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Proposte Green in Germania con possibili risvolti o adattamenti Macroeconomici (positivi) in Italia

 

In Germania in questo periodo l’opinione pubblica è concentrata principalmente sui temi ambientali, infatti:

” la Cdu il partito oggi al Governo, punta a rivedere il sistema europeo di scambio di quote di emissioni di Co2 e far sì che i prezzi dell’anidride carbonica rispecchino quanto sia “dannosa per il clima”. Nel frattempo i Verdi (partito di Opposizione)  rilanciano con una proposta molto più ambiziosa: un piano di investimenti green da 35 miliardi di euro che sia scorporato dal calcolo del deficit, con una modifica alla legge costituzionale che regolamenta lo Schwarze Null, il pareggio di bilancio.”

 

Buona la proposta della Cdu nello spirito di “chi più inquina paga” […] ( questo principio dovrebbe essere preso in considerazione anche in Italia).

La possibilità di scorporare dal calcolo del deficit la parte di debito pubblico destinata alle politiche Green potrebbe essere una buona soluzione e si aprirebbero dei grossi scenari favorevoli anche per l’Italia (anche per altre tipologie di riforme di sviluppo economico) , ma come sappiamo queste regole le decide l’Europa e non i singoli stati.

I Verdi Tedeschi dovrebbero “sperare” non avendo la maggioranza in Europa in una spinta eccezionale dei movimenti ambientalisti verso le istituzioni europee per sensibilizzarle. Sicuramente la formazione della nuova commissione europea molto rigida sulle regole di Bilancio non aiuta.

 

 

” i cristiano-democratici  Tedeschi sostengono che le misure previste devono essere “socialmente equilibrate” ed evitare che l’industria tedesca “si sposti in altri Paesi”, dove è consentito inquinare di più: “Sarebbe un disastro sia per l’occupazione che per il clima”

 

Su questo discorso, riferendomi al significato di “socialmente equilibrate”, (che può interessare anche l’Italia se si fanno delle politiche troppo stringenti e costose per le imprese) in Germania si è aperta una discussione in quanto è vero che le imprese di produzione soprattutto per le auto diesel (sappiamo tutti i problemi che ci sono stati) inquinano, ma occupano anche molti posti di lavoro, che i tedeschi hanno paura che “emigrino” nella vicina Polonia. Difatti questo spiega le scelte delle principali case di auto tedesche nel limitare per ora la produzione degli elettrici ed ibridi.

 

Si ipotizza in Germania, di creare un “Fondo federale di investimenti” del valore di 35 miliardi di euro che sia costituzionalmente garantito, tramite una modifica che allenti il freno al debito inserito nella Costituzione.

 

Forse non tutti sanno che la Germania calcola il debito pubblico in modo diverso dall’Italia e (per farla breve) che una parte dei debiti dei singoli Lander e della Kreditanstalt für Wiederaufbau (cassa depositi e prestiti tedesca) non sono conteggiati nel debito totale grazie a degli “escamotage” di bilancio che la legge tedesca permette.

In questo caso parlando di “fondo federale” mi viene in mente una soluzione di questa tipologia.

 

Riflettendo sull’Italia dal punto di vista operativo se volessimo ipotizzare uno studio sulla fattibilità di questo tipo di operazione, bisognerebbe:

 

1) quantificare esattamente la composizione del debito pubblico italiano

2) quantificare esattamente il debito pubblico di proprietà diretta o indiretta della Cassa depositi e Prestiti ;

3) studiare un metodo “alternativo” (la faccio un po’ breve questa parte perché andrebbe molto approfondita) per assoggettare a questo Ente eventuali finanziamenti (anche di natura privata) che non rientrerebbero nel conteggio del debito pubblico italiano

oppure creare una Banca Pubblica (che raccolga privatamente i fondi come una banca privata).

(Spesso su questo blog diversi autori si sono occupati di questa ultima ipotesi).

 

Certo il tutto poi viene messo in discussione dai mercati e dallo spread quindi va fatto in modo molto efficiente e convincente (si pensi al polverone che c’è stato con la proposta dei mini bot).

Monitoriamo quello che succederà in Germania nei prossimi mesi.


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