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PIL IN FORTE CALO. Gualtieri, venditore di fumo, aspetta un rimbalzo che non ci sarà

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Il 2019 si è concluso con un dato molto negativo dal punto di vista del PIL. Il IV trimestre 2019 ha visto un calo del PIL dello 0,3% , diminuzione che non si vedeva dal 2013, quando si usciva da un periodo di politica economica dall’austerità devastante. Un segno veramente pessimo:

 

Su base annua la crescita è stata dello 0,2%, ma c’è poco da gioire. Dove è venuta meno la crescita. Secondo ISTAT vi è stata  una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre il comparto dei servizi ha registrato una variazione pressoché nulla. Tutto in calo, tranne che nei servizi, che altrove invece crescono. Sicuramente l’apporto negativo dell’agricoltura è stato pesante, con quasi un -5%, ma il peso del settore primario sul PIL è veramente minimo. Il problema è la manifattura che viene a soffrire della congiuntura mondiale.

Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta. Cioè la nostra economia punisce i consumi interni, sempre di più, con un calo del reddito disponibile, e viene a basarsi, fragilmente, sull’export. Però dipendendo dall’export veniamo a dipendere dall’andamento degli altri mercati e questo di riserverà delle brutte, pessime, sorprese. Notiamo che Destati, l’ente statistico tedesco, sta ritardando l’annuncio del PIL tedesco del IV trimestre e, di solito, quando accade questo, è perchè i dati saranno pessimi.

Il ministro dell’economia Gualtieri ha affermato di attendersi un rimbalzo nel primo trimestre del 2020. Con queste affermazioni conferma la mia impressione precedente: di economia non capisce assolutamente nulla e, tra l’altro, è anche sfortunato. Già non si leggevano in precedenza rimbalzi significativi dell’economia tedesca, che molto influenza la nostra, ma la situazione sarà resa ancora peggiore dal recente contagio del nCoV che si sta rapidamente espandendo in Cina. I mercati finanziari hanno già capito che, per un certo periodo di tempo,  se siamo fortunati coincidente con il solo primo trimestre 2020, si assisterà ad una forte contrazione economica mondiale. Si parla di un calo del PIL Cinese dell’1%, e non consideriamo le ricadute sui paesi circostanti, come Taiwan, Thailandia, Giappone e Corea. Questo porterà ad una nuova contrazione del PIL, solo dobbiamo stabilire in quale misura. Gualtieri non è in grado di studiare qualsiasi riforma di rilancio dell’economia e dei consumi, e, se non ti aiuti, non vieni aiutato dall’esterno…

 

 


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