Seguici su

EuropaPolitica

Portogallo al Bivio: Seguro vince la prima battaglia, ma l’onda di Ventura lo porta al secondo posto. Crollo storico per Marques Mendes

Portogallo al voto: Seguro (PS) vince il primo round, ma è boom per la destra di Ventura. Crolla il candidato governativo Mendes. Ora è caccia ai voti moderati per il ballottaggio, mentre il PSD si spacca.

Pubblicato

il

Il Portogallo si sveglia con una certezza e molte incognite. Le elezioni presidenziali hanno restituito un quadro politico frammentato, specchio di un’Europa che vede assottigliarsi il centro a favore delle polarizzazioni. António José Seguro, candidato dell’area socialista, ha vinto il primo round, ma la vera notizia è la tenuta, anzi l’avanzata, della destra radicale di André Ventura, che vola al ballottaggio, lasciando le briciole ai moderati.

Ecco i risultati al 99,34% da Europeelects

La debacle del “centro” governativo

Il dato più eclatante della serata è la hecatombe – come definita da alcuni osservatori – di Luís Marques Mendes. Il candidato supportato (seppur tiepidamente) dal Primo Ministro Luís Montenegro e dalla macchina del PSD, ha subito una sconfitta bruciante, finendo addirittura quinto in alcuni distretti chiave e terzo o quarto in altri.

Mendes, con l’eleganza di chi sa di aver perso la partita della vita, si è assunto la “responsabilità totale” della sconfitta, tentando di fare da parafulmine per il governo. Ma i numeri non mentono: il suo risultato, da “inferno” politico dopo essere partito “dal cielo” dei sondaggi, certifica che l’elettorato moderato è in libera uscita. O verso il liberalismo di Cotrim, o verso la protesta di Ventura.

I Risultati in sintesi

Ecco come si è delineata la mappa del voto, con una netta prevalenza socialista nelle zone rurali e a sud, e una forte penetrazione della destra radicale:

  • António José Seguro (CSX): Primo ovunque, con punte sopra il 30% a Braga e Coimbra e il 33,7% a Beja. È il favorito, ma dovrà unire un fronte ampio.
  • André Ventura (Chega): Secondo classificato. Ha intercettato il voto di protesta e quello di una destra che non si riconosce più nei conservatori classici. A Beja sfiora il 29%.
  • João Cotrim de Figueiredo (IL): Buona performance per il liberale, che in alcuni distretti supera il 16%, ma non basta per il secondo turno. Comunque un buon risultato.
  • Luís Marques Mendes (PSD): La grande delusione. Nonostante la vittoria simbolica nella sua Fafe, il dato nazionale è impietoso.

Il dilemma del secondo turno: “Fronte Repubblicano” o liberi tutti?

La politica portoghese entra ora in una fase convulsa. La domanda è: cosa farà la destra moderata?

Luís Montenegro, premier in carica, ha già lavato le mani come un moderno Ponzio Pilato: il PSD non darà indicazioni di voto. “Non siamo padroni dei voti”, ha tuonato, lasciando libertà di coscienza. Una mossa che tradisce l’imbarazzo di dover scegliere tra il “socialismo” (avversario storico) e il “populismo” (avversario sistemico).

Tuttavia, le crepe nel muro conservatore sono già evidenti. Miguel Poiares Maduro, figura di spicco del PSD, ha rotto gli indugi dichiarando che voterà Seguro per “principio e difesa del regime politico”, marcando una distanza siderale da Ventura.

Dall’altra parte, la sinistra si sta compattando. Blocco de Esquerda e comunisti, con pragmatismo leninista, turano il naso e chiamano al voto per Seguro per fermare “la trumpizzazione del Portogallo”. E i liberali? Mariana Leitão prende tempo, attendendo i verdetti degli organi di partito, ma la base è divisa.

Per avere delle possibilità Ventura si proporrà come il “Candidato anti-socialista” , cikoè come l’opposto di chi ha governato il Portogallo sino a un paio di anni fa, guidandone la crescita, ma non riducendone le difficoltà sociali interne.

Un segnale per l’Europa?

Il risultato portoghese ci dice una cosa semplice: il centro classico non tiene più. Quando il disagio sociale monta, l’elettore cerca risposte nette, a destra o a sinistra. Ventura esulta parlando di una destra che “vince nei numeri aggregati”, ma il paradosso è che questa vittoria numerica è politicamente sterile senza un accordo con i moderati che saranno essenziali al secondo turno.

Ci attendono due settimane di fuoco. Seguro ha i numeri, ma Ventura ha il vento della protesta. E in mezzo, un governo conservatore che esce dalle urne decisamente più fragile di come vi era entrato.

Domande e Risposte

Perché Luís Marques Mendes ha ottenuto un risultato così deludente? Il fallimento di Mendes è multifattoriale. Da un lato, ha pagato l’essere percepito come il candidato dell’establishment in un momento di forte richiesta di cambiamento. Dall’altro, la sua campagna non è riuscita a mobilitare né l’elettorato conservatore tradizionale, attratto dalla verve antisistema di Ventura, né i moderati urbani, che hanno preferito il messaggio più fresco e liberale di Cotrim de Figueiredo. L’aver tentato di “nazionalizzare” il voto legandolo parzialmente all’azione di governo, senza però averne il pieno sostegno convinto, si è rivelato un boomerang letale.

Qual è la strategia di André Ventura per il ballottaggio? Ventura punterà tutto sulla polarizzazione “Socialismo vs Libertà/Nazione”. Il suo obiettivo è aggregare matematicamente tutti i voti che non sono andati a Seguro, sottolineando come la somma dei candidati di destra superi quella della sinistra. Cercherà di dipingere Seguro come il continuatore di politiche stataliste fallimentari e proverà a sedurre l’elettorato del PSD e dei Liberali facendo leva sulla paura di un nuovo presidente socialista, presentandosi come l’unica vera alternativa di potere, nonostante l’ostracismo dei vertici dei partiti moderati.

Cosa implica la posizione di neutralità del Primo Ministro Montenegro? La scelta di Montenegro di non dare indicazioni di voto è una mossa di sopravvivenza politica. Appoggiare Ventura avrebbe alienato l’ala centrista ed europeista del PSD e creato frizioni a Bruxelles; appoggiare Seguro avrebbe fatto infuriare la base elettorale di destra. Rimanendo neutrale, Montenegro cerca di preservare l’unità del suo partito e la stabilità del governo, scaricando la responsabilità del risultato presidenziale sulle scelte individuali degli elettori. È un segno di debolezza, ma forse l’unica carta giocabile per non implodere.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento