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Obama è contrario al Brexit, dunque il Brexit si farà (Ted Cruz). Gli effetti della politica USA nella futura sopravvivenza dell’EU

L’uscita dall’EU della Gran Bretagna sembra ogni giorno più probabile dopo che addirittura la Regina d’Inghilterra ha lasciato filtrare, seppur con le smentite di circostanza, che anche la monarchia è contro questa europa che ormai va contro lo spirito dei padri fondatori (e contro gli interessi britannici). 

FireShot Screen Capture #200 - 'Ted Cruz_ Obama anti-Brexit campaign will see 'England pull out of EU'' - www_inusanews_com_article_20761321509_eu-ted-cruz-obama-england-anti-brexit-campaiQuello che non riusciamo ancora a percepire è che uno e forse il più grande motivo di tanta resilienza dell’essere burocratico di Bruxelles deriva dal supporto poco meno che esplicito della corrente amministrazione USA la quale, nel solco del più tradizionale interventismo ideologico, di fatto ha dato sostanza all’Unione di inconciliabili interessi europei che oggi sta deflagrando in attesa dell’annuncio della probabile vittoria euroscettica di Londra.

FireShot Screen Capture #199 - '' - www_gmu_edu_programs_icar_ijps_vol11_2_11n2PWS_p
Infatti il problema per l’EU è solo uno, ossia che la Gran Bretagna non se ne andrà da sola. E la differenza della minaccia inglese rispetto ai poco organizzati euroscettici continentali la fa l’importanza dell’interlocutore, l’ex impero britannico, sempre legatissimo agli interessi ed alla cultura d’oltreoceano (senza dimenticare che metà delle massonerie mondiali fanno riferimento alla Corona Inglese, ndr).
Notizia di ieri è che addirittura un candidato alla Casa Bianca, forse il più estremo nelle sue posizioni, Ted Cruz (eh si, Donald Trump è decisamente meno radicale nelle sue posizioni del senatore del Texas), afferma che Obama si oppone  al Brexit e proprio per questa ragione il Brexit si farà*. Visto che la campagna per le presidenziali USA terminerà a fine anno e visto che i Repubblicani comunque saranno della partita – certamente Cruz avrà un ruolo importante – viene da dire che per un candidato presidente affermare come certa una possibilità di evento così importante che potrà essere verificata dagli elettori durante la lunga campagna presidenziale nasconde dei fondamenti di certezza non disponibili alla cittadinanza (…).

FireShot Screen Capture #198 - 'Ted Cruz_ Obama anti-Brexit campaign will see 'England pull out of EU' I Politics I The Guardian' - www_theguardian_com_politics_2016_mar_13_ted-cruz-barack-obama-brex

Ciò dimostra che questa Europa è destinata a finire in presenza di un presidente USA di discontinuità, ecco perchè l’Europa delle elites euroaustere sembra tifare per H. Clinton.
Questo è certamente un errore, l’Europa non ha titolo per immischiarsi nella politica USA. Solo con Nixon ci fu – certamente – un’interferenza a valle della decisione di bloccare la convertibilità aurea del dollaro ma a tale mossa si oppose – in quel caso, udite bene – proprio l’Inghilterra. Non a caso la stessa che sta oggi scegliendo, anche per bocca dei suoi massimi rappresentanti istituzionali, di andare contro l’Europa di matrice tedesca che guarda a est. Vi chiedo, potete immaginare la Germania o la Francia tramare affinchè venga eletto un candidato piuttosto che un altro in USA? Io no, anche perchè manca la base culturale e di condivisione di valori che potrebbe permettere una simile azione. Ma, aggiungo, potete immaginare se venisse pubblicamente esposto che, per ipotesi, azioni destabilizzanti sulla politica USA possano essere attuate da parte di soggetti europei non anglosassoni? Io no, ma non c’è limite alla stupidità (vedremo a termine se dietro al boicottaggio pubblico e mediatico di D. Trump emergeranno legami “indicibili”, …).
E, si noti bene, nel caso tedesco è anche questione di sopravvivenza, se cade l’euro il benessere teutonico finisce, dunque potrebbe essere immaginato anche un approccio “tutto per tutto”.

Certamente l’Italia si dissocia da tale approccio che solo una lettura superficiale porterebbe ad escludere: la teoria coloniale moderna elaborata da Funk nel suo progetto europeo di matrice nazista era andato ben oltre i dettagli teorici nel porre le basi di quello che doveva – e deve – essere la base del rinnovato potere germanico nel Vecchio Continente ivi incluse le aderenze americane finalizzate alla concretizzazione del proprio indirizzo. Non è un segreto che F.D. Roosevelt era un fautore della teoria economica nazionalsocialista e fascista, solo per ribellarsi all’idea di dare continuità al progetto hitleriano solo dopo il patto Molotov-Ribbentrop con cui Berlino di fatto creava la famigerata sfera di influenza russo-tedesca allora come oggi inaccettabile di principio per la dottrina USA.

Anche oggi la Germania sta facendo l’occhiolino a Mosca per cui le cose si stanno mettendo bene (o male, dipende dai punti di vista) per gli euroscettici che stanno subendo la politica neocoloniale tedesca.
L’Italia ha la sola possibilità di sopravvivenza democratica – diciamo, se non vuole diventare come la Grecia – riposta in un supporto USA nel progetto di terminare l’euro austero. Se l’euro resta nella forma attuale, dovrei ormai dire se resta tout court, semplicemente è finita per il Belpaese.

Al solito Roma nicchia, in balia degli eventi: state certi che al primo cenno di Washington si salterà sul carro degli euro-teminators. Vedremo.

Mitt Dolcino

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*http://www.theguardian.com/politics/2016/mar/13/ted-cruz-barack-obama-brexit

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