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Post Scriptum: la triste lezione da trarre dalla violenza di piazza in Catalogna. Ovvero, se gli Europei non ubbiscono arrivano anche le botte

Stavo osservando e soprattutto meditando sulla triste faccenda catalana, che da qualsiasi parte la si guardi ha fatto resuscitare fantasmi che – sebbene sapessimo esistere ancora – speravamo tutti se ne fossero andati via se non per sempre quanto meno per la durata della nostra generazione.

La violenza della polizia spagnola in Catalogna non è giustificata. Invece sarebbe stato più che giusto, inoppugnabile difendere il principio dell’invalidità del referendum: dunque, si sarebbe dovuto lasciare votare i catalani come se nulla fosse, poi al primo tentativo di confisca di assets spagnoli in Catalogna, come i dirigenti suppostamente secessionisti hanno annunciato, si mandava l’esercito in quanto – è incontrovertibile – il referendum sull’indipendenza di Barcellona non ha alcuna validità nè costituzionale nè legale.

La prima domanda che bisogna invece porsi è perchè si sia sfoggiata l’inutile e solo apparentemente superflua violenza delle forze dell’ordine iberiche. Dall’altra – la prima gallina che canta ha fatto l’uovo – chiedersi il motivo delle parole di Juncker degli scorsi giorni, soggetto che visto il ruolo dovrebbe ed anzi sa benissimo i fatti legali: perchè il capo della Commissione EU ha affermato a nome dell’Unione che si sarebbe comunque riconosciuto il risultato del referendum, mandando a pallino in 2 minuti un anno di paziente lavoro del Governo di Madrid??? Se volete sentire le parole precise di Jucker fate click sul LINK, verrete re-indirizzati al sito di Euronews, l’organo UFFICIALE di informazione dell’EU.

Appunto, nulla capita a caso.

E di norma quando succedono queste cose è perchè si vuole distogliere l’attenzione da altre cose più importanti, almeno per chi tira le fila: magari che l’economia spagnola non tira veramente, la supposta – si, supposta – uscita dalla crisi è dipesa esclusivamente dal fatto che gli stipendi della gente spagnola sono stati ridotti del 30 o 40%. O anche del 50%. Soprattutto dei giovani, che poi erano quelli che ieri bivaccavano davanti ai seggi e sfidavano la Guardia Civil.  Ed oggi la stessa gente – guarda caso a partire proprio da Barcellona, una città che a causa del turismo di massa ha costi europei ma stipendi spagnoli – non ce la fa più a campare, dunque tutti i sindacati iniziano a richiedere revisioni contrattuali al rialzo. Forte rialzo.

In tutto qusto, negli ultimi anni, le classi dirigenti locali, le elites iberiche, si sono arricchite come nessuno, il gap di ricchezza tra ricchi e poveri è letteralmente esploso.

Dunque, oggi l’EU ed elites al seguto NON vogliono un cambiamento dello status quo, la Germania che trae maggior vantaggio dall’euro prima di tutto e tutti.

Dunque, avalla la inutile violenza mediatica della Guadria Civil contro i votanti catalani.

Lo scopo è solo uno: da oggi i cittadini EUropei devono capire che il dissenso non esiste in EU, bisogna accettare supinamente le decisioni prese dall’alto, nell’interesse superiore (…). Altrimenti sono botte. Oltre a tutto il resto (deflazione salariale, welfare in forte contrazione, poco lavoro e soprattutto poca ricchezza al di fuori dei paesi egemoni e del mondo elitario locale, ossia del blocco tedesco a cui Parigi cerca disperatamante di restare aggregata, senza accorgersi che in realtà gli si sta solo concedendo tempo, nel mentre che continui a consumare stile cicala, il suo turno sarà l’ultimo).

Punto.

Il resto è entropia. Ed i mercati azionari europei che oggi tutto sommato festeggiano – certamente non crollano come in altre situazioni avrebbero certamete fatto – sono lì a testimoniarlo.

Citazione: Tutte le volte che la Germania si arroga il diritto di comandare il Continente inevitabilmente finisce in tragedia

Jetlag

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