Energia

Nucleare, la rivoluzione arriva dal sottosuolo: Deep Fission e la sfida del “reattore a gravità”

Un miglio sotto terra per abbattere i costi del nucleare: ecco come i reattori a gravità di Deep Fission promettono energia pulita ed economica per l’era dell’IA.”

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Mentre il mondo si interroga su come alimentare i data center dell’Intelligenza Artificiale senza far saltare la rete elettrica (e i bilanci statali), dagli Stati Uniti arriva una proposta che sembra uscita da un romanzo di Jules Verne, ma con solide basi ingegneristiche: mandare i reattori nucleari a un miglio di profondità.

Il settore sta vivendo una vera e propria rinascita, spinto dalla necessità di un mix energetico stabile e a basse emissioni. Tuttavia, il nucleare tradizionale soffre di un male cronico: i costi astronomici e i tempi biblici. L’esempio del Plant Vogtle in Georgia, costato 35 miliardi di dollari tra ritardi e burocrazia, è diventato il simbolo di come non si dovrebbe costruire una centrale oggi.

La soluzione? Sfruttare la fisica, non il cemento

La startup americana Deep Fission propone un cambio di paradigma radicale con il suo “reattore a gravità”. L’idea è semplice quanto geniale: invece di costruire enormi e costosi recipienti a pressione in superficie, si scava un pozzo profondo circa 1,6 chilometri e vi si cala un piccolo reattore ad acqua pressurizzata (PWR) da 15 megawatt. Si tratta di quindi di un reattore piccolo, adatto a scopi specifici, come i Data Center.

Perché proprio a quella profondità? La risposta è nella fisica elementare:

  • Pressione naturale: a un miglio di profondità (1600 metri), , la colonna d’acqua sovrastante genera naturalmente le 160 atmosfere di pressione necessarie al funzionamento del reattore.
  • Addio ai vessel giganti: eliminando la necessità di strutture di contenimento massicce in superficie, i costi di costruzione crollano drasticamente.
  • Sicurezza geologica: la terra stessa funge da scudo naturale contro le radiazioni e da protezione contro eventi esterni. In caso di raro evento negativo, il reattore è già sepolto, per cui non c’è pericolo di dispersione di vapori radioattivi nell’aria, come avvenuto a Chernobil.

Un taglio dei costi dell’80%

Secondo le stime della società, che ha recentemente raccolto 80 milioni di dollari in finanziamenti, questo approccio potrebbe ridurre i costi di costruzione del 70-80% rispetto agli impianti tradizionali. Non si tratta solo di risparmio economico, ma di una modularità che permette di rispondere alla fame di energia in tempi rapidi.

Ecco un breve confronto tra il modello tradizionale e quello di Deep Fission:

Caratteristica Nucleare Tradizionale (Large Scale) Deep Fission (Gravity Reactor)
Costi di costruzione Elevatissimi (miliardi di $) Ridotti del 70-80%
Pressione Generata meccanicamente Fornita dalla colonna d’acqua
Impronta al suolo Estesa e complessa Minima (borehole)
Gestione Scorie Trasporto in siti remoti Stoccaggio modulare in loco

Il nodo delle scorie: la risposta è nel pozzo

Uno dei grandi limiti dei piccoli reattori modulari (SMR) identificati finora, inclusi quelli citati in studi di Stanford, è l’aumento proporzionale del volume di scorie da gestire. Deep Fission punta a risolvere il problema alla radice: le stesse tecniche di perforazione utilizzate per il reattore verrebbero impiegate per lo stoccaggio del combustibile esausto in profondità, rendendo il sito autosufficiente e riducendo i rischi legati al trasporto. Praticamente il reattore esausto può essere isolato e abbandonato a se stesso a 1600 metri nel suolo. L’impainto di produzione è anche

Una tendenza globale

Il vento è cambiato. Se l’Italia, la Spagna e la Danimarca stanno riconsiderando i propri veti, e persino la Germania mostra crepe nel suo muro anti-atomo, è perché la sicurezza energetica è tornata a essere una priorità politica. Gli Stati Uniti, dal canto loro, stanno allentando alcune normative per accelerare lo sviluppo di questa nuova generazione di impianti “agili”.

In un mondo che corre verso l’IA, forse la soluzione non è guardare alle stelle, ma guardare con attenzione sotto i nostri piedi.

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