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PIU’ DERIVATI (E RISCHI) PER TUTTI: ECCO IL NUOVO SISTEMA BANCARIO EUROPEO

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Il motto “L’euro difenderà i vostri risparmi” diventa ogni giorno che passa più superato, mentre ormai la moneta unica e la sua sovrastruttura burocratica distesa fra Bruxelles e Francoforte si rivela sempre più come il leviatano del risparmio e della classe media del vecchio continente, soprattutto dell’Italia.

Un ulteriore mattone dell’infernale distruzione della sicurezza del sistema bancario europeo viene, tanto per cambiare, dalla Germania e trova la sua ragione nel mercato. La Deutsche Bank deve risollevarsi dalla crisi e trovare maggiori ritorni economici, che non sono più ricostruibili dalla sua normale attività di intermediazione finanziaria, come ben spiegato da Bloomberg QUI. Come trovare maggiori ritorni ?

Come dice il CEO di DB, John Cryan, la soluzione è semplice : fare cose complicate e rischiose che possono portare maggiori ritorni e migliorare il ROE (return on equities, l’utile netto percentuale sul capitale) della società. Di cosa si tratta ? Cryan lo dice chiaramente: operazioni di finanziamento a business ad alto rischio ed alta leva , operazioni derivate su interessi (CDS, IRS etc etc) da offrire un po’ a tutti: clienti privati, società amministrazioni pubbliche,fondi pensione… Praticamente il gioco d’azzardo  diventerà l’attività principale di un’enorme banca europea. Il CEO informa che, se ben gestite, queste attività risultano essere meno rischiose di quanto solitamente si ritenga, ma questo era il pensiero anche dei dirigenti di Lehman Brothers nei primi anni 2000, oppure di chi acquistava le azioni della Compagnia del Mississipi di John Law nella Parigi della reggenza. Del resto DB ha già in corpo decine di migliaia di miliardi di contratti derivati (si parla di 65 mila miliardi di euro, pari a oltre 20 volte il PIL tedesco….) e forse si pensa che 10 mila miliardi più o meno non cambino il profilo di rischio complessivo.

La dirigenza pensa di poter controbilanciare questo rischio con nuovi processi di controllo interno in grado di valutare i rischi assunti e controbilanciarli. Purtroppo il fato porta anche eventi imprevisti e maneggiare dimensioni di contratti derivati come quelli che già possiede DB potrebbe richiedere troppo tempo prima del realizzarsi di perdite che, per quanto apparentemente minime, potrebbero essere fatali per l’istituto di credito: è chiaro che anche un errore dello 0,5% nella valutazione del rischio porterebbe all’immediato fallimento della banca, visti i volumi in ballo.

Per carità, ci sono società che vivono e prosperano sul gioco d’azzardo, ma questo rende le banche ancora più parassitarie nel processo di sviluppo economico moderno. Non sarebbe il caso di fermarsi e ripensare tutto il sistema creditizio ? Inoltre con queste operazioni la rischiosità degli istituti di credito si astrae completamente dalle operazioni di finanziamento ordinario solitamente poste sotto controllo dalle banche centrali e dagli organi di sorveglianza. Potremmo avere banche solidissime che falliscono ed in dimensioni tali da non essere salvabili da nessun fondo, nè nazionale nè europeo.

A che serve questo tipo di sistema bancario ? A nessuno. Ormai è sempre più necessaria la netta divisione  fra banca commerciale e di investimento, prima che l’economia, nel suo complesso, ci rimetta le penne …

 

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