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Per evitarci il lockdown, ci impongono il lockdown: su basi errate

Per evitarci il lockdown, ci mettono in quasi lockdown. Così ci saranno ancora più scuse per non risarcire. Stupisce ogni volta la dichiarazione di Conte sulla presunta “ripresa vigorosa” dell’economia, quasi fosse un dispetto per la regia internazionale che ci voleva già completamente morti, un po’ come un assassino che tornasse sul luogo del delitto e fosse deluso vedendo che la vittima respira ancora!

In un cortile quasi deserto, con pochissimi giornalisti, si capisce che dev’essere intervenuto il taglio di Casalino, magari con l’obbligo di presentare le domande a priori per evitare scomode domande, e un accesso dei giornalisti limitato. Altrimenti come spiegarci che non ci saranno stati più di una manciata di giornalisti e nessuno sugli schermi da casa. Puzza di censura al cubo. E fa il paio con i giornalisti che devono chiedere l’autorizzazione al prefetto per postarsi, in un quadratino, senza muoversi, davanti a Palazzo Chigi.

E’ dichiarata l’agonia della piccola ristorazione e della caffetteria/pasticceria che potranno aprire dalle 5 del mattino a mezzanotte, solo con  il consumo ai tavoli altrimenti solo fino alle ore 18. Cioè quei piccolissimi esercizi senza spazio, gli ambulanti, i piccoli take away sono penalizzati.  In altre parole si uccide quella tradizione italica della pizzeria da asporto, la tradizione del mangiare per strada. In cambio nessun limite per il servizio a domicilio mentre l’asporto solo fino a mezzanotte. La ratio? Non si capisce, in cosa sarebbe meno contagioso un virus se siamo seduti ai tavoli e non in piedi. E’ chiaro che la preoccupazione è quella di evitare accuratamente gli assembramenti. Tutte queste restrizioni non sono valide per gli ospedali, gli aeroporti e le autostrade dove oramai prevalgono le catene internazionali.

Vietato lo sport da contatto amatoriale e le gare dilettantistiche di base. Vietate sagre e fiere locali ma consentite le fiere nazionali e internazionali, dove girano i soldoni: di nuovo, si prediligono le grandi società e si discriminano i piccoli. Sospesi i congressi e i convegni tranne che a distanza. Nella pubblica amministrazione riunioni a distanza. Modalità per ricorrere allo smart working. Le palestre avranno una settimana di tempo per adeguare i protocolli di sicurezza, altrimenti verranno chiuse. Vogliono a tutti i costi imporci questo divide et impera e imprimerci un cambiamento di comportamento. Vogliono che entri nelle nostre cellule soprattutto dei più giovani i quali sono più restii, e dei bambini, i quali saranno traumatizzati a vita.

Naturalmente per l’ipotesi di “ristoro” si parla sempre al futuro, esattamente come a marzo quando “nessuno sarà lasciato solo” e si è visto! Si dichiara finita l’elargizione a “pioggia”, figuriamoci, di cui tanti hanno sentito solo la sete e basta. Altri con il sale (prestiti). Indicibile.

Colpisce l’accento messo sui vaccini e le terapie monoclonali quando oramai lo sanno anche le pietre che la cura migliore, in extremis,  e anche la più economica è la donazione di plasma iperimmune.

Di nuovo, ripete, gli analisti internazionali si sono sorpresi dei nostri risultati economici, vedi sopra, sembra che dia fastidio, perché nel reset previsto monetario economico mondiale, il fermo economia delle maggiori potenze mondiali è  un must, è d’obbligo. Altrimenti poi come si farà a imporre la digitalizzazione totale che comincia con la common pass – sostenuta dalla Rockefeller Foundation e il World Economic Forum –  come passaporto per ritornare “liberi” di viaggiare, naturalmente con tampone e poi vaccino?  E’ già in prova presso alcune compagnie e aeroporti. 

E sempre si sottolinea, con ansia, la curva del contagio preoccupante ma guardiamo ai numeri.

Innanzitutto sono asintomatici per il 94.5%. E poi sono falsi positivi per il 70/95% a causa dei tamponi: prova ne sia  che è appena stato pubblicato un ricorso su basi scientifiche che dimostra la falsità dei dati da tampone, come da bugiardino, inoltrato dall’autore del ricorso vinto al Tar del Lazio contro l’obbligatorietà del vaccino.

E poi i dati sono doppiamente falsati, perché oggi i nuovi positivi secondo la dubbia metodologia dei tamponi erano 9302 e non 11705, come dicono; questo perché, all’incremento dei nuovi positivi di oggi (9302) aggiungono il numero dei dimessi/guariti (2334) e il numero dei decessi (69). Sinceramente il totale dei casi non è corretto, se ai contagi totali si aggiungono i guariti (cioè i vecchi contagi già calcolati a suo tempo) e i decessi (idem): cos’è, un trucco come per gli interessi composti alla francese?

Con i numeri corretti, l’aumento dei positivi di oggi è del 6.34% e non del 7.98%, ma ripeto, più ci sono positivi asintomatici, meglio è, se sono asintomatici. Estrapolato a livello nazionale, dovrebbero esserci quasi 4 milioni di positivi. A parte che i tamponi rilevano anche la presenza di altri virus, dando una positività.

Sul totale dei casi positivi, ne abbiamo oggi ben 118356 reclusi a casa, ai domiciliari, asintomatici e senza una data sicura di uscita sebbene sia circolata la notizia che Sileri aveva predisposto l’uscita dopo massimo 21 giorni e anche con il tampone positivo. Non pervenuto.

In terapia intensiva sono sempre, come da svariate settimane lo 0.5% dei casi di “positivi”, lo 0.0012% della popolazione totale, i decessi statisticamente nulli e questo nonostante siano classificati covid anche i morti per infarto, per incidente, per annegamento o per altre patologie. Basta un tampone post mortem, e il gioco è fatto. Ma qual è la posta in gioco? Quali i finanziamenti?

In pratica qua si balla con i numeri alla grande e la loro interpretazione. E la gente ci casca. Roba da matti. Forse molti devono ritornare a scuola a imparare la base della matematica, della logica e della retorica aristotelica?

In tutto questo, una perla: il MES non va accettato per tutte quelle ragioni sempre sostenute da chi non lo voleva. A tal proposito cito Alberto Bagnai che ha telegrammato:

 

Una cosa è certa: siamo governati da chi ci arriva molto dopo – spesso troppo tardi – e non da chi vede le cose prima.

La verità però, prima o poi arriva, per chi sappia vederla, ma il problema è che attualmente vi è un apparato enorme che la vuole fare annegare, sempre.

Nforcheri 18/10/2020


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