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Repetita: la soluzione è semplice, ma hanno altri progetti per noi.

Repetita.

Da sottolineare per bene, con il pennarello giallo, tutti gli strumenti evidenziati nel https://pianodisalvezzanazionale.it 

che se non vengono neanche affrontati nei discorsi al governo, saranno un giorno la prova provata dell’inettitudine, dell’incompetenza e soprattutto della malafede che lo caratterizza, poiché da mesi sta riempiendo i lavoratori e le famiglie di promesse aspettando Godot cioè i soldi dell’Europa, quando le due uniche cose da fare erano queste, in ordine cronologico:

  • Esigere come ha fatto la Lega che la BCE diventasse pagatrice di ultima istanza, il che significa non già un piano di acquisto titoli sul secondario, bensì un piano di acquisto titoli perpetui di preferenza a cedola zero sul primario, in modo da distribuire la liquidità necessaria secondo il fabbisogno di ogni Stato, e non secondo il “rischio” percepito dai mercati che poi è puramente e meramente speculativo. Distribuzione non secondo il PIL, ma secondo la perdita di PIL, non secondo i desiderata delle agende mondialiste della Commissione (Green Deal, Digitalizzazione, Sanità in chiave ANTI COVID, passaporto vaccinale), ma secondo i reali bisogni di ogni singolo paese che per l’Italia sono: sostegno alle micro e PMI, sostegno agli agricoltori, agli artigiani, alle partite IVA, sostegno alle casse integrazione anticipate dai datori di lavoro, sostegno ai disoccupati, agli invalidi, alle famiglie, aiuti di Stato alle aziende e infrastrutture strategiche rinazionalizzandole, rilancio e ricostruzione dell’economia come in un periodo postbellico.

 

  • Poi dopo massimo 2 mesi da questa domanda proforma, due mesi che sono ampiamente passati, e di fronte all’ottusità della Corte Costituzionale tedesca che non solo non vuole assolutamente pensare alla modifica dell’art 123 del TFUE nel senso che la BCE possa diventare pagatrice di ultima istanza, ma che ha persino bocciato i piani di Quantitative Easing et similia sul secondario, beh di fronte a tale evidenza, invece di impelagarsi in prestiti esteri come il Recovery Fund, sarebbe stato sensato esaminare le proposte racchiuse nel piano di salvezza nazionale.

 

Di cui il primo e più classicamente attuabile strumento sarebbe l’emissione di un buono di solidarietà nazionale, unicamente riservato alle persone fisiche e o giuridiche residenti in Italia, e a singole persone fisiche residenti altrove (privati cittadini), in modo da raccogliere i risparmi, rendendoli creditori privilegiati  e garantirli con una speciale tutela dello Stato. Non come l’ultima emissione andata a ruba di BTP Italia  che ha realizzato un record di oltre  22 miliardi  di titoli ceduti per quasi 14 miliardi  ai privati ma oltre 8 Mld (a fronte di un totale richiesto di quasi 20 miliardi) ai soliti  istituzionali esteri. A dimostrazione del fatto che i rating sui nostri titoli, sono artificiosamente bassi, frutto di speculazione, una domanda di 7 volte superiore all’offerta.

Siamo talmente spremuti dagli “istituzionali esteri” – banche e fondi speculativi – che a breve non avremo più i soldi per far funzionare le pubbliche amministrazioni e lo scenario è tragico, simile a una catastrofe bellica attivata alla fine di un trentennio  di speculazione/saccheggio massicci sulla nostra economia da parte della finanza estera.

Tutto questo perché al governo sono talmente ottusi, da non volere assolutamente affrontare la questione della creazione monetaria creditizia attraverso l’effettivo controllo e coordinamento del credito, secondo quanto sancito dall’articolo 47 della Costituzione. Ma come, gli economisti di palazzo non sanno che sono le banche a creare il 95% della massa monetaria? Fatto oramai collaudato e consolidato persino dalla Bank of England.

E allora perché a nessuno viene in mente di fare come Germania, Francia e Benelux? Il pieno e politico controllo di alcune banche nazionali per trarne numerosi vantaggi obiettivi.

