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«Recovery Fund», sette paesi non firmano. Prima vogliono vederci chiaro sulle tasse. Non tutti hanno Gualtieri

Sono mesi che vi diciamo che NON è sicuro che ci sarà il Recovery Fund, e per questo tutti i piani del PD sono solo delle illusioni adesso. Il motivo è semplice: ci sono paesi che non hanno dei governi eterodiretti, dei ministri delle Finanze che prendono ordini direttamente da Berlino e da Bruxelles, ma che nelle cose vogliono prima di tutto vederci chiaro.

Oggi alla riunione dei 27 ambasciatori dell’Ue (Coreper) sette  paesi non hanno sostenuto la proposta di una procedura scritta per l’adozione del capitolo ‘risorse proprie’, che avrebbe aperto la strada alle ratifiche dei parlamenti nazionali, per il Recovery Fund, spiegando di voler prima vedere l’insieme del pacchetto, compresa la decisione del Bilancio 2021-2027.

I paesi che non hanno autorizzato la prosecuzione in via automatica sono stati i Paesi frugali (Olanda, Austria, Danimarca e Svezia) che si erano già opposti , la Finlandia, la Polonia, che pure avrebbe avuto dei notevoli vantaggi,  e l’Ungheria. In particolare i Frugali temono di vedere ridotti o cancellati i ‘rebates’ (gli sconti sui contributi nazionali al Bilancio comunitario) nella trattativa col Consiglio, mentre Polonia e Ungheria intendono vederci chiaro sulla condizionalità sullo stato di diritto, cioè vogliono evitare dei condizionamenti a livello di governo e legislazione da parte dell’Unione.

Quindi nessuno vuole fare nulla gratis, tutti vogliono sapere che succede dal punto di vista fiscale, ed essere sicure che i loro cittadini non subiranno un carico eccessivo. Non tutti hanno il dubbio piacere di avere come ministro dell’economia e finanze persone generose come il buon Roberto Gualtieri, sempre pronti ad immolare sull’altare dell’Europa i soldi…… dei propri concittadini. Gli altri voglio il bene, più o meno delle loro Nazioni. I Nostri governanti vogliono il bene solo dell’Europa.


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