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Quando due piloti automatici sono in rotta di collisione, succede un disastro come ora

 

La giornata di oggi sulle borse è stato il solito “Dead cat bounce”. con qulla giapponese che ha realizzato on +0,9% e quella americana che , in questo momento, non sa bene dove andare, ma è almeno al di sopra dei minimi di ieri.

Ora il problema si chiama “Pilota automatico” o meglio “Piloti automatici”, perchè ne abbiamo di due tipi: quello micro, del trading algoritmico, e quello macro, delle banche centrali.

Il problema micro è semplice, cioè ormai l’85% del trading è effettuato in modo algoritmico, passivo , da parte dei computer, come attestato anche dal Wall Street Journal. Questo ha funzionato nei momenti di crescita ed ora alla prima difficoltà , funziona al contrario. Quindi come prima gli algoritmi hanno azzerato la volatilità adesso la mandano alle stelle.

Se aggiungiamo che la liquidità immessa dalla FED (e presto dalla BCE) va calando, che l’attivo della FED è in calo, questo trading algoritmico non fa che accentuare ancora di più la volatilità e le perdite.

Un bel disastro, nulla da dire, che viene accentuato, se non provocato direttamente, dall’altro pilota automatico, quelle della banche centrali.

Sia Powell sia Draghi hano detto abbastanza chiaramente che si rendono conto del fatto che qualcosa non va, ma che il cammino è fissato, la politica restrittiva è in moto e non si ferma. Il discorso di Powell, come quello di Draghi, sono devastanti perchè hanno fatto capire ai mercati che tutto è fissato, che non si cambia, che le banche centrali hanno messo dei Computer, non degli uomini, al comando per cui si va avanti, esattamente come un treno senza pilota che sta per gettarsi da un burrone.

Del resto la politica monetaria della FED è già stabilita fino al 2022:

Questo grafico, che è stato definito nella prima metà del 2017, viene ora ad essere rispettato perfettamente e viene ad influire su tutti gli asset sul mercato: titoli pubblici e privati. Contemporaneamente Draghi, nonostante i dati NON positivi previsionali per il 2019 conferma la fine del QE. Ora immaginate un capo di stato maggiore che il giorno prima della battaglia non cambiasse la sua strategia sulla base della situazione strategica, della situazione ambientale, ma proseguisse esattamente con il suo piano , a qualsiasi costo: non sarebbe giudicato un folle?

Due algoritmi si sono scontrati. L’intelligenza umana è stata messa da parte, umiliata, in favore di formule che tali sono: stupide e prevedibili. Prevedibile è che alla prima difficoltà, in questo caso lo shutdown governativo USA, in un tempo rapidissimo, il mercato sia andato in briciole.

L’unica differenza rispetto al 207 ed al 1029 è che ora c’è liquidità sul mercato, che la stretta non era ancora soffocante, ma farà presto a diventarlo.  Senza contromisure monetaria ci può essere, anzi ci sarà sicuramente, un canale di trasmissione verso l’economia reale di fronte al quale le economie europee ed americane si troveranno completamente impreparate o accecate. Questo canale non è facile da identificare ora: qualche grossa banca potrebbe saltare, oppure le tensioni finanziarie potrebbero riversarsi su specifiche classi di titoli, o entrambe. Gli unici che sembrano in grado di reagire sono i cinesi che han messo alle spalle ogni remora e sono entrati sul mercato. Noi, no.

 


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