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Quando l’utile idiota incasina l’opinione pubblica (parte 3)

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l'utile idiota

Quando entra in gioco l’utile idiota la prima cosa a farne le spese è l’opinione pubblica. Ecco come la realtà ha sbugiardato politici e media quando ormai era troppo tardi.
Qual è stato il risultato di esserci dedicati, anima e corpo, alla cosmetica del para-sociale dimenticando completamente il declino economico e sociale del Paese?

Le battaglie per la tutela della dignità dei lavoratori e per i diritti democratici, sui media sono state trasformate in crociate eversive.
Nel frattempo il dibattito pubblico considerato corretto politicamente ha riguardato ben altri argomenti.

È così che, invece di lottare per un reddito più dignitoso, maggiore stabilità, più equità e maggiore redistribuzione delle risorse (ritenuti ormai temi subalterni), abbiamo dedicato tutta l’attenzione alla decapitazione delle statue dei negrieri del ‘400, ad inginocchiarci per il BLM, ad appendere lenzuola ai balconi, all’auto censura della Disney sui propri cartoni animati e alla ri-tintura da parte di Netflix e soci, dei protagonisti dei classici e della storia, secondo il politicamente corretto.

Su questa stessa falsariga,  prima delle Sardine avevamo conosciuto i girotondini di Nanni Moretti. Un movimento populista dei primi anni 2.000 le cui manifestazioni, di piazza accerchiavano i politici (solo di destra) tenendosi per mano.

Tutti preoccupati della deriva fascista e nessuno del calo dei redditi

Ormai da anni, pur gridando alla deriva fascista, ci siamo lanciati (plaudenti al pugno di ferro contro “la politica”) nella cessione reale di fette di sovranità con una velocità che fa impallidire la rapidità con cui si sono impennate le temperature del pianeta.

Insomma, mentre ci occupavamo della presunta deriva fascista del politico scomodo di turno, abbiamo srotolato il tappeto rosso ai fascisti veri.

Ancora una volta le casse di risonanza, che deviavano l’attenzione dai problemi reali, sono stati principalmente giornali e TV, a cui si è aggiunta praticamente in blocco la classe politica italiana.

Ma come abbiamo fatto a credergli?

Come abbiamo fatto a credere agli esperti, alle stelle nascenti della politica e ai cialtroni televisivi?
Di seguito vedremo una galleria di titoli di giornali, dichiarazioni e news, prontamente smentiti dalla realtà.
Sarebbe bastato guardare quella per risparmiarci centinaia di prese in giro.

Se avessimo un archivio sempre pronto a rinfrescarci la memoria, certo non si ripeterebbe mai più così facilmente com’è accaduto in questi anni.

Aprire l’archivio

L’utile idiota stavolta è stato l’influencer o l’opinione maker. Due figure più vicine ad essere dei casi umani che non dei riferimenti; se non fosse che stiamo parlando di un mondo completamente ribaltato. Quello in cui viviamo.

Il problema è che politici, opinionisti e soprattutto i cittadini, li prendono così sul serio da manipolare la narrativa e il dibattito stesso.

Ecco che se ne può ricavare una galleria di gaffes e figuracce che sarebbe bene conservare a futura memoria. Per farlo apriamo ECONOMI/GRAM, il libro-archivio che ci mette in tasca un anno di prove che la nostra testa è stata manipolata da media, social e politici.
Le immagini che seguono sono tutte tratte dal nuovo libro (dagli un’occhiata).


Sardine. Dal pericolo fascista alla poltrona sicura è stato un attimo

Sardine - ECONOMI/GRAM


 

Le certezze sull’economia e i nuovi salvatori della patria

economigram - Gualtieri


Draghi salvatore ECONOMIGRAM


Draghi salvatore ECONOMIGRAM

Mettiamoli alla prova

A proposito dei nuovi eroi ecco come ha risposto la realtà ai proclami degli onesti.

Dibba su ECONOMI/GRAM


Bibbiano ECONOMI/GRAM


Toninelli ECONOMI/GRAM


Uno vale uno ECONOMI/GRAM


Grillo contro Draghi ECONOMI/GRAM


economigram


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Di Maio, se lo diciamo lo facciamo economigram ECONOMI/GRAM

Per una volta hai tenuto fede alla promessa, Giggino, o forse hai solo indovinato; ma almeno per sta volta siamo d’accordo con te.


La lotta alla crisi economica non conosce sosta

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Genere



Emma Bonino ECONOMI/GRAM

Corto circuito radical chic

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