Durata | 2 Anni |
| Partner Industriali | Moduco GmbH (Robotica), WKS Textilveredlungs-GmbH (Logistica tessile) |
La Sfida Tecnica: I Robot Contro il Tessuto
Il Prof. Steffen Greiser, esperto di automazione e responsabile del progetto, ha evidenziato con un tocco di pragmatismo ingegneristico quale sia il vero ostacolo alla base di questa rivoluzione. Fino a oggi, la robotica industriale e l’Intelligenza Artificiale sono state addestrate per eccellere in ambienti rigidi. Un braccio meccanico in una fabbrica di automobili manipola lamiere solide, le riconosce facilmente e le salda con precisione millimetrica.
I vestiti, al contrario, sono l’incubo di ogni programmatore di IA:
- Sono intrinsecamente morbidi e deformabili.
- Arrivano sui nastri trasportatori ammassati, aggrovigliati e sovrapposti.
- Sono stropicciati e variano in modo imprevedibile per colore, materiale e struttura.
- A parità di capo, l’aspetto visivo cambia radicalmente a seconda di come l’indumento cade sulla linea di selezione.
Per superare queste barriere, il team di Lingen e Osnabrück non si limita alla semplice visione ottica, ma implementa un mix di telecamere multispettrali e sensori 3D, guidati da algoritmi di machine learning avanzati. L’obiettivo è insegnare ai robot (e ai cobot, i robot collaborativi che lavorano fianco a fianco con gli operatori umani) a “vedere” attraverso le pieghe del tessuto, individuando i microchip, i sensori e i filamenti conduttivi nascosti all’interno di giacche e maglioni, per poi estrarli in modo affidabile.
Il Design Industriale: La Sostenibilità Inizia a Monte
Tuttavia, automatizzare il fine vita non basta se il prodotto è stato concepito male in partenza. Se i componenti elettronici sono fusi o saldati indissolubilmente con le fibre tessili, nessun robot potrà mai separarli in modo economicamente conveniente.
Per questo motivo, il Prof. Dr.-Ing. Jens Schäfer sta guidando un team parallelo focalizzato sullo sviluppo del prodotto. L’intento è analizzare i vari processi manifatturieri (ricamo, cucitura, saldatura dei polimeri) per redigere delle linee guida industriali rigorose. Le aziende del settore dovranno imparare a integrare l’elettronica in modo che resista agli urti e ai lavaggi durante l’uso quotidiano, ma che possa essere facilmente rimossa e recuperata al momento dello smaltimento. IL problema è che, a questo punto, si chiede al produttore di adattarsi a una fase del processo produttivo nel uqale nopn hanno più interesse.
Il coinvolgimento diretto di partner pratici come Moduco (che sviluppa i sistemi robotici) e WKS Textilveredlungs (che gestisce quotidianamente volumi enormi di resi di abbigliamento) garantisce che la ricerca non resti confinata nei laboratori universitari, ma si trasformi rapidamente in applicazioni industriali capaci di generare valore, occupazione e indipendenza tecnologica per il Vecchio Continente. Poter riciclare internamente i nostri residui sarebbe più etico, oltre che economicamente conveniente.







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