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Quello che dirà domani Macron (secondo il JDD) : almeno 15 miliardi in più di deficit.

 

 

 

Il Journal du Dimanche, ripreso poi da tutti i quotidiani francesi, compreso Le Point, si è azzardato nel fare alcune valutazioni sulle concessioni che domani annuncerà in TV Macron alla nazione.  Alcune ovvie, alcune già parte del programma, alcune invece non previste. Iniziamo :

  • Cancellazione della carbon tax sui carburanti, cioè nesun aumento di 3 centesimi per la benzina e di 6 per il diesel, e neppure fine delle defiscalizzazioni a scopo professionale;
  • Cancellazione della “Taxe d’Habitation”, una delle varie tasse immobiliari francesi, sinora prevista per il 2021;
  • Un Aumento delle pensioni minime, forse piccolo ritocco alla SMIC (paga minima) , ma questo dubbio ;
  • Un premio fiscale ai 7 francesi su 10 che vanno al lavoro in auto, cosa promessa in campagna elettorale e che va all’opposto di quanto previsto dalla politica verde;
  • l’invito a tutti i datori di lavoro a dare un premio facoltativo defiscalizzato;
  • qualche altra misura simbolica, come ad esempio la cancellazione dell’odiato limite degli 80 all’ora sulle strade extraurbane.

Tutte queste misure, da calcoli approssimativi, verranno a pesare 15 miliardi di euro, cioè uno 0,6% in più di deficit. Dato che le previsioni sono ora al 2,8% significa arrivare al 3,4%, e questo va al di sopra dei limiti che vorrebbe imporre l’Unione. Qualcosa dovrebbe saltare, ed in questo caso si parla della riduzione delle imposte alle aziende dal 33,3 al 25%, ma questo, aggiungo io, andrebbe contro altre promesse, oltre ad essere in contrasto con le richieste impellenti, anche da parte del ministro del Lavoro francese, di concedere aumenti salariali lauti. Macron è stato eletto proprio con questa finalità con l’appoggio di ogni organizzazione degli imprenditori, che pure hanno investito in lui, per cui è anche possibile che non si proceda in questa direzione, ma si decida di superare i limiti comunitari nell’interesse del popolo, e del presidente, francese.

Intanto il ministro Bruno Le Maire, sempre da Le Point, parla di “Disastro per il commercio” e di “Crisi della democrazia”, annunciando poi aiuti ai commercianti danneggiati dalla stagione infausta. Anche se non sembra questo è un altro modo per concedere denari ai Gilet Gialli, molti dei quali sono lavoratori autonomi e piccoli imprenditori o commercianti, e che facevano della preferenza per il piccolo uno dei loro cavalli di battaglia.

Per terminare un sondaggio che indica, o dovrebbe indicare, chi votarono i Gilet Gialli alle ultime elezioni:

 

 


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