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MPS: riusciranno i nostri eroi ad impedire il solito regaolo del PD alle Banche?

 

MPS è forse l’esempio più evidente di come un partito politico in Italia sia riuscito a minare, praticamente da solo, l’intero sistema creditizio del paese. Tra Bail Out, approvazione del Bail In, salvataggi, azzeramenti, norme di concentrazione, come per le BCC, del sistema creditizio è rimasto ben poco.  Ora si tenta l’ultimo colpo: regalare gli asset positivi di MPS ad Unicredit e tenere i rottami a carico dello stato.

La vicenda è veramente divertente, se non ballassero una decina di miliardi degli italiani, e mostra con quanta superficialità e nonchalance la banca sia stata governata anche dalla sua pubblicizzazione nel 2016. Ecco qualche punto:

  • Orcel, il CEO di Unicredit, era a capo del team Merrill Lynch quando questa tratto il devastante acquisto di Antonveneta.  Mussari tratto attraverso Orcel con Emilio Botín,  Santander, che portò al pagamento di 9 miliardi alla banca spagnola, più la presa a carico di 7 miliardi di debiti, e che fu la mossa che spezzo definitivamente MPS. Ora questo stesso CEO viene ritenuto un elemento chiave per salvare MPS. In altri paesi un’autorità pubblica non vorrebbe avvicinarlo neanche con le pinza;
  • appare incredibile che l’attuale presidente della banca che sta trattando con il tesoro per MPS, abbia fatto si che  il seggio parlamentare di Siena si liberasse e fosse messo a disposizione dell’attuale segretario del PD, in quello che sembra uno scambio di favori fra banca e politica. Tra l’altro si trattano i senesi come dei sudditi che comunque voteranno per il PD, nonostante i danni che ha portato alla città, ed i 5000 licenziamenti promessi dalla fusione

Il tutto in un bell’intreccio di consulenti e banche d’affari che

coinvolge anche i pentastellati. Bisognerebbe ricordare che la maggioranza dell’attuale azionariato di Unicredit non è neanche più italiano, per capire quanto questa vicenda sia, alla fine solo un danno per lo stato. MPS non si è trasformata, come nei sogni del M5S , nella “Banca pubblica d’investimenti”, per mancanza di volontà e di capacità.  Però da questo a dare a una banca privata l’ennesima manciata di miliardi ne passa, dopo gli oltre sette regalati a Intesa con le Venete. Ora, per quaranta giorni, Draghi e Franco discuteranno con UniCredit per valutare l’eventuale offerta, ma la soluzione migliore sarebbe chiedere un rinvio di 18  mesi alla Commissione, per valutare la vera situazione dell’Istituto, anche post covid-19, e trovare una soluzione che, per la prim volta nell sua storia, affranchi MPS dai danni del PD. Qualsiasi questa soluzione sia.

 


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