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Morgan Stanley conferma che la strategia economica di M5S+Lega ridurrà il debito (sempre che non si sfori troppo il deficit): allora esiste un’alternativa all’austerità imposta dall’EU!

Interessante e sotto molti versi clamoroso scoprire che una delle più grandi banche mondiali, Morgan Stanley (MS), conferma che la strategia di un aumento moderato del deficit italiano sforando i parametri di Maastricht comporterà una riduzione del rapporto debito/PIL italiano. Dunque le ricette vendute come insindacabile unica soluzione all’Italia dall’EU – interessata a che l’Italia NON risolvesse la sua crisi, come ha fatto in Grecia, per spolparla vendendo gli assets ad aziende francesi e tedesche – possono essere proficuamente sostituite dall’Italia con altre ricette accettate dalla conventional wisdom finanziaria mondiale per ridurre il rapporto debito/PIL.

Ricordo che, in soldoni, Lega+M5S vogliono ridurre l’austerità con il fine di fare aumentare il denominatore del rapporto debito/PIL. E per fare questo sono arrivati alla conclusione che le tasse in Italia sono troppo alte – che grande scoperta! – e dunque una mera riduzione delle stesse comporterà crescita per il paese ossia miglioramento dei parametri di debito su PIL [tale approccio è ben conosciuto dagli esperti come efficace, vedasi politiche di Reagan ad inizio anni ’80, ndr]

Ricordiamo invece cosa combinato da EU, FMI e BCE, la famigerata troika, in Grecia: si sono aumentate le tasse a dismisura causando un crollo del PIL, che si è portato dietro una riduzione di attività economica e quindi di tasse incassate dallo stato, fatto che invece di fare ridurre il debito lo ha aumentato. In breve, le ricette della troika sono state LETALI per Atene, che a fronte delle “ipotetiche soluzioni” della troika ha visto sia un aumento del debito che un crollo del PIL. Dunque il rapporto debito/PIL che all’arrivo dei tre cavalieri dell’Apocalisse economica greca viaggiava al 140% è esploso vero il 180% ed oltre,oggi è al 170% circa. Non vi dico come il livello di vita dei greci sia peggiorato nel mentre, con una mortalità infantile arrivata a livelli di terzo mondo.

Il tutto si può riassumere nel titolo di un mio articolo di qualche anno fa, su Atene in balia dell’EU: PRIMA LI AFFAMI E POI LI COMPRI (per un tozzo di pane).

La lezione dell’UE tedesca nel caso ROSCO (Grecia): prima li affami e poi li compri, un monito per l’Italia

Il piano dell’EU era ed è di fare lo stesso in Italia, poi le ultime elezioni hanno annientato il PD e LeU per cui la speranza franco-tedesca di mettere le mani sull’Italia si è volatilizzata. Per ora.

Prima li affami e poi li compri (encore): il porto greco di Tessalonika comprato in saldo dai tedeschi, che caso…

 

Infatti quello che dice anche il report di Morgan Stanley è un’altra cosa, ossia che un aumento dei tassi – o, parallelamente, una crisi sistemica globale, una recessione di quelle che regolarmente si presentano – farebbe comunque saltare i conti dell’Italia anche in presenza di una corretta applicazione delle ricette (assolutamente corrette) di Bagnai, Borghi, Siri, Tria et al.

Or dunque, nel medio termine siamo sempre dove eravamo prima ovvero nel medio termine – 3/5 anni – l’Italia non ha i numeri per stare nell’euro. Punto.

Per starci – controvoglia direi – dovrebbe aumentare le tasse a dismisura, abbassare gli stipendi come han fatto Grecia e Spagna, e farsi comprare gli assets di pregio da Francia e Germania, ormai padroni delle banche che erogano il credito. In tale contesto la fusione di Unicredit e SocGen è perfettamente funzionale a detto grand-progetto, quello del takeover italiano a basso prezzo, togliendo linee credito per le PMI nazionali – tramite uno spostamento nell’orbita francese di Unicredit – e dirottandole invece in Francia e Germania, ovvero da usare per le acquisizioni a basso prezzo dei preziosi assets italiaci da parte di grandi aziende francesi e tedesche che l’Italia si troverà giocoforza a dover vendere via troika. Quello che voleva/vorrebbe Mario Monti insomma.

Dunque, quello che non viene detto esplicitamente nel report di MS sta scritto tra le righe, ossia che il futuro italiano sarà come segue, 2 (due) sole alternative:

  • o le tasse italiane verranno alzate per rimanere nell’euro annichilendo il PIL
  • o si fa deficit in eccesso portando ad una esplosione del debito in euro, ossia sforando Maastricht

La conseguenze della prima e seconda opzione saranno:

  1. tasse alzate : lento degrado e crollo a termine dell’economia italiana, con svendita assets italiaci a basso prezzo e debito perenne
  2. pesante deficit con sforamento sostanziale dei parametri di Maastricht : uscita dall’Euro, per il tramite della introduzione dei minibot, come viatico strumentale

La battaglia contro l’EU francotedesca – che fa dell’austerity incentrata nell’euro [e da cui non si può uscire] il suo strumento mastro neocoloniale contro i periferici – è solo all’inizio.

Fa sorridere che la stragrande maggioranza dei miliardari italiani che difendono a spada tratta la permanenza dell’Italia dell’euro – indirizzo che ha fatto aumentare a dismisura le tasse per i residenti – in realtà risiedano fiscalmente all’estero. Ricordando che molti di loro sono anche i proprietari di media e giornali italiani. Ma questo è argomento per un prossimo intervento.

MD


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