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RAZZISMO E SOTTOMISSIONE di Carlo Alberto Morosetti

Le cronache di queste ore sono dedicate al razzismo e all’odio innescato da motivazioni razziali. Si levano le solite voci di condanna sulla supposta lesione costituzionale che sarebbe innescata dall’abolizione, o meglio modifica della legge Mancino che regola la questione: ma le leggi non sono eterne e questa legge in particolare non poteva prevedere  quello che nel frattempo è avvenuto e sta avvenendo nel nostro paese e nel resto d’Europa. 

Consentitemi allora di citare un libro molto discusso in Francia, ma poco capito in Italia. “Sottomissione” di Michel Houllebecq che spiega i termini della questione in modo talmente chiaro e preveggente che vale la pena adattarlo alla situazione italiana, dove i supposti difensori della società multietnica e del multiculturalismo sembrano vivere in un mondo fantastico senza fare i conti con la realtà che rapidamente sta cambiando anche la nostra società e nazione, l’Italia, sotto la pressione di immigrazioni sempre più massicce e troppo poco controllate.

Houellebecq descrive il declino del mondo occidentale, parlando della sua patria la Francia, ponendolo a confronto con la forza primigenia dell’avanzata del mondo islamico. Il protagonista consapevole spettatore del declino del suo mondo, ma al contempo incapace di opporvisi, si renderà conto paradossalmente che la religione islamica è l’unico rimedio al vuoto morale generato dall’emulsione del sacro perpetuata nei paesi occidentali in nome di un supposto progresso incentrato su un capitalismo globalmente ingiusto.

E qui sta l’idea centrale e azzeccatissima che vorrei porre come spunto di riflessione. Nel romanzo si ipotizza che il ministero della pubblica istruzione diventi il cavallo di Troia per invadere la Francia e tutto l’occidente. Il libro pubblicato tre anni fa in Francia,  fu subito accusato di razzismo e islamofobia, in realtà entra con sincerità nel dibattito in corso da tempo in Francia e ora anche in Italia sull’identità nazionale e sul corretto rapporto con l’immigrazione, specie quella di matrice religiosa musulmana.

Sottomissione racconta di elezioni presidenziali francesi del 2022 vinte dal candidato del neonato partito musulmano che batte la destra di Marina Le Pen, grazie all’appoggio sia dei socialisti, sia dei repubblicani. I francesi accettano senza troppe resistenze l’islamizzazione morbida propugnata dal nuovo presidente.  E la libertà viene così sottomessa, in Francia e forse nel resto d’Europa in nome dell’Islam, la cui forte rivendicazione identitaria cancella anche culturalmente valori e tradizioni occidentali. In Francia il patto pro islam tra socialisti e repubblicani in opposizione al partito della Le Pen è avvenuto in alcune elezioni comunali e regionali. In Italia siamo ancora un pò indietro, ma sicuramente le politiche migratorie del governo Renzi e Gentiloni, prive di controlli e regole ai flussi sembrano proprio dettate dalla possibilità di avere nuovi elettori e nuove alleanze con comunità etniche che non sono integrate nel segno dell’identità culturale italiana, quasi che sottomersi a valori estranei a quelli italiani possa essere la soluzione alla mancanza di una politica forte in difesa della nostra patria e nazione.

Carlo Alberto Morosetti


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