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NORD STREAM 2: GERMANIA & CO. RISCHIANO MULTE MILIARDARIE

La vicenda del gasdotto Nord Stream 2 sta prendendo una strada molto pericolosa per le aziende , sia russe sia europee, che hanno preso parte al progetto perchè si va verso un Arbitrato internazionale, come riportato da Euroactive.

Quando il progetto iniziò nel 2011, con la benedizione del commissario all’Energia di allora Oettinger, nessuno ebbe nulla da dire, anzi sembrava un progetto perfetto per raddoppiare la fornitura di gas all’occidente. I problemi iniziarono con il conflitto in Ucraina nel 2014 che ha mostrato con chiarezza i pericoli dell’espansionismo russo verso i paesi confinanti e l’enorme potere contrattuale costituito dall’affidarsi ad un’unica controparte energetica. A questo punto Polonia ed i paesi Baltici hanno iniziato ad opporsi al progetto, sia perchè questo li scavalcava, tagliandoli fuori dai diritti di transito, sia perchè aumentava la dipendenza energetica dalla Russia.

La pressione dei paesi nordici si è convertita in un emendamento alla direttiva europea sul gas ed energia elaborato nel 2017 ed entrato in vigore nel 2019. Questo emendamento verrebbe a punire fortemente Nord Stream 2, al limite della non economicità, mettendo a rischio un progetto che vede coinvolti 5 stati europei, Germania e Olanda in testa, e diverse società fra cui le europee Engie, Shell ed Uniper e la russa Gazprom. Nel frattempo gli USA di Trump hanno iniziato ad opporsi pubblicamente al gasdotto, minacciando sanzioni, e la Danimarca si è tirata indietro.

Il contrasto ha quindi preso la strada dell’arbitrato internazionale, unica via per uscire dallo stallo, in una situazione che vede opposti da un lato l’Unione Europea e dall’altra la Germania con altri quattro stati e Gazprom. Il tutto potrebbe portare ad una sanzione verso Nord Stream 2 che può arrivare sino a 11 miliardi di euro, una bella bastonata per chi lo ha sostenuto fino all’ultimo, ma che farebbe sorridere Trump.


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