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Rimini. Meno poveri più poveri. Sempre più lavoratori si rivolgono alla caritas

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Dal Rapporto sulle Povertà promosso dalla CARITAS DIOCESANA DI RIMINI è giunto alla XIX edizione emerge un quadro inquietante.

La povertà in Italia è diventata ormai un fenomeno strutturale. Secondo Istat tocca quasi un residente su dieci, il 9,4% della popolazione che sta nel nostro Paese vive in una condizione di povertà assoluta.

La città di Rimini pur potendo contare sul turismo che mitiga alcuni effetti negativi sulle condizioni economiche delle persone, il trend sulla povertà rispecchia l’andamento nazionale: cresce il numero delle persone che la Caritas incontra e aumentano le persone che vi accedono per la prima volta.

Nel 2023 sono 4.416 nuclei incontrati, per un totale di 9.084 assistiti, di cui 2.388 minori, in diminuzione rispetto al 2022 (4.754 nuclei, 9.986 assistiti, 2.686 minori).

Rispetto al 2022 diminuiscono le persone, ma aumentano gli accessi, da 70.498 a 74.624: meno poveri, ma più poveri. L’aumento degli accessi è da attribuirsi certamente al caro vita, le persone e le famiglie si sono infatti rivolte con più frequenza alle Caritas per poter risparmiare sul cibo.

Meno persone “nuove” (da 40,8% a 33,3%), tra i nuovi ci sono: uomini, giovani (25-34 anni), stranieri, celibi, senza dimora, prevalentemente impegnati nell’edilizia.

Nel 2023 la percentuale di uomini e di donne incontrate è pressoché simile, mentre nel 2022 erano aumentate le donne, a causa del forte flusso di ucraine, scappate dalla guerra, spesso con minori a carico. Nella maggior parte dei casi gli uomini si presentano soli, mentre le donne portano il carico di tutto il nucleo familiare, sia che esso sia ancora in piedi o che sia fallito.

Non ci sono solo pensionati (che sono il 45,1%), ma anche disoccupati (36,4%), quindi si tratta di persone che sono in difficoltà perché non sono ancora riuscite a percepire la pensione, ma allo stesso tempo non riescono a trovare un’occupazione data l’età avanzata.

Calano gli stranieri di circa 300 unità, mentre la presenza degli italiani è pressochè simile all’anno precedente (da 1.813 a 1.783), ma cresce inevitabilmente a livello percentuale, dal 38,1% al 40,4%. Tra gli italiani prevalgono gli uomini, prevalentemente tra i 55 e i 64 anni, che vivono in gran parte soli e sono celibi (per il 35%), separati e divorziati (per il 30%), vedovi (per l’8,6%). Quindi caratterizzati da situazioni di profonde solitudini.

Tra gli immigrati, resta in testa la presenza degli ucraini con 577 persone (13,1%), ma nettamente inferiore rispetto al 2022, quando erano 779 (16,4%). Il 41% degli ucraini incontrati si sono rivolti alle Caritas della diocesi di Rimini, proprio nel 2022. La maggior parte ha tra 35-44, si tratta per l’86% di donne, in gran parte coniugate che vivono in case in affitto o ospiti di amici con anche i propri figli, mentre i mariti sono rimasti al fronte. Un’ucraina su cinque lavora.

Per la prima volta, tra i dati raccolti delle Caritas della Diocesi di Rimini, la percentuale degli occupati ha raggiunto il 12,5% delle persone incontrate, questo conferma quanto riscontrato dati Istat (del 25 marzo 2024) che dichiarano che è aumentata l’incidenza di povertà dall’8,3% al 9,1% nelle famiglie dove c’è un solo lavoratore dipendente.


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