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Nascondino in orbita: la Cina cambia le regole del gioco spaziale (l’America trema)

La Cina accelera nello spazio: 73 lanci in un anno, satelliti spia “invisibili” e un piano per 200.000 oggetti in orbita. Il Pentagono avverte: è finita l’era del “gatto e topo”, ora si gioca a un pericoloso nascondino.

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Mentre l’attenzione dei media generalisti è spesso catturata dalle prodezze mediatiche di Elon Musk, a Pechino si lavora in silenzio, ma con una velocità impressionante. Non è più solo una questione di esplorazione scientifica o di orgoglio nazionale; lo spazio è diventato, a tutti gli effetti, un dominio di guerra. E la Cina, con la sua consueta pianificazione quinquennale e una massiccia iniezione di capitali di stato, sta giocando una partita molto sofisticata contro gli Stati Uniti.

Siamo nel gennaio 2026 e i segnali sono inequivocabili. Il 13 gennaio, mentre un razzo Lunga Marcia 6A decollava dallo Shanxi e un Lunga Marcia 8A partiva da Hainan a solo un’ora di distanza, gli analisti americani prendevano appunti con crescente preoccupazione. La Cina non sta solo lanciando satelliti, sta costruendo un ecosistema di difesa e attacco orbitale che sfida apertamente la supremazia statunitense.

Il Balzo in Avanti: I Numeri non Mentono

Per comprendere la portata della sfida, bisogna guardare ai dati nudi e crudi, quelli che piacciono tanto a noi economisti per capire dove vanno gli investimenti reali. Pechino ha trasformato quello che un decennio fa era un settore spaziale commerciale limitato in un ecosistema “startup orchestrato dallo Stato”.

Ecco un confronto rapido tra l’attività cinese del 2024 e quella del 2025, basato sui dati della China Aerospace Science and Technology Corp. (CASC):

IndicatoreAnno 2024Anno 2025Variazione
Lanci Totali5173+43%
Spacecraft Dispiegati190> 300+58%
Frequenza Media1 lancio ogni 7 gg1 lancio ogni 5 gg

L’accelerazione è evidente. Nel 2025, la Cina ha completato 73 missioni, quasi tutte affidate alla collaudata serie Lunga Marcia. Questo incremento non è casuale, ma il frutto maturo del 14° piano quinquennale del Partito Comunista Cinese, conclusosi proprio alla fine del 2025. Gli obiettivi erano chiari: rafforzare le comunicazioni satellitari, potenziare il telerilevamento e ricercare la riutilizzabilità dei razzi. Secondo il Chief Master Sgt. Ron Lerch della U.S. Space Force, Pechino ha “soddisfatto o superato” ogni singolo obiettivo.

Da “Gatto e Topo” a “Nascondino”: La Nuova Tattica

Fino a pochi anni fa, la dinamica in orbita geosincrona (GEO) era descritta dagli strateghi militari come un gioco di “gatto e topo”. Satelliti americani, russi e cinesi si “pedinavano” a vicenda in una sorta di danza lenta e prevedibile. Ma nel 2025, la dinamica è cambiata radicalmente, trasformandosi in un pericoloso gioco a “nascondino” in orbita bassa (LEO).

La novità tattica introdotta da Pechino è l’uso di veicoli spaziali apparentemente commerciali per scopi militari di non-Earth imaging. In parole povere: usano satelliti civili per fotografare e monitorare gli asset americani nello spazio.

  • Intelligenza Artificiale in Orbita: La Cina ha testato con successo l’IA direttamente sui satelliti.2 Questi sistemi sono ora in grado di rilevare navi in mare, evidenziarle automaticamente e inviare i dati a terra senza alcun intervento umano (“man in the loop”). Una capacità che riduce drasticamente i tempi di reazione in un potenziale conflitto navale.

  • Satelliti Stealth: Pechino sta incorporando tecnologie furtive nei suoi satelliti, rendendoli più difficili da tracciare per i radar e i telescopi occidentali.

  • Rifornimento in Volo: Nell’estate del 2025, le società di sorveglianza spaziale hanno osservato due satelliti cinesi impegnati in quelle che sembravano operazioni di rifornimento. Se confermato, questo significa che i satelliti cinesi possono manovrare più a lungo e più spesso, rendendo le loro orbite imprevedibili.

Il Mistero della Costellazione “Three-Body” e i TJS

Mentre gli USA cercano di “alzare il velo di segretezza” affidandosi sempre più a partner commerciali per la sorveglianza spaziale (Space Domain Awareness), la Cina continua a lanciare oggetti misteriosi.

