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Ogni volta che passa il PD, muore un pezzo della Costituzione del 48′. Ecco i dati (di Giuseppe PALMA)

2001. La famigerata riforma del Titolo V è approvata dall’allora maggioranza di centrosinistra (DS, Margherita, PdCI, Udeur); al Senato addirittura con una manciata di voti in più rispetto alla maggioranza richiesta in seconda deliberazione. Quella riforma, che ha consegnato la sanità alle Regioni (non entro nel merito se sia giusto o sbagliato), ha prodotto una impennata della spesa pubblica annuale, che da circa 590 miliardi è passata – in appena dieci anni – a circa 800. La riforma è sottoposta a referendum confermativo: vincono i sì col 64,2% dei voti, ma vi partecipa appena il 34,1% degli aventi diritto.

2012. Da sempre contrario alle politiche di austerità (solo a voce, si intende), il PD vota compatto per l’inserimento in Costituzione del vincolo del pareggio di bilancio, rinnegando la strenua opposizione fatta fino a un anno prima. Col suo voto favorevole espresso in seconda deliberazione, il Partito democratico non solo impedisce il referendum confermativo, ma contribuisce a mettere un macigno al collo dell’economia nazionale.

2020. M5S e Lega portano avanti la riforma sul taglio di 345 parlamentari, come previsto dal programma elettorale di entrambi. Il PD vota contro 3 volte su 3. Dopo la caduta del governo Conte 1, spinto dalla voglia atavica di tornare al governo del Paese pur avendo perso le elezioni politiche, il PD incredibilmente vota a favore in seconda deliberazione (nel quarto passaggio parlamentare tenutosi alla Camera nell’ottobre 2019). La Costituzione diventa lo scalpo Dem per l’alleanza di governo giallo-rossa (tra M5S e PD). La contropartita è l’approvazione di una legge elettorale proporzionale prima del referendum confermativo, ma quella legge non è neppure ancora uscita dalla commissione competente Fatto sta che, tra circa un mese (20-21 settembre), la democrazia rappresentativa potrebbe subire un colpo mortale a seguito di un esito confermativo del referendum costituzionale. A metterci la firma ancora una volta il PD.

Ogni volta che passa il PD, muore un pezzo della Costituzione del 1948.

Giuseppe PALMA

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Consigli letterari:

di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, “DEMOCRAZIA IN QUARANTENA. Come un virus ha travolto il Paese“, Historica edizioni.

Qui i link per l’acquisto:

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https://www.ibs.it/democrazia-in-quarantena-come-virus-libro-paolo-becchi-giuseppe-palma/e/9788833371535

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