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Il pokerista Trump e la sua prossima vittoria diplomatica globale. Unico problema per l’Italia, che supporta gli USA: non ha tempo!

Controcorrente. Bisogna saper annusare l’aria.

Primo, Trump ha ceduto ed è stato “normalizzato” adottando l’agenda neocon. Voi direte, è finita. Si, molto probabile, il mondo sta cambiando. Ma va aggiunto un dettaglio fondamentale: per ora è finita.

Giriamo il paradigma: Trump è stato assoldato dai neocon USA, probabilmente con un accordo di programma del tipo “io adesso faccio le due o tre cose che vuoi tu e domani tu mi lasci fare le due o tre cose che voglio io“. Oggi sappiamo cosa volevano i neocon – che Trump sta supportando, dopo aver esautorato Flynn e Bannon -: la guerra alla Russia ed in misura più sfumata alla Cina. Lasciamo perdere le motivazioni, ricordando che tutte le volte in cui gli eccessi del debito e della finanza si sono tramutati in borse in perenne ascesa è dovuto intervenire un macro evento esterno che le facesse svoltare al ribasso, onde e evitare che i veri responsabili – i politici e le elites al soldo, che ci hanno guadagnato montagne di soldi – venissero additati come responsabili (…).

Il paradigma fino a ieri era fondato sugli USA come stabilizzatori se non pacificatori (concetto errato) del mondo: esisteva un equilibrio, quello americano e soprattutto quello del dollaro e tutto girava attorno a tale perno. Oggi gli USA, preminentemente per problemi interni (il loro debito esplicito ed implicito è tanto insostenibile quanto quello greco) devono cedere spazi, non sono più la potenza dominante sia a livello economico che a livello militare, ambito quest’ultimo dove le altre grandi potenze sono giunte a livelli simili se non addirittura superiori in uno scontro aperto, come incredibilmente indicato – molto chiaramente – da Steve Piezcenik (ben conosciuto anche in Italia) negli scorsi giorni, fatto certamente vero se si si considerano le aggregazioni Cina-Russia o anche solo Russia-Iran.

Oggi Trump è la persona giusta per girare il paradigma ed è precisamente quello che sta accadendo: gli USA passano da essere perno di stabilità a potenziale fonte di instabilità globale, anche solo a livello di minaccia per gli avversari. E qui cambia il gioco, totalmente. Infatti vediamo la Cina, scaltra, che chiede immediatamente a Trump di limitare il suo impeto, certamente sono pronti a mollare su qualche dossier per raggiungere lo scopo. Tradotto: non ce ne siamo accorti ma probabilmente l’America di Trump ha già vinto, Trump fa più paura all’estero di qualsiasi altro presidente degli ultimi 100 anni con la conseguenza che si rischia di essere disposti a molto pur di evitare lo scontro. [PRECISO: tutto potrà funzionare se i vari dottor Strangelove aggregati attorno alla Presidenza attuale non prenderanno il sopravvento con un indirizzo bellicistico]

Con la Russia il ragionamento è più complesso ma se gli USA riusciranno a spezzare l’asse con la Cina, che sa guardare benissimo ai suoi interessi, lo scenario si limiterebbe alla guerra in Sirya, di per se comunque molto pericolosa. O magari si arriverebbe in extremis ad una pace globale ma con sfere di influenza diverse dal passato. Io scommetto da mesi su questo ultimo scenario.

Lato Europa: resta da capire cosa Trump ha concordato con i neocon, quale è il secondo addendo in cui The Donald verrà lasciato libero di agire. Appunto, il terzo nemico degli USA dopo Russia e Cina è la Germania da cui dipendono le promesse trumpiane al suo elettorato. Si sa, Berlino è un nemico commerciale e sotto molti aspetti anche traditore dell’atlantismo, con Merkel e Schauble al potere. Certamente l’ultimo passo, quello concordato con i neocon da Trump ed in cui verrà lasciato libero di agire, non lo conosciamo e possiamo solo sperare che contempli la limitazione dello strapotere commerciale ed anche politico tedesco in Europa. In ogni caso ci vorrà tempo per saperlo ed eventualmente correggerlo.

Appunto, l’Italia e gli alleati anglosassoni in Europa sono destinati a passare un brutto periodo. Non dimentichiamo mai che il Belpaese fu creato per volere britannico prima “comprando” Napoleone III ossia crescendolo politicamente a Londra e poi forzando una Unione Italica garibaldina ancora oggi inspiegabile – per chi non vuole vedere – quanto meno per il modo in cui si è concretizzata. Ossia se il nemico tedesco da cent’anni è la perfida Albione assieme a quello che (ancora) rappresenta in ambito globale, l’avversario tedesco più accessibile oggi è rappresentato dagli alleati filo-anglosassoni lasciati “scoperti” in questo frangente di isteria compulsiva globalizzante. Ossia principalmente l’Italia. A maggior ragione visto che una certa stampa italica non ha perso davvero occasione per mettere alla berlina The Donald – pubblicamente e reiteratamente – anche quando non necessario, rammento il caso “scandaloso” dei tumulti in Svezia in cui in Presidente USA aveva ragione, andate a sentire cosa diceva post elezioni USA una certa stampa ben impersonifica nella sig.ra Botteri di RAI3, che per quanto riguarda il sottoscritto andrebbe rimossa seduta stante, opinione personale. O anche le copertine del sodalizio Repubblica-La Stampa (…) (nota: il rispetto per un presidente eletto di un paese amico è imprescindibile, soprattutto da parte dei giornalisti, a maggior ragione se della TV pubblica – vedete il video collegato all’immagine, fate click sull’immagine che segue-).

Ecco, questo è il punto: considerando che le manovre USA attuali dureranno almeno un annetto prima di sedimentarsi, l’Italia dovrà resistere per tutto questo tempo evitando nel mentre che le venga imposta la Troika dall’EUropa tedesca interessata ad annichilirla per impossessarsi dei suoi assets (e quindi spezzando alla radice il legame storico con gli USA, che data dai tempi dello sbarco in Sicilia).

Sarà possibile?

E per altro senza sapere se questo ipotetico scenario di salvataggio anglosassone degli alleati EUropei una volta finita la campagna sirio-coreana (ovvero russo-cinese) si concretizzerà veramente.

La conclusione è semplice: il vero perdente dei prossimi due anni rischia di essere l’Italia assieme alla sua pace sociale, il suo benessere ed anche la sua Unità. Solo un miracolo la può salvare questa volta (e sarà difficile, visto che per la prima volta in 2000 anni c’è anche un Papa che non la difende…).

MD

 

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