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Per una volta Squinzi ha detto una cosa giusta (non volendolo): “L’Italia vive al di sopra delle proprie possibilita’”

Il Presidente di Confindustria Squinzi (vedi articolo sul Sole 24 ore) ha dichiarato:

L’Italia vive oggi una situazione economica drammatica. Servono decisioni anche dolorose ma che ci portino verso la crescita. A partire da un rilancio degli investimenti, con l’edilizia che deve essere incentivata. Per il presidente di Confindustria le riforme più urgenti sono la semplificazione burocratica e amministrativa. E la riduzione del carico fiscale che scoraggia gli investimenti delle multinazionali. Tanto più che l’Italia è un Paese che vive al di sopra delle proprie possibilità.”

Non soffermatevi sulle frasi in neretto: li’ non fa altro che dire “date i soldi alle imprese” e l’Italia riparte. Rammentiamoci che gli industriali attraverso il sole 24 ore sono quelli del famoso “Fate Presto” cui segui’ l’arrivo di Monti ed una sostanziale distruzione della Domanda Interna in Italia con aggravamento del declino dei conti pubblici e dell’economia reale. Sono anche gli stessi che pensavano che gli 80 euro di Renzi rilanciassero i consumi (le previsioni del CSC si sono dimostrate sempre fallaci di recente).

Soffermatevi sulle frasi in Rosso:

Realmente l’Italia vive al di sopra dei suoi mezzi?

Chi vive sopra dei propri mezzi? Colui che ha piu’ debiti che patrimoni, e che spende piu’ di quanto ricava.

L’Italia si compone di sistema pubblico e sistema privato, ed e’ la somma dei due. Per capire se l’Italia, nel suo complesso, vive al di sopra dei propri mezzi, basta guardare 2 precisi indicatori:

1) Il Conto Corrente della Bilancia dei Pagamenti (CA) (che registra le transazioni internazionali in merci e servizi, redditi e trasferimenti unilaterali correnti: in pratica dice se spendi piu’ di quanto ricavi)

2)  La posizione netta sull’estero  (PNE) (che riporta le consistenze, ad una certa data, delle attività e passività finanziarie verso il resto del mondo. Non fa parte della bilancia dei pagamenti, ma è ad essa strettamente correlato in quanto la variazione delle consistenze rispetto ad una data precedente sono causate dai flussi finanziari e da aggiustamenti resi necessari da variazioni nei prezzi e nei tassi di cambio o di volume intervenuti tra le due date)

Guardiamo la situazione Italiana degli ultimi 7 anni:

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In Sintesi, allargando lo sprettro all’ultimo quarto di secolo:

  • fino agli anni 90 la CC era in attivo, e la PNE leggermente negativa: in sintesi, l’Italia nel suo insieme viveva in linea con le proprie possibilita’ (e’ vero che il sistema pubblico era stra-indebitato, ma quello privato aveva crediti enormi che compensavano il tutto, e la bilancia dei pagamenti era attiva)

  • Dopo l’introduzione dei cambi fissi e dell’euro, tanto la CC che la PNE sono degenerate (fino al 2008 calo’ il debito pubblico, ma degenero’ la situazione del settore privato, anche in conseguenza del netto peggioramento della bilancia commerciale e di quella dei pagamenti, conseguente all’introduzione dei cambi fissi)

  • Dopo le manovre di Monti che hanno distrutto la domanda interna, e conseguentemente l’Import, la CC e’ tornata positiva, ma la PNE e’ continuata a peggiorare (PNE e’ peggiorata come conseguenza dell’ovvio crollo del PIL, nonostante il miglioramento della CC)

Quindi:

Se l’Italia vuole uscire dalla situazione economica drammatica deve effettivamente cessare di vivere al di sopra delle proprie possibilità, e come dice Squinzi deve compiere decisioni anche dolorose ma che ci portino verso la crescita.

In pratica deve tornare ad avere stabilmente un Conto Corrente della Bilancia dei Pagamenti (CA) positivo e deve migliorare la posizione netta sull’estero  (PNE).

Ora poniamoci una domanda:

Come si migliora il Conto Corrente della Bilancia dei Pagamenti (CA), evitando un calo del PIL che preclude come visto un miglioramento della posizione netta sull’estero  (PNE)?

Risposta:

In un solo modo: aumentando la COMPETITIVITA’ verso l’estero.

E quindi:

Come si migliora la competitivita’ verso l’estero, evitando un calo del PIL che come detto preclude come visto un miglioramento della posizione netta sull’estero  (PNE)?

Risposta:

In un solo modo: SVALUTANDO LA MONETA.

Svalutando i Salari e non la moneta, l’impatto sul PIL e sulla PNE sarebbe nei primi anni drammatico.

 

Senza volerlo, il buon Squinzi, ha detto una cosa del tutto condivisibile.

L’Italia nel suo insieme attualmente vive al di sopra dei propri mezzi, semplicemente perche’ utilizza una MONETA con un valore al di sopra delle reali capacita’ del paese nel suo insieme di sostenerla. E’ verissimo che all’interno di quel mondo chiamato “Italia” vi siano storture assolutamente rilevanti tra soggetti che vivono ampiamente al di sopra dei propri mezzi (sistema pubblico ed una parte del sistema privato) ed altri che invece, non sapendolo, vivono nettamente al di sotto dei propri mezzi (la parte piu’ sana del sistema privato) e che queste storture interne vadano aggredite. Fatto sta che l’unico modo, in mocro-economia, per consentire al sistema complessivo chiamato “Italia” di tornare in tempi strettissimi a vivere in modo sostenibile, migliorando la propria competitivita’ e sostenibilita’, e’ la svalutazione della valuta. Qualsiasi altra cosa vi vendono e’ fumo.

 

GPG

 

 

 

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