La famiglia di satelliti TJS,, ufficialmente dedicata alle comunicazioni, è stata vista “sfrecciare ovunque” in orbita geosincrona. Un comportamento anomalo per semplici ripetitori di segnale, che suggerisce test di altre capacità, forse legate alla guerra elettronica o all’ispezione ravvicinata di altri satelliti.

Inoltre, Pechino sta studiando l’edge computing nello spazio utilizzando la prima tranche di satelliti della sua “Three-Body Constellation” (un nome che evoca scenari fantascientifici inquietanti). Con 2.800 satelliti pianificati, questa costellazione rappresenta un banco di prova fondamentale per l’elaborazione dati autonoma in orbita, senza interfaccia terrestre. La edge computer è la capacità di avvicinare elaborazione e memoria dei dati, in questo caso nello spazio.

Satellite cinese TJS – nostra elaborazione

La Corsa alla Riutilizzabilità e la Fame di Spettro

Se c’è un settore dove gli USA mantengono ancora un vantaggio netto, è quello dei razzi riutilizzabili. SpaceX e, più recentemente, Blue Origin col suo New Glenn, hanno dimostrato di poter lanciare e recuperare booster orbitali regolarmente.3 La Cina sta rincorrendo, applicando il suo classico “playbook di politica industriale”: copiare, adattare, migliorare.

Alla fine del 2025, Pechino ha tentato due recuperi di primo stadio, fallendo. Ma i fallimenti, in un’economia pianificata che investe massicciamente in R&S, sono solo gradini verso il successo. Si prevede il lancio di un veicolo a propellente liquido riutilizzabile entro la metà del 2026.

Ma la vera minaccia futura potrebbe essere burocratica e fisica:

  • La FCC americana ha approvato l’espansione di Starlink a 15.000 satelliti.4

  • In risposta, come riportato dal South China Morning Post e da noi, aziende cinesi hanno depositato richieste all’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) per mettere in campo oltre 200.000 satelliti.

Si tratta di una mossa preventiva per accaparrarsi risorse orbitali e frequenze, una sorta di “land grab” spaziale che potrebbe saturare lo spazio vicino alla Terra, rendendo molto difficile per chiunque altro operare.

La Sveglia è Suonata?

La Commissione di Revisione Economica e di Sicurezza USA-Cina è stata chiara nel suo rapporto al Congresso: Pechino persegue una strategia “whole-of-government” per diventare la potenza spaziale preminente. Mentre l’America si affida al genio (e alla sregolatezza) del settore privato, la Cina muove le pedine del suo vasto apparato statale con una coordinazione che inizia a spaventare il Pentagono.

Il 2026 si apre dunque con una certezza: lo spazio non è più il “comune” dell’umanità, ma il prossimo campo di battaglia economico e militare. E in questo nascondino orbitale, chi viene trovato per primo, perde.


Domande e risposte

Perché si parla di “Nascondino” invece che di “Gatto e Topo” nello spazio?

La vecchia dinamica “Gatto e Topo” si riferiva all’orbita alta (GEO), dove i satelliti spia si seguivano a vicenda in modo prevedibile. Il nuovo “Nascondino” avviene in orbita bassa (LEO), dove la Cina utilizza satelliti apparentemente commerciali e tecnologie stealth per osservare gli asset USA, nascondendo le proprie intenzioni e capacità reali tra migliaia di altri oggetti, rendendo molto più difficile per la Space Force americana distinguere le minacce dai detriti o dai satelliti civili.

Qual è il ruolo dell’economia pianificata cinese in questo sviluppo?

A differenza del modello USA, basato fortemente sull’iniziativa privata (SpaceX), la Cina utilizza una strategia “whole-of-government”. Lo Stato orchestra un ecosistema di startup, fornisce capitali massicci e stabilisce obiettivi precisi tramite i piani quinquennali (come il 14° appena concluso). Questo permette di concentrare risorse immense su tecnologie strategiche come il riutilizzo dei razzi e l’IA spaziale, senza dover garantire un ritorno economico immediato agli azionisti, colmando rapidamente il gap tecnologico con gli Stati Uniti.

Cosa significano le richieste per 200.000 satelliti all’ITU?

Rappresentano una mossa strategica di “occupazione preventiva”. Lo spazio orbitale e le frequenze radio sono risorse limitate. Depositando richieste per un numero così esorbitante di satelliti, la Cina cerca di assicurarsi i diritti d’uso futuri, limitando di fatto lo spazio di manovra per le costellazioni occidentali come Starlink.6 È una guerra burocratica che anticipa quella fisica: chi possiede i diritti orbitali controlla l’infrastruttura delle comunicazioni globali del futuro.

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