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“Nuvole nere nei cieli d’Europa.” di R. SALOMONE-MEGNA

Sono ormai diversi mesi che Fabio Lugano, con i suoi accorti articoli, ci mette in guardia sulle difficoltà economiche che stanno per abbattersi sull’Europa dell’austerità e del fiscal-compact.

Quella che si annuncia non è una nuova crisi, determinata da avverse ed improvvide congiunzioni astrali, non è niente di imprevisto o di imprevedibile, poiché le cause sono sempre le stesse, ma non di meno le conseguenze sull’Italia, sul suo tessuto economico e sociale saranno devastanti.

La nostra Patria non potrà mai risollevarsi.

E’ fiaccata da due decenni di avanzi primari e con lo stato sociale che va in pezzi, anche perché ulteriormente gravato dalle migliaia di migranti economici che giungono disperati da noi, con buona pace dei nostri malmostosi vicini, che ignorano del tutto il significato del termine solidarietà.

Anche la tenuta sociale comincia ad essere a rischio con la trasformazione dell’Italia nell’unico campo profughi europeo e l’ulteriore scivolamento verso il terzo mondo.

Eppure, nessuno fa nulla.

Si continua con l’abbraccio mortale alla Germania ed alla sua insulsa “austerità”.

Infatti gli italici governanti, ignari ed ignavi, come sempre, operano nel solco del rispetto più ligio ed ossequioso dei dettami di Bruxelles, anche se questo significa devastare ulteriormente l’economia ed il tessuto sociale del paese.

Ma tant’è. Senza decisioni tempestive aderenti alla realtà delle cose il disastro è sicuro.

Albert Einstein asseriva che la “stupidità è fare sempre la stessa cosa ed aspettare risultati diversi.”

Siamo in mano a degli stupidi che perseverano da sempre, con acribia e politezza, in politiche di tagli, di aumento del carico fiscale e di dismissione del patrimonio pubblico, sperando che le cose possano cambiare ed essere diverse.

Ma non è così e non sarà mai così e tuttavia viviamo in un clima di surreale rassegnazione, credendo di aver raggiunto il fondo e di non poter scivolare ulteriormente in basso.

Eppure, c’è poco da aspettarsi da un Governo che, per aumentare gli stipendi ai docenti, pensa di tassare le merendine distribuite nelle scuole, idea tra il bizzarro ed il bislacco che desta stupore ed ilarità, e che crede sia salvifica per le finanze statali la diminuzione del numero dei deputati e dei senatori, con un risparmio di pochi milioni di euro, res nullius, ma che trasforma in chiave oligarchica la composizione del Parlamento rendendolo preda delle lobbies di potere.

Come c’è poco da sperare da quanti, sfruttando la copertura mediatica fornita da quel fenomeno da baraccone che risponde al nome di Greta Thunberg, si apprestano ad aumentare il prezzo del gasolio, passo importante del New Green Deal italiano, assieme al voto ai sedicenni ed allo “ ius soli” o “ius culturae” che dir si voglia.

Pro bono pacis non andiamo oltre.

Eppure, mutatis mutandis, l’Italia potrebbe trarre utile insegnamento dal suo passato più o meno recente: allearsi con la Germania è sempre stato estremamente pericoloso per noi italiani.

I tedeschi non hanno, paradossalmente, la necessaria flessibilità per cogliere le modifiche dello “zeitgaist” ossia dello spirito dei tempi e perseverano ottusamente nell’impegno originario sino alle estreme conseguenze. La nomina di Ursula von der Leyen a capo della C.E. è l’esempio più fulgido di quanto detto.

Questa pericolosa rigidezza teutonica fu compresa per tempo dal “generalissimo” Francisco Franco, la comprese invece in ritardo il cavalier Benito Mussolini duce dell’Italia, il quale pur tuttavia non ebbe mai il coraggio di rompere l’alleanza e di porre fine alla guerra.

Questo clima da tregenda e di “cupio dissolvi” dell’Italia attuale ha qualcosa in comune con quanto hanno vissuto negli ultimi giorni i governanti della repubblica di Salò, nata e finita nel corso della seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1945,.

Allora c’era ancora formalmente un governo italiano in carica, ma le decisioni che prendeva dovevano avere l’assenso germanico.

Tutti sapevano della sconfitta inevitabile, tutti erano consapevoli che l’alleanza con i tedeschi sarebbe stata esiziale per le loro sorti, ma nessuno ebbe il coraggio di fare la scelta giusta.

Non fu fatto nulla, per cui “simul stabunt aut simul cadent”.

Caddero insieme l’Italia di Salò ed il III reich!

Tutto questo sta avvenendo nuovamente in Italia.

L’Europa a guida tedesca, assolutamente incapace di guardare oltre i codici ed i codicilli creati, su sua spinta, dall’inutile burocrazia di Bruxelles, andrà al disastro e l’Italia con essa.

In Europa le infrastrutture pubbliche sono sempre più fatiscenti, in Italia cadono ponti autostradali e per contro la Cina, paese comunista, con la via della seta programma investimenti per i prossimi cento anni! Da faro della civiltà finiremo nella irrilevanza della storia.

Purtroppo i nostri governanti, ora come allora, non hanno il coraggio di sciogliere l’esiziale legame che condurrà la nazione al perimento.

Non ci resta che confidare nella Provvidenza Divina!!!

Raffaele SALOMONE MEGNA


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