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Regno Unito e timori della Brexit: PIL e produzione industriale al massimo. Calo deficit commerciale…

 

Se l’economia inglese sta soffrendo per la Brexit allora vorremmo soffrire con lei! Gli ultimi  dati relativi all’economia del Regno Unito sono piuttosto incoraggianti. Iniziamo dal PIL: Il tasso di  crescita su base annua si alza al 1,8% il più elevato degli ultimi mesi:

Siamo su base annua al risultato migliore da un anno, anche la media mobile di crescita su tre mesi si è innalzata al 0,5%:

Il miglioramento nella crescita è evidente anche se consideriamo l’outpu del settore manifatturiero, cioè la produzione industriale:

dopo una fine 2018 non positiva c’è stato un forte rimbalzo a marzo con un +3,6%, risultato guidato da materiale elettrico, farmaceutici, tessili e carta. Un rimbalzo anche nel settore degli investimenti industriali che vedeva dei cali sostenuti nel tempo:

Gli investimenti sono principalmente collegati al settore tecnologico ed informatico. Inoltre vi è un calo nel disavanzo di bilancia commerciale, ma generato da un aumento dell’export che cresce più rapidamente dell’import, quindi senza alcun segnale di una contrazione dei consumi interni.

Quindi le incertezze ed i drammi della Brexit possono colpire dal punto di vista politico, e stanno colpendo duramente il partito conservatore, ma non da quello di vista economico. L’unico settore  che non sta tirando particolarmente è quello immobiliare, che evidentemente patisce lo sgonfiarsi della bolla del Regno Unito.

Al contrario sono gli esportatori nel Regno a tremare, con la Baviera che aprirà un ufficio di rappresentanza autonomo per cercare di mantenere le quote del suo più ricco mercato. nel frattempo se la May non riuscirà a finalizzare la Brexit prima della fine di giugno avremo i membri del Brexit Party e tutti gli altri rappresentanti dei partiti inglesi che siederanno nel parlamento di Bruxelles. Una forza antieuropea in più nello stesso parlamento europeo.

 

 


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