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Morgan Stanley ammette che le auto elettriche creano più CO2 di quanto evitano. E Daimler che senza sovvenzioni non si vendono…

Il prodotto che a buon titolo potrebbe rappresentare la truffa del secolo – in termini di danno marginale, non di vantaggio per la comunità – secondo me non mangerà il panettone del 2019. Parlo delle auto elettriche.

Pensateci bene, le grandi fortune si sono fatte dal 1850 in avanti cavalcando le grandi innovazioni: i trasporti, l’elettricità, il telefono, l’automobile, la catena di montaggio, i computer, le telecomunicazioni avanzate, internet, i biocombustibile. E tutte sono state amministrare dagli americani, con la buona collaborazione italiana dovrei dire. Una buona parte di dette invenzioni (telefono, computers, biocombustibili) sono state infatti intuizioni nostrane.

Oggi qualcuno pensa di cavalcare l’onda delle auto elettriche e, notasi bene, sarebbe il primo macro trend fuori dai confini USA.

Il problema è che tale potenziale fonte di enormi profitti è dannosa per l’ambiente e non mantiene assolutamente le promesse: dico io, ma come si fa a fidarsi delle parole dei tedeschi, abbiamo visto con il dieselgate che razza di truffa planetaria hanno messo in piedi.

Per capire le cose la ratio da seguire è sempre quella insegnata ai latini del giudice Falcone: segui il denaro (“follow the money”).

Sia col diesel sporco ma pulito (o forse molto sporco) del Dieselgate che con le auto elettriche qualcuno ha raccontato un sacco di bugie. E quel qualcuno in entrambi i casi voleva farci su un sacco di soldi. Guarda caso il soggetto in questione è lo stesso, sia sul diesel che sulle auto elettriche: le industrie tedesche.

Premesso che la tecnologia diesel potenzialmente sembra essere, una volta eliminate le PM e le PN, assai promettente (esistono già metodi del costo di qualche centinaia di euro ad auto, su tecnologia a celle a combustibile, per di fatto azzerare le PM e dimezzare le PN), quella sulle auto elettriche si sta dimostrando ogni giorno che passa una emerita fregatura, almeno allo stato attuale della tecnologia di produzione dell’energia primaria. Nessuno vi dice tutto questo, altrimenti “ciao auto elettriche”, ma credetemi che è così…

A pensarci bene la stessa sono state le stesse istituzioni sovranazionali – vedasi grafico sotto – ad aver confermato che la mobilità elettrica serve a colmare il gap temporale con la nuova tecnologia, ad oggi ancora immatura: le celle a combustibile. Qualcuno dovrebbe pur notarlo, o sbaglio? Ed il motivo è banale: visto che dette auto elettriche si “cibano” dell’energia prodotta ancora oggi coi combustibili fossili (in quanto NON esiste alternativa tecnologica per i volumi di energia in gioco, per almeno 30 anni) afffermare che le auto elettriche sono a zero emissioni è quasi criminale!

In ogni caso restiamo a bomba. Al di fuori del fatto che il risibile accumulo di CO2 terrestre non è direttamente correlabile all’aumento di temperatura del globo, o meglio ci sono altre sostanze sulla terra con molto maggior effetto serra che ad arte non vengono prese in considerazione (il metano ad esempio, circa 3 volte tanto dannoso in base alla concentrazione attuale delle due sostanze in atmosfera), al di fuori del fatto che la CO2 antropogenica rappresenta una minimissima parte di quella totale emesse dal pianeta (attorno al 5%, o anche meno), al di fuori del fatto che nell’allarmismo globale sulla CO2 ci si scorda totalmente degli effetti di lungo termine che dimostrano senza dubbio alcuno come le fluttuazioni di temperatura di oggi non siano correlabili ad un riscaldamento del pianeta superiore al passato, esistono le dimostrazioni anche dei giudici più indipendenti che le auto elettriche sono un danno netto per il pianeta. E questi giudici sono i mercati finanziari: Morgan Stanley ha confermato quanto già denunciato dalle Autorità di Singapore, le auto elettriche emettono più CO2 di quello che evitino. Ed anzi, la Tesla analizzata nel paese asiatico emette ca. 222 g/km, più o meno come la nuova Ferrari Portofino. Tutto spiegato in precedenti interventi (vedasi LINK, LINK, LINK)

