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Nelle Filippine l’economia cresce del 6,8%

 

 

 

Quella delle Filippine è una delle economie mondiali in più rapida crescita. Tendenza positiva che si registra da anni in tutta l’aria asiatica dove alle tradizionali tigri si sono aggiunte economie nuove, ma altrettanto agguerrite.

Il sostegno al trend positivo dello scenario economico filippino è determinato da un impegno costante nella realizzazione di nuove infrastrutture che veicoleranno un trasporto più rapido ed efficiente di merci e persone. La morfologia del territorio ha reso necessaria la realizzazione di ponti e strade oltre a un ammodernamento della viabilità della capitale con la costruzione di una metropolitana. A questi fondamentali progetti di sviluppo si aggiungono l’implemento della rete ferroviaria verso le zone rurali e la costruzione a breve di un nuovo aeroporto internazionale a nord di Manila dove si concentrano le ambizioni turistiche della nuova tigre asiatica. L’economia è dunque in piena espansione con una crescita annua del 6.8% nell’ultimo trimestre, alimentata dagli investimenti, dalle esportazioni e sostenuta dai consumi privati.

I settori in cui si è concentrata maggiormente l’espansione dell’economia filippina sono quelli delle costruzioni (8,9%), dell’allevamento (4,2%) e del turismo che nel 2016 ha contribuito al PIL per il 3.1% portando nel settore oltre 6milioni di occupati.

Nel 2017 si è registrato nelle Filippine un totale di flussi turistici stranieri che ha raggiunto i 6milioni di visitatori: 11% in più rispetto all’anno precedente, secondo le stime del Department of Tourism dello Stato asiatico.

L’intenzione è quella di sostenere ancora di più un settore dalle prestazioni stellari attraverso massicci investimenti soprattutto nelle infrastrutture. La creazione di nuove rotte aeree, di strutture di accoglienza sono solo alcuni dei progetti in cantiere per far diventare l’arcipelago delle Filippine una delle mete turistiche più ambite dell’Asia. A partire da Manila che è il cuore e l’anima del Paese. Il mix esotico tra oriente e occidente ne fanno una destinazione d’eccezione sia per i turisti occidentali che per quelli asiatici. Non da ultimo così come in altri Paesi dell’Asia vedi Macao, la Corea del Sud e molto presto il Giappone anche nelle Filippine l’attenzione si sta concentrando verso il turismo legato al gaming e in particolare al poker sportivo. La capitale è entrata a far parte del circuito dei tornei live di PokerStars con l’intenzione in questa maniera di esercitare un ulteriore capacità di attrazione sui turisti stranieri. Si tratta di una strategia, come abbiamo detto, già seguita in Asia da importanti e rinomate destinazioni turistiche che hanno implementato la loro offerta con nuove attrattive per i loro visitatori.

Gli obiettivi del governo sono ambiziosi e con tutta probabilità le stime di crescita futura verranno confermate negli anni a venire. Lo stato asiatico prevede per i prossimi sei anni una stima di crescita tra il 7% e l’8%. Il quadro ottimistico e incoraggiante è sostenuto soprattutto da una particolarità del mercato filippino che non si registra in nessun altro Paese dell’area. L’elevato livello dei consumi copre il 70% del PIL e questo è dovuto alla crescente affermazione di una classe media dinamica e molto giovane sostenuta dalle ingenti rimesse provenienti dall’estero. I 10milioni di filippini che lavorano al di fuori del Paese contribuiscono in maniera determinante allo scenario di crescita economica delle classe media.

A questo aggiungiamo una riserva di risorse umane e non solo che sostengono le ambizioni del Paese asiatico. I filippini in età di lavoro rappresentano il 61% della popolazione, con un tasso di alfabetizzazione che si attesta al 96%. Se a questi fattori umani sommiamo il complessivo livello di risorse minerarie delle Filippine che le collocano al quinto posto nel mondo otteniamo un mix su cui nessun analista esiterebbe a puntare.

Infine i molti trattati di libero scambio siglati all’interno dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) ne fanno una base logistica privilegiata per gli investimenti stranieri e per le società che operano in quest’area. Le agevolazioni fiscali e le detrazioni a sostegno delle esportazioni contribuiscono poi a creare un circolo interno virtuoso che favorisce gli scambi. Un’economia dunque con cui presto dovranno fare i conti le tradizionali tigri asiatiche e chissà se avranno gli artigli per affrontarla.


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