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Morsa USA sul Venezuela: sequestrata la quinta petroliera della “Flotta Fantasma”. Washington decide sul petrolio

La Guardia Costiera USA sequestra la quinta petroliera venezuelana nel Mar dei Caraibi. L’operazione, partita dalla USS Gerald R. Ford, stringe la morsa di Washington sugli asset petroliferi di Caracas dopo la cattura di Maduro.

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La pressione di Washington su Caracas non accenna a diminuire, anzi, si intensifica con una precisione chirurgica. Nelle prime ore di venerdì, la Guardia Costiera degli Stati Uniti ha intercettato e preso il controllo di una quinta petroliera, la Motor Tanker Olina, in acque internazionali a est del Mar dei Caraibi. L’operazione segna un nuovo capitolo nella strategia dell’amministrazione Trump per imporre il rispetto rigoroso delle sanzioni sulle esportazioni di greggio venezuelano.

A confermare l’azione è stato il Segretario per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, che ha descritto l’imbarcazione come parte di quella che viene definita “flotta fantasma”: navi che tentano di operare nell’ombra per aggirare l’embargo ed eludere i controlli statunitensi.

Un’operazione interforze

L’intervento non è stato un atto isolato, ma il frutto di un coordinamento complesso tra diverse agenzie federali. Secondo quanto riferito dalla Noem, l’operazione ha visto la collaborazione tra:

  • Dipartimento della Difesa;
  • Dipartimento di Stato;
  • Dipartimento di Giustizia.

Questa sinergia ha permesso che l’abbordaggio avvenisse in sicurezza e nel pieno rispetto delle procedure legali, come sottolineato dalle autorità statunitensi. Il messaggio lanciato dalla Noem su X è stato inequivocabile: “Le flotte fantasma non sfuggiranno alla giustizia. Non si nasconderanno dietro false dichiarazioni di nazionalità”.

Il ruolo della USS Gerald R. Ford

Dal punto di vista militare, il Comando Meridionale degli Stati Uniti (SOUTHCOM) ha fornito dettagli tecnici rilevanti. L’operazione è stata lanciata dalla portaerei USS Gerald R. Ford, vero e proprio bastione mobile della potenza navale americana nell’area. La petroliera è stata fermata nel Mar dei Caraibi “senza incidenti”. Il commento del comando militare è stato lapidario: “Non c’è rifugio sicuro per i criminali”.

Il contesto geopolitico: la gestione della transizione

Per comprendere appieno questa mossa, bisogna guardare al quadro più ampio delineato dall’amministrazione Trump, che da settembre ha intensificato la presenza militare nel Pacifico Orientale e nei Caraibi, ufficialmente per contrastare il narcotraffico. Tuttavia, la valenza politica è evidente.

Questi sequestri seguono l’operazione militare del 3 gennaio in Venezuela, che ha portato alla cattura del Presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores. Trump ha dichiarato esplicitamente che la sua amministrazione “gestirà” il Venezuela e, soprattutto, i suoi asset petroliferi durante questo periodo di transizione.

Sebbene una prevista “seconda ondata” di attacchi sia stata cancellata in seguito alla cooperazione mostrata dalla nazione sudamericana, il presidente USA ha chiarito che il dispositivo navale rimarrà in posizione per scopi di sicurezza.

In termini pratici ed economici, Washington sembra aver assunto il ruolo di amministratore delegato delle risorse energetiche di Caracas, assicurandosi che neppure una goccia di greggio esca senza il proprio timbro di approvazione. Il Venezuela può esportare petrolio, ma solo dove, e come, vogliono gli USA. Questo è un dato di fatto


Domande e risposte

Perché gli Stati Uniti stanno sequestrando petroliere venezuelane? Gli Stati Uniti stanno applicando sanzioni rigorose contro il Venezuela. Le petroliere sequestrate, come la Olina, fanno parte della cosiddetta “flotta fantasma”, navi che cercano di trasportare petrolio venezuelano aggirando l’embargo. L’obiettivo di Washington è tagliare le fonti di finanziamento non controllate e gestire direttamente gli asset petroliferi del Paese durante il periodo di transizione politica imposto dall’amministrazione Trump.

Qual è il ruolo dell’amministrazione Trump in questa fase? L’amministrazione Trump ha adottato una politica di intervento diretto. Dopo aver intensificato le operazioni militari nei Caraibi da settembre, ufficialmente contro il narcotraffico, ha condotto un’operazione il 3 gennaio portando alla cattura di Nicolas Maduro. Attualmente, l’amministrazione ha dichiarato di voler “gestire” il Venezuela e le sue risorse petrolifere, mantenendo una forte presenza navale nell’area per garantire sicurezza e cooperazione.

Chi ha partecipato all’operazione di sequestro della nave Olina? L’operazione è stata un esempio di coordinamento interagenzia. Vi hanno partecipato la Guardia Costiera USA, il Dipartimento della Difesa, il Dipartimento di Stato e il Dipartimento di Giustizia. Operativamente, il supporto è arrivato dal Comando Meridionale (SOUTHCOM) e l’azione è stata lanciata dalla portaerei USS Gerald R. Ford. Il Segretario alla Sicurezza Interna, Kristi Noem, ha supervisionato e comunicato i dettagli dell’intervento.

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