Dunque? Dove sono i paladini della difesa del pianeta? O dovrei chiamarli paladini della difesa dei guadagni che qualcuno vuole fare sulle spalle della comunità dei consumatori globali?

Non vi bastasse questo, ecco che mesetto fa Daimler, appunto, ha sottinteso che auto elettriche si vendono solo grazie alle sovvenzioni pubbliche ossia alle tasse pagate dai cittadini. Per darvi un’idea dei numero in ballo vi dico solo che le sovvenzioni alle energie rinnovabili in Italia assommano a ca. 12 mld di euro annui, pagate da tutti voi. Dovrebbero arrivare a 15 mld nel 2020, circa. Mica male, è il valore di una legge finanziaria! O che il prezzo della componente energia in bolletta elettrica come prezzo dell’energia all’ingrosso presente è inferiore al prezzo delle sovvenzioni elettriche denominate componente A3. E che questa componente energia A3 per le ricariche elettriche costi ben più dell’energia all’ingrosso, ad oggi circa 94 EUR/MWh contro un prezzo dell’elettricità baseload tra 50 e 60 al MWh (…).

Qualcuno vorrebbe che i consumatori tutti investissero in una tecnologia che non solo costa tantissimo, ma non durerà (le auto elettriche verranno sostituite in 20/25 anni). E che comunque avranno una elevata obsolescenza di prodotto in quanto le batteria vanno sostituite ogni 10 anni circa, notando che la batteria costa quasi come l’auto intera. Il gioco è appunto quello di farvi consumare e farvi spendere, un po’ come quando vi hanno obbligato – senza che ve ne accorgeste – con le centraline elettroniche a fare il tagliando in concessionaria e non dal meccanico sotto caso, moltiplicando i costi. E senza contare il costo di smaltimento della batterie, certamente elevato per motivi – quello si – ambientali.

Il punto è che, grazie alla spudoratezza di Obama, abbiamo capito chi è il team di globalisti che intenderebbe cavalcare per propri profitti questo nuovo trend globale: peccato che rispetto a quelli passati rischi di essere una enorme truffa. Infatti Obama prima di lasciare la Casa Bianca andò a Berlino lasciando ufficialmente ai tedeschi lo scettro del globalismo, sue parole. E, si sa, nelle more del motto il tuo nemico è mio amico, la Germania ha trovato allineamento di interessi con la Cina, la vera alternativa al dominus USA, anche grazie al primato degli investimenti privati teutonici nell’ex Impero Celeste.

Ossia la Germania è lo stesso soggetto che, dati alla mano, dopo il Dieselgate vorrebbe turlupinare mezzo mondo con le auto elettriche (le Tesla sono una goccia nel mare degli investimenti fatti dai colossi BMW, VW, Daimler, Siemens, Bosch etc.) nel settore elettro-automotive.

La vera battaglia che tutti gli europei dovranno combattere sarà però un’altra, con le istituzioni europee. Che porranno limiti al combustibile fossile favorendo chi ha più potere in Europa, ossia appunto Berlino e le sue industrie. Ovvero imponendo la tecnologia elettrica. Rendendo loro ricchi ed il resto poveri, in quanto vi obbligheranno ad indebitarvi per consumare una tecnologia letteralmente dannosa. Dati alla mano, eh…

Non bisogna accettare stupide imposizioni Europee – a vantaggio dei soliti noti – che vorrebbero spingerci verso le auto elettriche. In quanto dannose per l’ambiente.

MD

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