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Perché l’Ucraina perderà la guerra , se non cambia qualcosa

 

La situazione per l’Ucraina si fa sempre più difficile. La guerra di movimento si è trasformata in una guerra di attrito, con guadagni territoriali minimi, ma continui, basata sulla disponibilità di munizioni virgola.che artiglieria, aviazione leggera, in cui la mobilità è un fattore minore, almeno questa fase. In un certo senso sì assistiti alla stessa evoluzione  che si è avuta nel 1914, dopo il fallimento del piano Schlieffen-Moltke.

Una guerra d’attrito si gioca sulla distruzione di beni e vite. Alla fine anche gli ucraini hanno dovuto ammettere di subire delle notevoli perdite, variabili tra i 100 ed i 200 caduti al giorno, il che significa tra i 10 e i 20000 morti dall’inizio della guerra. Quindi stanno progressivamente esaurendo le scorte di armi e munizioni, soprattutto di epoca sovietica a loro disposizione.

Con la parte più industrializzata sotto controllo Russo per gli ucraini è difficile produrre internamente nuove munizioni armi, per cui vengono a essere dipendenti dalle forniture degli alleati, quindi della nato. Sinora l’alleanza ha cercato di fornire al momento di provenienza sovietica in mano soprattutto ai paesi dell’ex Patto di Varsavia, ma anche queste riserve non sono eterne e, soprattutto, hanno almeno 30 anni di permanenza in deposito, se non 40.

La NATO potrebbe progressivamente fornire armi di progettazione costruzione accidentale, e in piccola misura lo ha fatto con le artiglierie americane da 155 mm M777, gli obici FH 70 e i cannoni semoventi Suzana e Caesar. Però, per quanto importanti, si tratta di vere e proprie gocce nel mare. Iodice americani saranno forniti in circa un centinaio di pezzi, ma progressivamente, lo stesso per i 50 pezzi di artiglieria francese CAESAR, forse uno degli strumenti più adatti al terreno, per la sua mobilità e rapidità di tiro. A questi si aggiunge qualche decina di pezzi d’artiglieria provenienti dai paesi dell’ex Patto di Varsavia, troppo poco per una guerra dove si combatte con centinaia o migliaia di pezzi di artiglieria.

Quindi Kiev dipende ormai completamente dalla NATO, ma la NATO vuole e può fornire il supporto necessario dal punto di vista logistico e degli armamenti?

Il primo punto è la volontà di sopportare l’Ucraina fino alla fine nessuno sforzo bellico. Prima di tutto Germania, Francia e Turchia, pezzi grossi della NATO, hanno un atteggiamento che perlomeno può essere definito ambiguo. La Germania non ha fatto quasi nulla, se non liberarsi dei fondi di magazzino della ex DDR . Ha bloccato l’esportazione dei blindati Marder dismessi, ha bloccato il restauro ed invio nel Leopard 1, sta ritardando alle calende greche l’invio dei mezzi antiaerei Gepard che, tra l’altro, arriveranno con pochissime munizioni, il che li renderà quasi inutili. Ogni mezzo avrà 1000 colpi, praticamente poco più di un minuto di fuoco, rendendoli inutili, se non come bersagli. La Francia, dopo i CAESAR , che erano un lotto pronto destinato al Marocco , non ha mandato nulla . La Turchia vende i propri droni, ma null’altro, e non disdegna giri di walzer con Mosca. Gli USA hanno iniziato una sterile polemica sul “Ma noi ti avevamo avvertito” con Kiev che sembra un modo per sganciarsi dagli impegni presi. Alla fine Zelensky può contare sui paesi nordici e baltici, sul Regno Unito e sulla Spagna: un po’ poco per fare la guerra alla Russia che, comunque, un suo apparato industriale militare lo ha.

Quindi c’è la seconda domanda: la NATO può effettivamente supportare una guerra d’attrito diretta con Mosca in Ucraina, e lo sta facendo? La risposta si potrebbe dividere in due parti: la NATO potrebbe reggere una guerra d’attrito, con l’impegno pesante degli USA e solo con loro, ma non lo sta facendo e non sembra volerlo fare. Chiaramente gli USA, e in misura minore il Regno Unito, hanno gli strumenti per reggere un confronto industriale con la Russia, ma Biden ha pesanti vincoli interni, sia finanziari sia strategici, e sembra titubante. Il resto della NATO, è industrialmente defunto, come dimostra in modo palese la Germania, incapace perfino di completare le dotazioni del proprio esercito. I mezzi europei sono pochi, vecchi , tecnologicamente arretrati, non supportati da un’industria adeguata. Che succederebbe se domani fosse autorizzata e richiesta l’operazione di 50 Leopard II o Ariete? Niente, perché l’industria tedesca o italiana non riuscirebbe a fornirli. Non riescono neanche a risistemare 40 Leopard 2A4 spagnoli, figuriamoci costruirli nuovi! Per fare un altro esempio pratico i primi Gepard tedeschi saranno consegnati a luglio e in due mesi tutto l’industria tedesca non è stata in grado di organizzare la produzione di qualche decina di migliaia di proiettili da 35 mm. Un fallimento completo.

L”Ucraina perderà la guerra d’attrito perché si è appoggiata a alleati decisi a parole, ma nei fatti titubanti e incredibilmente deboli o incapaci. I progetti comuni europei si sono rivelati disastrosi, come lo NH90 o il Tigre. L’ultimo di un certo successo, l’Eurofighter, è degli anni novanta. Quelli attuali sembrano fatti per assorbire fondi e non produrre nulla. Zelensky, fidandosi di Biden e, soprattutto, della Con Der Leyen, ha compiuto un errore di cui lui e il suo popolo pagheranno il conto.

 

 


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