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Perché i titoli italiani ambiti dagli stranieri oggi scendono in borsa? Semplice, per farli diventare un affare, magari poi ricattandoci sulla legge di stabilità per obbligarci a privatizzare…

italia guerra

Tanto per parlare in modo comprensibile, oggi la borsa italiana è sotto forte pressione. Anche in modo ingiustificato direi, come abbiamo visto in passato, ad esempio le banche nostrane sono sotto attacco. Dico ingiustificato perché a guardare ad esempio Deutsche Bank molti dei nostri istituti dovrebbero essere in salita e non in discesa per come sono solidi. Ma la puzza di bruciato arriva anche e soprattutto da altre parti. Come ben sapete negli scorsi due anni abbiamo rilevato sui giornali come ci fosse enorme interesse per le aziende potenzialmente privatizzabili dallo Stato italiano, escludendo ENI che è intoccabile dagli europei senza l’avallo d’oltreoceano (vedasi le presidenze ENI degli ultimi 20 anni e capirete quanti e quali aderenze abbia il cane a sei zampe con gli USA), le due aziende in cima alla lista dei desideri continentali sono due, ENEL e Finmeccanica. Energia e difesa, due settori strategici. Sono due aziende che macinano fior di utili se comparate con i propri competitors, ENEL è certamente la miglior utility del continente e probabilmente del mondo mentre Finmeccanica è leader assoluto in settori strategici di difesa quali l’elicotteristica, i sistemi radar, il supporto alla la missilistica (…). La prima, ENEL, di interesse, tedesco, la seconda francese.

Bene, sappiate anche che oggi Finmeccanica e ENEL stanno vivendo un momento di passione , titoli in crollo in modo veramente ingiustificato. E dico questo forte della comparazione con i titoli omologhi del settore ma di paesi limitrofi, Francia e Germania ad esempio.

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Ricordo lo scorso anno quando per ottenere l’approvazione della legge di stabilità 2016 il governo italiano dovette scendere per ENEL, minacciata da Bruxelles, sotto il limite dell’OPA obbligatoria fissata al 30% i modo da renderla contendibile. E questo era un desiderata tedesco da tempo, fin da Fukushima quando improvvidamente Berlino decise di limitare la produzione nucleare in patria, con un crollo dei suoi campioni del settore. Ossia, ciò comportò la contromisura necessaria, ossia la richiesta al governo più filoeuropeo di avvicinare ENEL ai suoi campioni nazionali in forte crisi, per salvarli. Leggasi, una fusione o una acquisizione tout court. Il piano fallì solo lo scorso maggio quando il Governo ed ENEL si misero d’accordo per sviluppare la banda larga in fibra in Italia, di fatto allargando l’ambito della legge sulla golden share promulgata da Monti nel 2012 con ENEL che incredibilmente [ma solo fino ad un certo punto] prima ENEL non era coperta dal provvedimento. Da lì se ci pensate bene sono iniziati i guai per Renzi, un’escalation che non sembra destinata ad esaurirsi a breve, non prima della prossima decisione di Draghi di acquistare non solo bonds statali a mercato aperto il prossimo marzo (…).

NON VA DIMENTICATO CHE ENEL E’ L’UNICA UTILITY MONDIALE DI UNA CERTA DOMENSIONE IMMUNE O QUASI DA UNA DISCESA DEI PREZZI DELL’ENERGIA A PREZZO FISSO VISTA L’ASSENZA DI GENERAZIONE A APPUNTO A PREZZO FISSO COME QUELLA NUCLEARE.

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La seconda azienda oggetto di interesse straniero (francese questa volta) è Finmeccanica. Per questa azienda possiamo riportare storie al limite dell’assurdo quali ad esempio l’aneddoto di Nens, il think tank vicino a Bersani e Letta, che commissionò alcuni anni fa uno studio per capire come estrarre valore dal gruppo della difesa italiano. La conclusione fu che la dimensione era sotto quella critica in molti settori di attività per cui si consigliava di alienarne delle parti. Fin qui va bene ma attenzione ai dettagli: la consulenza fu data a tale Lisa Jeanne, ricercatrice francese di Science Po, ossia la scuola di geopolitica e dei servizi segreti francesi. Per intenderci la stessa università dove è andato ad insegnare Enrico Letta, da sempre beniamino dei galli in Italia. Ma la cosa veramente incredibile è che le conclusioni della Jeanne di fatto andavano nella direzione di vendere o fondersi proprio con aziende francesi….

Avete capito la solfa? Negli scorsi anni non sono riusciti a soffiarcele, con Monti e Letta. Oggi il riottoso Renzi che non le concede è diventato scomodo, seguite i soldi per capire i motivi dei fatti apparentemente inspiegabili, non si sbaglia quasi mai. Renzi infatti ha capito che la forza sua e di conserva dell’Italia dipende dall’avere leve economiche. E le leve economiche della politica non sono nulla in assenza delle leve dell’economia reale in grado di rendere materiali i progetti e fin anche gli interessi (…). Dunque il primo ministro, scaltro, prima ha piazzato le sue persone a capo del sistema delle partecipazioni statali con un dettaglio ed una pervasività manichee, poi – ora – le ha dovute difendere dagli stranieri non tanto per interessa nazionale ma per suo diretto tornaconto (anche) politico, che poi la cosa andasse anche a difesa del Paese, beh, lo reputo un dettaglio.

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Sta di fatto che oggi Finmeccanica ed ENEL sono sotto attacco e dobbiamo difenderle. Bene sarebbe dichiarare che tali aziende sono strategiche e non possono essere alienate al momento, possibilmente facendo entrare anche CDP in misura ridotta nell’azionariato con acquisti a mercato aperto. Ossia facendo quello che probabilmente mani interessate stanno facendo ora, approfittando del ribasso a parere di molti ingiustificato.

I paesi europei che vorrebbero comandare l’Europa sono paesi che hanno sempre cercato di vivere – e per molto tenpo han vissuto – alla spalle degli altri, prima erano le colonie, poi i paesi conquistati nelle guerre. Oggi non possono più attingere alle colonie, in molti casi è diventato troppo complicato anche in forza del basso peso specifico europeo nella politica estera globale. E dunque si rivalgono su propri cd. “Partners” europei, da spogliare. Dunque attaccano – comprandosi le aziende e gli attivi – di Grecia , Spagna, Italia. Della serie, più indifeso e più ricco sei e più glis forzi rischiano di essere ripagati, non ho mai visto dichiarare la guerra ad un paese povero che non ti attacca….

il governo e la società civile italiana devo reagire, ne va del nostro benessere e della nostra esistenza come paese libero e democratico sebbene a sovranità limitata, quel che ne resta…

Mitt Dolcino

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