Il secondo punto è un decreto per attribuire uno statuto speciale come quello delle banche pubbliche francesi a 3 banche semi pubbliche italiane: Medio Credito Centrale, Cassa Depositi e Prestiti e MPS. Per cominciare. E per delistare Poste Italiane Spa, che con il suo circuito di pagamenti PostePay deve diventare un circuito di pagamento interno nazionale controllato da noi e non da Microsoft, che in un recente accordo di investimento ha impegnato 1.5 Mld nel gruppo con l’obiettivo di farne una sua piattaforma Cloud. Il Gruppo Poste Italiane Spa, con 12812 uffici postali e 35 Mln di clienti del circuito, costituisce un asset strategico del paese da far rientrare come azienda strumentale di Stato. E Invitalia SpA, trasformarla in ente pubblico strumentale simile all’APE, Agence des Participations de l’Etat che dal 2015 ha dato aiuti di Stato ad aziende strategiche francesi per 10 mld ad Areva, EDF, SNCF, e ha salvato la Peugeot – che era fallita – con 1.5 Mld di euro. Quella Peugeot compartecipata dalla Francia che si sta pappando tutti i brevetti, il know how, le strutture e i circuiti della Fiat, cioè del lavoro degli italiani, attraverso l’acquisizione di FCA.

La Germania ha “creato” 1100 miliardi di moneta creditizia attraverso la banca pubblica tedesca Kfw, presieduta dalla Cancelliera tedesca Merkel, e un Fondo di stabilizzazione economica, da distribuire in risarcimento a tutti i lavoratori autonomi e dipendenti lasciati a casa per un periodo di lockdown infinitamente più corto di quello italiano (una somma di 5000 euro una tantum sul conto agli autonomi), da impegnare in prestiti o investimenti azionari alle aziende strategiche  e da destinare alle PMI di meno di 250 dipendenti con un crollo autocertificato di oltre il 60% del fatturato rispetto all’anno scorso (fino a 50000 euro di aiuti al mese). Certo nel linguaggio istituzionale non è quello che vi diranno, ma sono i fatti contabili monetari.

Gli aiuti a belgi, francesi, olandesi, lussemburghesi e persino ai cittadini degli ex paesi dell’est, non sono stati da meno: in Belgio, addirittura piccole attività come proprietari di “snack” hanno trovato miglior guadagno a rimanere a casa di quanto non ne avessero lavorando, in Olanda i commercianti hanno ricevuto 5000 euro sul conto, in Francia, Olanda, Grecia, Germania, Spagna e ovunque, è stato distribuito il sussidio di disoccupazione a tutti i lavoratori, senza che nessun datore di lavoro dovesse anticipare di tasca sua la cassa integrazione, come in Italia. Persino in Spagna sono stati attribuiti i sussidi di disoccupazione a tutti i lavoratori che hanno perso temporaneamente il lavoro, senza il requisito di contribuzione preventiva e senza la riduzione dei diritti finora accumulati.

Diciamolo, noi stiamo vivendo l’epilogo di trent’anni di massacro sociale particolarmente diretto ai lavoratori italiani onesti, alla struttura produttiva, industriale e agricola del paese, presi di mira da una “burocrazia” che per default ci considera evasori. Una burocrazia che è espressione della mistificata “trattativa Stato-mafia”, in questo periodo rinsaldata dalla scarcerazione di 400 boss mafiosi e dall’entrata indiscriminata, pervicace, ossessiva e quotidiana di elementi clandestini sulle nostre coste aiutati dalla rete finanziaria di ONG finanziata da Soros e dall’Agence française de développement francese (ente pubblico protetto da fallimenti e insolvenze per gli aiuti allo sviluppo).

Per contrastare questo piano, bisogna contrapporne un altro, però vige una certa omertà, un misto tra fatalismo atavico e terrore esistenziale, peggiorato in tanti cittadini dalla situazione da incubo che ci è stata imposta e da cui sembra solo in questi giorni di poterci forse risvegliare, ma sempre con il tormento che l’incubo possa ricominciare. Chi ha soffiato sul fuoco infatti è ancora in sella, in tv, nei giornali, nei gangli delle istituzioni, al governo, e lo si vede in orwelliane circolari, decreti, allusioni. Come in un film dell’orrore si parla di scovare i positivi casa per casa, di trasportarli in strutture apposite, di treni covid, di distanziamento sociale a scuola ma anche in famiglia, di app di rintracciamento, e di ritorno alla normalità (?) solo in caso di vaccino. Il tutto mentre eminenti virologi ci dicono che il virus ha perso la sua carica e che stiamo acquisendo l’immunità di gregge, e le terapie intensive covid sono vuote.

