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Nvidia amara: il titolo crolla per dati di bilancio deludenti

 

In un momento di bizzarro rally di borsa le azioni del colosso dell’elettronica Nvidia, nota per la realizzazione di schede e componenti, precipita per aver annunciato risultati del secondo trimestre piuttosto deludenti  dandone la colpa ad 1,3 miliardi di dollari di maggiori scorte e per aver tagliato la guidance a causa di “un minore sell-in di prodotti Gaming che riflette una riduzione delle vendite dei partner di canale probabilmente a causa di venti contrari macroeconomici” e di “condizioni di mercato difficili che dovrebbero persistere nel terzo trimestre”. L’unica buona notizia è che la società non sta tagliando (o terminando) i suoi buyback, che continueranno come previsto. Quindi i titoli rimarranno temporaneamente sopravvalutati. Comunque il titolo ha perso il 14% in due giorni

Sicuramente anche il crollo delle valute virtuali ha contribuito al calo delle vendite e degli utili, dato che il mining faceva un grande uso delle schede grafiche Nvidia.

Eccovi alcuni dettagli:

  • Ricavi preliminari 6,70 miliardi di dollari, molto al di sotto degli 8,10 dollari previsti, con un calo del 19% su base sequenziale e un aumento del 3% rispetto all’anno precedente, a causa di ricavi dal gioco più deboli del previsto.
  • Margine lordo preconsuntivo rettificato 46,1%
  • Spese operative rettificate preliminari 1,75 miliardi di dollar

 

I risultati del secondo trimestre dovrebbero includere circa 1,32 miliardi di dollari di oneri, principalmente per le scorte e le relative riserve. L’unico aspetto positivo: i buyback continueranno: “Prevediamo di continuare i riacquisti di azioni in quanto prevediamo una forte generazione di cassa e una crescita futura”.
Il calo rispetto alle previsioni di fatturato di maggio, pari a 8,10 miliardi di dollari, è stato attribuito principalmente a un minore sell-in di prodotti per il gioco che riflette una riduzione delle vendite dei partner di canale, probabilmente a causa di venti contrari macroeconomici, ma anche se non dichiarato, è sicuramente  Oltre a ridurre il sell-in, l’azienda ha implementato programmi di pricing con i partner di canale per riflettere le difficili condizioni di mercato che si prevede perdurino anche nel terzo trimestre.
Il fatturato dei Data Center, pur essendo un record, è stato in qualche modo inferiore alle aspettative dell’azienda, poiché ha risentito delle interruzioni della catena di fornitura.
I significativi oneri sostenuti nel trimestre riflettono i precedenti impegni di acquisto a lungo termine assunti in un periodo di grave carenza di componenti e le nostre attuali previsioni di incertezza macroeconomica”, ha dichiarato Colette Kress, EVP e CFO di NVIDIA.
“Le nostre previsioni di sell-through dei prodotti di gioco sono diminuite in modo significativo con l’avanzare del trimestre”, ha dichiarato Jensen Huang, fondatore e CEO di NVIDIA. “Poiché prevediamo che le condizioni macroeconomiche che influenzano il sell-through continueranno, abbiamo intrapreso azioni con i nostri partner di gioco per adeguare i prezzi e le scorte del canale”.
Insomma anche il settore dei Chip rischia di essere a rischio per gli investitori, nonostante la domanda rimanga sempre elevata. Però domanda elevata non significa che le scelte aziendali sbagliate non si paghino. 


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