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Oro a 4.600 dollari e Argento verso i 100: la tempesta perfetta tra politica monetaria, geopolitica e fame industriale

Oro a $4.600 e Argento sopra i $90: La Corsa ai Metalli Spinta da Fed e Industria Verde. Metalli preziosi ai massimi storici. Mentre l’inflazione USA rallenta al 2,6%, la domanda industriale per pannelli solari ed EV spinge l’argento in un superciclo inarrestabile. Ecco le previsioni per il 2026.

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Venerdì i mercati dei metalli preziosi hanno infranto nuove barriere storiche, guidati da dati macroeconomici statunitensi più tenui del previsto e da un’incertezza geopolitica che non accenna a diminuire. L’oro ha raggiunto un nuovo record, sfondando quota $4.900 l’oncia, , ma il vero protagonista della giornata è stato l’argento, che ha superato l’inedita soglia dei $100 al grammo.

In un contesto che vede l’inflazione americana rallentare, il mercato scommette su imminenti tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Tuttavia, l’analisi di questi movimenti richiede di andare oltre la semplice speculazione finanziaria, per guardare all’economia reale e alle sue nuove, insaziabili, necessità industriali.

Il quadro macroeconomico: l’inflazione frena e la politica preme

I dati sull’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) statunitense di dicembre hanno mostrato un’inflazione contenuta al 2,6% su base annua, un dato inferiore al 2,7% atteso dagli analisti. Anche l’inflazione di fondo (core) si è fermata allo 0,2% mensile. Questo scenario alimenta la speranza degli investitori in asset rischiosi e in metalli preziosi per un allentamento della politica monetaria. Attualmente, il mercato prezza due tagli dei tassi da 25 punti base nel corso dell’anno, con il primo previsto per giugno.

In questo clima, la politica si è prepotentemente inserita nelle dinamiche economiche. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto con favore i dati sull’inflazione, cogliendo l’occasione per reiterare le pressioni sul presidente della Fed, Jerome Powell, affinché tagli i tassi “in modo significativo”.

L’oro quindi ha iniziato a volare.

La notizia di un’indagine dell’amministrazione Trump su Powell ha scatenato la reazione dei vertici delle banche centrali globali e dei CEO di Wall Street, schieratisi a difesa dell’indipendenza della Fed. Come spesso accade, i timori sull’indipendenza dell’istituto centrale e la fiducia negli asset statunitensi si sono tradotti in una corsa ai beni rifugio, , ma hanno anche evidenziato la fragilità dell’attuale sistema di fiducia fiduciario.

La metamorfosi dell’Argento: da moneta a infrastruttura critica

Se l’oro risponde alle logiche classiche di protezione dall’incertezza, il balzo dell’argento  racconta una storia prettamente industriale, dove la domanda aggregata per la transizione energetica sta sconvolgendo l’offerta. Quest’anno il metallo grigio ha già guadagnato quasi il 40%. Qui il salto nelle ultime 24 ore, con un +5%

Dallo scorso anno siamo al +233%!! Una cifra incredibile, fino a un anno fa.

L’argento non è più solo un metallo monetario, , ma un’infrastruttura verde essenziale. Le sue applicazioni sono insostituibili per la conduttività elettrica.

Ecco i principali motori della domanda:

  • Fotovoltaico: I pannelli solari consumano oggi più argento di qualsiasi altra applicazione. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) prevede che la capacità solare quadruplicherà entro il 2030. Un singolo parco solare su scala gigawatt richiede l’output annuale di una miniera d’argento di medie dimensioni (circa 20 grammi per megawatt).

  • Veicoli Elettrici (EV): Ogni veicolo elettrico richiede dai 25 ai 50 grammi di argento per connettori, interruttori e gestione della batteria. Con vendite globali a 13,6 milioni di unità nel 2024 e una crescita del 25%, la pressione è enorme.

  • Tecnologie Avanzate: Data center per l’Intelligenza Artificiale, infrastrutture 5G e semiconduttori hanno portato il consumo industriale a un record di 680,5 milioni di once lo scorso anno (+7% sul 2023).

Non sorprende che gli Stati Uniti, nel 2025, abbiano designato l’argento come “minerale critico” al pari delle terre rare, aprendo la strada a controlli sulle esportazioni e stoccaggio governativo. Anche il rinascimento dell’energia nucleare (dove l’argento è usato nelle barre di controllo) aggiungerà una domanda latente multimiliardaria nel prossimo decennio.

Il mercato cinese e le prospettive di prezzo

La Cina rimane un hub cruciale per la determinazione dei prezzi e la domanda fisica. Le dinamiche interne cinesi, fra necessità industriali e speculazione, sono ormai fuori controllo.

Di seguito, un’analisi dei prezzi spot dell’argento in Cina (in Yuan Renminbi), che riflette la tensione del mercato asiatico:

Tabella Prezzi Spot dell’Argento in Cina (22 Gennaio 2026)

Unità di misuraPrezzo Attuale (¥)Variazione (¥)
Oncia705,58+32,65
Grammo22,685+1,05
Chilogrammo22.685+1.050,03

Fonte dati storici: Al 22 gennaio 2026, il prezzo per oncia in Cina ha toccato il picco di ¥672,92. Il prezzo è salito del +203,15% nell’ultimo anno, partendo da un minimo di ¥215,96.

Per il futuro, gli analisti sono ottimisti. ANZ prevede che l’oro supererà i $5.000 l’oncia nella prima metà del 2026. Per l’argento, Brian Lan di GoldSilver Central vede la soglia dei $100 come il prossimo obiettivo naturale, con probabili guadagni percentuali a doppia cifra per quest’anno. In un ambiente di tassi bassi e incertezza diffusa, gli asset infruttiferi tornano a regnare.

Domande e risposte

Perché l’argento sta registrando performance percentuali superiori a quelle dell’oro?

Mentre l’oro beneficia principalmente del calo dei tassi e dell’incertezza geopolitica, l’argento vive una doppia spinta. Oltre a essere un bene rifugio, è un metallo industriale insostituibile. La transizione verde (pannelli solari, veicoli elettrici) e il boom dell’Intelligenza Artificiale richiedono quantità massicce di argento per la sua conduttività elettrica, superando di gran lunga l’offerta mineraria.

Che impatto hanno le pressioni di Trump sulla Fed per i mercati dei metalli?

Le pressioni politiche sull’indipendenza della Federal Reserve generano nervosismo nei mercati obbligazionari e minano la fiducia nel dollaro. Gli investitori, temendo una politica monetaria asservita alla politica piuttosto che ai dati economici, cercano protezione in asset tangibili. Questa erosione di fiducia istituzionale è un formidabile propellente per la domanda di beni rifugio come l’oro.

È troppo tardi per investire in argento ai prezzi attuali?

Sebbene il prezzo abbia già superato i $90, molti analisti ritengono che il trend rialzista sia solo agli inizi. La classificazione dell’argento come “minerale critico” negli USA e il deficit strutturale tra domanda industriale e offerta mineraria suggeriscono un potenziale a lungo termine. Tuttavia, la volatilità resta alta, , ma i fondamentali del mercato restano solidi per i prossimi anni.

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