La terza misura è una moneta fiscale (CCF): concettualmente semplice, urgentemente vitale, improrogabile, praticamente evidente e ovvia. Contrariamente ai pregiudizi, essa  non aumenta il debito pubblico, e si può attuare in tempi molto brevi, esistendone già il disegno di legge in un cassetto di un gruppo 5S. Sono certificati compensativi fiscali a livello nazionale, ma sarebbero da pensare anche a livello comunale, che in un anno come questo in cui grosse fette della popolazione non potranno pagare le tasse, consentirebbero senza danni di procrastinare per interi settori produttivi l’onere fiscale. Assegnati in funzione delle perdite di reddito di famiglie e imprese e ISEE,  si possono trasferire creando liquidità fino alla scadenza, al momento del pagamento delle tasse.

La quarta misura è quella di emettere biglietti di Stato, da parte del Tesoro per le spese pubbliche delle pubbliche amministrazioni e a circolazione interna.

Per chi ribatte che è vietato battere moneta per gli Stati membri dell’eurozona, si sappia che monetine e o banconote di prima dell’euro circolano ancora in svariati paesi dell’eurozona, a livello interno,

https://scenarieconomici.it/paesi-delleurozona-con-la-doppia-circolazione/

mentre la Francia emette il franco Change Français Pacifique – ex franc Colonial du Pacifique –  in 3 territori d’oltremare (Wallis e Futuna, Nuova Caledonia, Polinesia) e crea a livello centrale – Trésor + Banque de France – gli euro per gli altri suoi  territori d’oltre mare dopo decenni in cui ha esercitato il diritto sovrano di controllare le riserve valutarie di 13 paesi africani + le Comore stampandone le banconote e controllandone il cambio, la circolazione, la destinazione. Il Tesoro francese funge ancora oggi, sebbene stia dismettendo il controllo dei conti delle riserve valutarie della Françafrique, da banca. Nel senso che tiene i conti a livello centrale dei suoi territori di oltre mare. Se lo fa la Francia, lo può fare benissimo anche l’Italia. Anche l’Olanda ha mantenuto nicchie di creazione monetaria, ad esempio controllando l’emissione monetaria della Banca di Curaçao delle Antille olandesi attraverso la sua Banca centrale, e chissà in quali altri modi.

Niente e nessuno può  vietarci di creare strumenti monetari fiduciari paralleli, sia nella forma di crediti fiscali – in cui lo Stato ha la piena sovranità –  sia in quella di biglietti di stato sia nella forma di creazione di moneta creditizia attraverso banche completamente controllate dal pubblico e dal parlamento, come è il caso della Cassa depositi e prestiti francese. O meglio ancora dagli uffici postali.

Moneta fiscale, buoni di solidarietà, biglietti di stato, banche pubbliche e circuiti di pagamento interni sono le cose fondamentali da fare per far ripartire il paese.

Il progetto di questi criminali è un altro, ma noi abbiamo il dovere lo stesso di sottolineare la semplicità di questo piano di salvezza nazionale, la sua fondatezza, la sua legalità, il buon senso insito in esso. Il progetto invece è quello di sbandierarci lo specchietto per le allodole del Recovery Fund, che comunque stanzierebbe i fondi diluiti in 7 anni e solamente a partire dal 2021, tutti a prestito e per le riforme imposte dall’Europa, non certo per salvare gli italiani e le loro micro aziende, mentre nel frattempo il “commissario” Colao da Londra ci fa sapere il suo piano – ideato dai freemen della City – per liquidarci meglio tutti gli asset. Cioè, prevedendo i fallimenti italici farebbe passare alla cassa i suoi amici anglosassoni, per dare alcune briciole all’economia italiana ma dopo avere regalato i pezzi migliori ai soliti fondi. Di cui i migliori alberghi, borghi, strutture ricettive e luoghi dell’eccellente turismo Italia.

L’unica cosa da fare adesso per tutti gli italiani è di cacciare questo governo  – accusandolo penalmente di quanto successo –  per reclamare a gran voce nuove elezioni.

Nforcheri 02/06/2020

Nforcheri 2/6/2020

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01149282.pdf


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