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Nigeria: Il “Gas Master Plan” da 60 miliardi di dollari. Ambizione o realtà?
Nigeria: Lanciato il nuovo Gas Master Plan 2026. Un piano da 60 miliardi di dollari per trasformare le enormi riserve di gas in industrializzazione e sicurezza energetica. Ecco i dettagli del progetto NNPC.

La Nigeria, gigante africano dai piedi d’argilla ma dal sottosuolo d’oro (o meglio, di gas), ha deciso di fare sul serio. Il 30 gennaio 2026, presso le NNPC Towers di Abuja, la Nigerian National Petroleum Company Limited (NNPC Ltd) ha svelato il suo “Gas Master Plan 2026” (NGMP 2026). Il piano del grande paese africano punta a mobilitare investimenti per 60 miliardi di dollari entro il 2030, per la crescita di un paese che ha più nascite di tutto il continente europeo.
L’obiettivo è chiaro: utilizzare le immense risorse naturali non solo per l’esportazione, ma come spina dorsale per l’industrializzazione interna e la sicurezza energetica nazionale.
Un gigante che si sveglia (di nuovo)
La Nigeria siede su circa 210.000 miliardi di piedi cubi (tcf) (10 miliardi di mc) di riserve accertate di gas, con un potenziale che sfiora i 600 tcf. Eppure, per decenni, il problema non è stata la mancanza di materia prima, ma la capacità di trasformarla in valore. Come sottolineato dal Ministro di Stato per le Risorse Petrolifere, Ekperikpe Ekpo, la sfida è passare dalla “politica” all’esecuzione disciplinata.
Il piano NGMP 2026 si inserisce nel solco della “Decade del Gas”, l’iniziativa federale che vede nel metano il combustibile di transizione ideale per un Paese che deve ancora elettrificare vaste aree e alimentare un’industria manifatturiera spesso strozzata dai costi energetici.
I numeri del Master Plan
Il Group Chief Executive Officer di NNPC Ltd, l’ingegner Bashir Bayo Ojulari, ha delineato obiettivi che definire ambiziosi è un eufemismo. Ecco i punti cardine:
| Obiettivo | Target 2027 | Target 2030 |
| Produzione Nazionale Gas | 10 miliardi di piedi cubi/giorno | 12 miliardi di piedi cubi/giorno |
| Investimenti Previsti | – | > 60 Miliardi di USD |
| Focus Infrastrutturale | CNG, LPG, Mini-LNG | Pipeline e Power Generation |
Notiamo come il piano non si concentra in grandi impianti per l’esportazione, ma in mini-LNG, chje dovrebbero essere dedicati all’uso locale, oltre che a gasdotti convenzionali. Il focus delle autorità sta passando dall’uso per export, quindi per la generazione di risorse finanziarie, alla crescita industriale interna.
L’idea è quella di ottimizzare i costi e trasformare le riserve “3P” (possibili e probabili) in riserve “2P” (comprovate e probabili) che siano finanziabili dalle banche internazionali. Un passaggio tecnico fondamentale per attirare capitali esteri in un settore che richiede infrastrutture pesanti.
Gas per il popolo o solo per l’export?
Qui risiede il cuore della strategia: il piano non guarda solo ai mercati globali, affamati di gas dopo le crisi geopolitiche degli ultimi anni, ma punta alla domanda interna.
- Power Generation: Aumentare la fornitura alle centrali elettriche per stabilizzare la rete nazionale.
- CNG e LPG: Promuovere il gas naturale compresso per i trasporti (riducendo la dipendenza dalla benzina importata) e il gas di petrolio liquefatto per uso domestico.
- Industrializzazione: Fornire energia a basso costo alle industrie locali, dai cementifici alle acciaierie.
Il supporto dei privati
Il settore privato sembra aver risposto con un cauto ottimismo. Adegbite Falade, CEO di Aradel Holdings, ha definito il piano una “iniezione di adrenalina” per l’economia, mentre Matthieu Bouyer di TotalEnergies ha confermato il supporto delle “Majors” alla visione della NNPC.
Tuttavia, resta da vedere se la burocrazia nigeriana e la stabilità politica permetteranno una messa a terra efficace di questi 60 miliardi. La storia recente della Nigeria è costellata di piani ambiziosi rimasti sulla carta, ma la spinta del Petroleum Industry Act (PIA) potrebbe finalmente aver fornito il quadro normativo necessario per garantire trasparenza e certezza agli investitori.
Il NGMP 2026 rappresenta una scommessa sulla sovranità energetica. Se la Nigeria riuscirà a smettere di essere un semplice “serbatoio” per l’Occidente e diventerà un hub industriale alimentato dal proprio gas, gli equilibri economici dell’Africa Occidentale cambieranno radicalmente. Per ora, i numeri sono impressionanti; la realtà, come sempre, passerà per i cantieri e i gasdotti.








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