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Mosca lancia Mig 29 e Mig 31 per fermare due bombardieri USA sull’Artico

Quest’intercettazione è solo l’ultimo episodio che innalza la tenesione fra la Russia e i paesi occidentali

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La tensione tra Mosca e Washington è sempre elevatissima. Domenica 21 luglio, la Russia ha dichiarato di aver inviato dei jet da combattimento per respingere due bombardieri strategici dell’esercito statunitense posizionati sopra il Mare di Barents, nell’Artico.

L’aeronautica statunitense effettua regolarmente voli sopra le acque internazionali, operazioni che sostiene siano condotte in uno spazio aereo neutrale e in conformità con il diritto internazionale.

Ma negli ultimi mesi Mosca ha reagito in modo più aggressivo, avvertendo a giugno che i voli dei droni statunitensi sul Mar Nero potrebbero portare a un confronto militare “diretto”.

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver inviato dei jet da combattimento per intercettare un “obiettivo aereo che si avvicina al confine della Federazione Russa”. “Gli equipaggi dei caccia russi hanno identificato l’obiettivo aereo come due bombardieri strategici B-52H dell’aeronautica statunitense”, ha aggiunto.

Boeing B 52 H- fonte USAF

“Mentre i caccia russi si avvicinavano, i bombardieri strategici statunitensi hanno corretto la loro traiettoria di volo, allontanandosi e poi virando lontano dal confine russo”, ha aggiunto il ministero.

La Russia minaccia di intervenire contro la NATO

A giugno, Mosca ha accusato gli Stati Uniti di aver utilizzato i voli dei loro droni da ricognizione sulle acque neutrali del Mar Nero per aiutare l’Ucraina a colpire la penisola di Crimea, annessa alla Russia. Il ministero della Difesa russo ritiene che questi voli aumentino il rischio di un “confronto diretto” tra la NATO e la Russia e che il suo esercito abbia ricevuto istruzioni per preparare una “risposta operativa”.

L’11 luglio, inoltre, la Russia ha minacciato di prendere provvedimenti contro la NATO in seguito alla pubblicazione di una dichiarazione di sostegno a Kiev. L’alleanza vuole “mettere a disposizione una dotazione di base di almeno 40 miliardi di euro per il prossimo anno, e poi mantenere l’assistenza alla sicurezza a un livello sostenibile, affinché l’Ucraina prevalga”. Allo stesso tempo, negli ultimi giorni i Paesi della NATO hanno annunciato una serie di spedizioni di attrezzature per la difesa.

Zelensky chiede armi a lungo raggio, tanto per cambiare

Nelle ultime due settimane la Russia ha intensificato gli attacchi con i droni contro Kiev. L’ultima operazione, avvenuta sabato sera, è stata sventata dai sistemi di difesa aerea ucraini, che hanno distrutto i dispositivi prima che raggiungessero la capitale, secondo l’esercito ucraino.

In seguito all’attacco, Volodimir Zelensky ha chiesto armi a lungo raggio per proteggere l’Ucraina. “Una sufficiente capacità a lungo raggio dovrebbe essere una giusta risposta al terrorismo russo. Tutti coloro che ci sostengono in questo settore sostengono la difesa contro il terrorismo”, ha dichiarato. Il problema è che armi a lungo raggio sono avvrtire come unacrescente minaccia per Mosca, che reagirebbe di cosneguenza


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