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“Politicanti, inetti ed incapaci!!!” di Raffaele SALOMONE MEGNA


Che la classe politica italiana, quella della seconda repubblica tanto per intenderci, fosse mediocre c’erano pochi dubbi.

Ma questo non è successo per un’avversa congiunzione astrale.
La magistratura italiana con il pool di Mani Pulite operò, nel 1992, uno dei tanti golpe bianchi che si sono perpetrati nella nostra repubblica.
Senza che si sparasse un colpo di fatto decapitò tutti i partiti tradizionali, tranne il partito comunista.

Politici che avevano sino ad allora retto le sorti dell’Italia e che ora, con il senno del poi, possiamo dire anche abbastanza bene, che avevano portato la nostra nazione ad essere la quinta potenza economica mondiale ed a raggiungere livelli di benessere che sempre più oggi guardiamo con nostalgia e che sicuramente i nostri giovani non avranno mai più, furono ostracizzati perché “laidi” e “corrotti”.

Questi politici furono sostituiti non dalle seconde linee e men che meno dalle terze, ma da una paccottiglia di improvvisatori ed opportunisti, saltimbanchi, ciurmatori e cerretani, dediti non a curare gli interessi della res publica ma della res propria.

La corruzione non è sicuramente scomparsa, ma in compenso abbiamo sostituito politici capaci con politici che , ad essere benevoli, si possono definire inetti, ma che in realtà sono solamente dei politicanti.
Matteo Renzi è un campione di questa classe “nuova” politica, ma per onestà intellettuale dobbiamo precisare che non è l’unico e solo, poiché è decisamente in buona compagnia.
La gestione dell’emergenza migranti è la conferma più evidente del giudizio di cui sopra.

Ma procediamo con ordine.
Il precedente governo a guida PD, quello di Matteo Renzi, inaudita altera parte, tra le tante cose disastrose che pone in essere, avvia l’operazione “Triton” (nella mitologia greca Tritone era il figlio di Poseidone ed aveva la prerogativa di placare con il suono del suo corno i marosi).
“Triton” sostituisce l’operazione “Mare Nostrum”, altra operazione di salvataggio voluta anch’essa da un altro governo a guida PD, il governo Letta.
“Mare Nostrum” costava all’Italia circa nove milioni di euro al mese ed era di competenza esclusiva italiana.
A questo punto della vicenda, su sollecitazione italiana, interviene Frontex.

Cosa è Frontex?
E’ l’agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea.
È stata creata nel 2004, ha sede a Varsavia e ha come principale obiettivo «aiutare le autorità di frontiera dei diversi Paesi europei a lavorare insieme».
Frontex coordina, forse sarebbe meglio dire dovrebbe coordinare, la cooperazione fra gli stati membri in materia di gestione e controllo delle frontiere esterne.
Alla fine di agosto del 2014, proprio a causa dell’aumento dei flussi migratori, su pressione del governo Renzi, Frontex affianca l’operazione italiana “Mare Nostrum” con una europea denominata “Frontex Plus” che, a detta degli estensori, avrebbe garantito anche la lotta alle mafie sulle coste africane e agli scafisti.

Successivamente “Mare Nostrum” e “Frontex Plus” hanno poi dato vita all’operazione europea “Triton”, che ha avuto inizio il 1 novembre 2014.
“Triton” ha sostituito le missioni in essere nel Mediterraneo: sia quella di Frontex sia quella nazionale di “Mare Nostrum”.
Ad essa partecipano 29 paesi ed è finanziata dall’Unione Europea con la incredibile somma di 2,9 milioni di euro al mese.
Anche “Triton” è a guida italiana ma è sotto il controllo dell’Unione Europea per il tramite di Frontex.

Sempre nel novembre del 2014 è entrato in vigore il regolamento UE n.656/2014 votato dal Parlamento Europeo e dal Consiglio il 15 maggio 2014 dal titolo : “norme per la sorveglianza delle frontiere marittime esterne nel contesto della cooperazione operativa coordinata dall’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea”.

Orbene l’art.2 del predetto regolamento prevede la definizione di “stato membro ospitante” che di seguito riportiamo:
«Stato membro ospitante»: lo Stato membro in cui si svolge o da cui è avviata un’operazione marittima.
Ma, come si dice, onori ed oneri.
Infatti l’art.10 comma 1 lettera b del regolamento prevede : “nel caso d’intercettazione in alto mare di cui all’articolo 7, lo sbarco può avvenire nel paese terzo da cui si presume che il natante sia partito. Ove ciò non sia possibile, lo sbarco avviene nello Stato membro ospitante;”

A questo punto è di lapalissiana evidenza l’incapacità e l’insulsaggine di Matteo Renzi ed Angelino Alfano.
Infatti l’Italia, su richiesta di costoro, è diventata “stato membro ospitante” dell’operazione “Triton”, per cui tutte le navi dei 29 paesi che partecipano all’operazione conducono su suolo italiano i migranti recuperati nel Mediterraneo.
La situazione creata dalla “binomio tragico” di cui innanzi va ben oltre sia gli accordi di Dublino che del diritto marittimo in base alla quale coloro che sono soccorsi in mare su un’imbarcazione battente la bandiera di un determinato paese si intendono arrivati in quel Paese.

Il giorno 10 ultimo scorso l’ Huffpost riporta dichiarazioni di fonte Bruxelles, non smentite, in base alle quali risulterebbe che le imbarcazioni della missione “Triton” non intervengono direttamente ma “solo su richiesta delle autorità italiane”.
Quanto sta avvenendo quindi non è casuale ma ha una regia.
Ma perché mai realizzare un accordo di questo tipo? Cui prodest? Semplice.
L’obiettivo di Matteo Renzi & Co. era quello di avere dai custodi di Bruxelles più flessibilità sui conti pubblici.

Infatti invocando l’eccezionalità della situazione, pensava di non rispettare quanto previsto dal fiscal compact, per poter poi fare politiche di spesa onde raccogliere un facile consenso (esempio 80 euro di bonus) e vincere le elezioni.
Il tutto invece si sta trasformando in una immane tragedia.
L’operazione “Triton” è stata infatti un totale fallimento.
Non ha bloccato i trafficanti di uomini, le morti in mare sono aumentate, sta montando un sentimento di intolleranza nei confronti degli immigrati prima sconosciuto.
E c’è grande timore per gli anni a venire.

Per quanto tempo ancora li potremo sussidiare? E quando i soldi finiranno, perché prima poi finiranno, costoro cosa faranno? Resteranno in Italia?
Sono domande legittime e di buon senso anche in considerazione del fatto che nel periodo di crisi economica più profondo della storia della nostra repubblica, questa migrazione biblica determina un aggravio per i conti pubblici solo per il 2017 di 4700 milioni di euro a fronte dell’obolo europeo di circa 90 milioni annui, che a ben vedere sono anch’essi soldi italiani poiché l’Italia è un contribuente netto nei confronti del bilancio europeo.
Soldi che potevano essere spesi diversamente.
Questa vicenda ci fa comprendere quale sia la differenza tra un politico ed un politicante: il primo ragiona in termini di generazioni, il secondo pensa solamente alla prossima elezione.
Intelligenti pauca!

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