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NESSUNO CREDE AL GOVERNO GIALLO-FUCSIA, PRIMO FRA TUTTI GIUSEPPI

 

 

Questi giorni sono stati chiarificatori del futuro della politica italiana. Chi aveva una visione non banale già aveva capito ad agosto che il vero Deus ex Machina del governo era Renzi e che Giuseppi  cercava solo di guadagnare tempo creare una propria casa politica o una propria credibilità. Non esiste un programma, non esiste una coalizione, esiste solo un gruppo di persone che ha come unico obiettivo sopravvivere politicamente, meglio se a scapito degli altri.

In questa coalizione degli “Homo Homini Lupus”, nel suo comune disprezzo ed odio verso i cittadini italiani, sta già sgomitando e ciascuno dei vari leaderotti vuole un pezzettino di terra in più, una cadrega in più, uno strapuntino in più.

Oggi alla Leopolda Renzi ha detto: “La maggioranza è solida, il governo no” prima di demolire la manovra finanziaria di Conte affermando che il PD si conferma “Il Partito delle tasse”, come se invece lui fosse il partito della detassazione e dimenticando di essere non all’opposizione, ma al governo. In realtà la situazione è chiara, siamo all’ennesimo “Giuseppi stai sereno”, mostrando chiaramente che il Governo non può essere solido fino a quando non ci sarà Renzi a capo. Solo con lui alla guida ci potrà essere duraturo.

Dall’altro capo Giuseppi, con la sua finanziaria massimalista e nemica degli italiani, in ogni senso , sempre che gliela facciano passare a Bruxelles, cerca di crearsi una sua posizione come esponente della sinistra. Aver puntato tutto su un tema demagogico come la “Lotta all’evasione”, vista come un problema di idraulici e piccoli negozianti, non come un problema di multinazionali e di holding che si spostano all’estero, con una normativa assurda, al limite del demenziale, oltre che profondamente antipopolare, non è altro che un sistema per proporsi alla guida del PD. Perchè, parliamoci chiaro, Zingaretti è un segretario solo pro tempore, quasi abusivo, che guida il partito solo perchè in quel momento passava di lì e non c’era nessun altro kamikaze. Giuseppi, in corsa, è passato dall’essere l’uomo del Movimento ad essere l’uomo del PD.

Il governo quindi è un evento di transizione, un Taxi che trasporta le ambizioni dei singoli e dai quali questi scenderanno a propria convenienza. Il tassista è Di Maio ed il Movimento Cinque Stelle che, alla fine, si troverà con un salato conto da pagare.

 

 

 


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