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Nucleare USA: LIS Technologies lancia un progetto da 1,4 miliardi per l’arricchimento laser dell’Uranio in Tennessee. Rinasce la filiera americana
Gli USA puntano 1,4 miliardi sul nucleare laser: in Tennessee rinasce la filiera dell’uranio. LIS Technologies e Nano Nuclear pronte a sfidare la dipendenza estera con una tecnologia rivoluzionaria nel sito storico del Progetto Manhattan.

C’è un certo fascino storico, e forse una sottile ironia della sorte, nel vedere il futuro dell’energia nucleare americana rinascere proprio lì dove tutto ebbe inizio. LIS Technologies ha annunciato un massiccio piano di investimenti da 1,4 miliardi di dollari per la costruzione di un impianto di arricchimento dell’uranio a Oak Ridge, nel Tennessee.
Non si tratta di un luogo qualsiasi: il sito prescelto è l’ex iconico K-25, l’impianto di diffusione gassosa costruito per il Progetto Manhattan. Quella che fino a ieri era nota come “Duct Island”, una striscia di terra di 206 acri, verrà ribattezzata LIST Island. Un cambio di nome che segna il passaggio dalla storia militare alla strategia di indipendenza energetica commerciale.
La tecnologia: il laser al servizio dell’atomo
Il cuore del progetto non è solo la cifra, pur imponente, ma la tecnologia. Oak Ridge è destinata a diventare la sede del primo impianto commerciale al mondo di arricchimento dell’uranio basato su tecnologia laser di origine interamente statunitense. L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: produrre LEU (uranio a basso arricchimento, tra lo 0,71 e il 5%) e HALEU (uranio ad alto dosaggio, dal 5% al 20%) per alimentare sia i reattori commerciali tradizionali, sia quelli di nuova generazione avanzata.
Perché è importante? Perché attualmente la catena di approvvigionamento nucleare occidentale soffre di una pesante dipendenza dalle importazioni estere (leggi: Russia). Il Dipartimento dell’Energia (DOE) sta spingendo sull’acceleratore per rivitalizzare una filiera domestica resiliente, e la tecnologia di LIS, unica nel suo genere sviluppata negli USA, sembra essere la risposta tecnica a un problema geopolitico.
Ecco i punti chiave del progetto:
- Investimento: 1,4 miliardi di dollari.
- Tecnologia: Arricchimento laser di terza generazione (metodo SILEX o derivati proprietari), più efficiente rispetto alla diffusione gassosa o alle centrifughe classiche.
- Tempistiche: Inizio lavori e preparazione del sito previsti per il 2026, con operatività commerciale entro il 2030.
La partnership con Nano Nuclear e il ruolo dello Stato
Interessante notare come questo progetto non sia un assolo, ma veda la partecipazione strategica di Nano Nuclear, sviluppatore di piccoli reattori modulari (SMR). Nano Nuclear ha investito in LIST nel 2024, siglando accordi di fornitura che puntano a un’integrazione verticale: chi progetta il reattore si assicura anche il combustibile. Nano Nuclear, tra l’altro, si sta muovendo con aggressività sul mercato, avendo acquisito i progetti dei reattori Kronos e Loki dalla fallita Ultra Safe Nuclear Corp, e sta già guardando ad applicazioni spaziali.
Tutto questo avviene con la benedizione, e probabilmente i fondi, dello Stato. Il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha sottolineato come il Nuclear Energy Fund statale abbia posizionato il Tennessee all’avanguardia nella R&S. Un approccio che piace a noi: lo Stato crea l’infrastruttura e le condizioni, i privati (come LIS e Nano) portano la tecnologia e i capitali. Un keynesismo pratico applicato alla sicurezza nazionale.
Come funziona (in parole semplici)
Senza scendere troppo nei tecnicismi della fisica quantistica, la tecnologia laser (spesso associata all’acronimo SILEX) utilizza laser sintonizzati su frequenze specifiche per eccitare selettivamente gli isotopi di Uranio-235 nel gas UF6. Questo permette di separare l’isotopo utile da quello inerte (U-238) con un’efficienza energetica e una compattezza degli impianti impensabile con le vecchie centrifughe. È il “Santo Graal” dell’arricchimento, e gli USA sembrano intenzionati a riprendersi la leadership tecnologica in questo campo.
Se le licenze e i permessi arriveranno senza intoppi burocratici, entro la fine del decennio l’America potrebbe aver chiuso uno dei suoi talloni d’Achille più esposti: la fornitura di combustibile nucleare.
Domande e risposte
Perché si parla di tecnologia “di origine statunitense” come un vantaggio? Nel settore nucleare, la nazionalità della tecnologia è cruciale per la sicurezza nazionale e l’indipendenza strategica. Attualmente, gran parte della capacità di arricchimento mondiale è in mani straniere, inclusa la Russia (Rosatom). Avere una tecnologia brevettata e sviluppata interamente negli USA, come quella di LIS Technologies, permette agli Stati Uniti di non dipendere da fornitori esteri per il combustibile dei propri reattori e per le esigenze della difesa, riducendo i rischi geopolitici e rafforzando la filiera interna.
Cos’è l’HALEU e perché è così richiesto? L’HALEU (High-Assay Low-Enriched Uranium) è un tipo di uranio arricchito tra il 5% e il 20%, superiore al combustibile standard dei reattori attuali (che si ferma al 5%). È essenziale per i reattori avanzati di quarta generazione e per i piccoli reattori modulari (SMR), poiché consente di avere unità più piccole, che operano per periodi più lunghi senza ricarica e con maggiore efficienza. Attualmente, la produzione occidentale di HALEU è scarsissima, rappresentando un collo di bottiglia per lo sviluppo del nuovo nucleare.
Qual è il ruolo di Nano Nuclear in questo progetto? Nano Nuclear non è solo un investitore, ma un partner strategico che punta all’integrazione verticale. Sviluppando micro-reattori portatili e modulari (come i modelli Zeus e Odin, e ora Kronos e Loki), l’azienda ha bisogno di una fornitura garantita di combustibile arricchito. L’investimento in LIS Technologies serve ad assicurarsi che, una volta pronti i loro reattori, ci sia il combustibile necessario per farli funzionare, creando un ecosistema completo dalla miniera (o quasi) alla produzione di energia.










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