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MONI OVADIA A IN ONDA (LA7): LAND GRABBING AFRICANO (NEOCOLONIALISMO) E IMMIGRAZIONE IN ITALIA

Più o meno, il concetto espresso da Moni Ovadia

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a La7 è stato quello riportato nel titolo, ovvero ci si preoccupa di fermare l’immigrazione di massa dall’Africa (poiché sappiamo che mafiosamente la finta sinistra italiana ci lucra sopra) ma ci dimentichiamo di condannare chi davvero fa arrivare qua questa massa di sottosalariati che rimpinguano l’esercito di riserva a disposizione delle multinazionali: il land grabbing!

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Cos’è questo land grabbing? Ricorriamo a Wikipedia e scopriamo che:

land grabbing (letteralmente «accaparramento della terra») identifica gli effetti di pratiche di acquisizione su larga scala di terreni agricoli in paesi in via di sviluppo, mediante affitto o acquisto di grandi estensioni agrarie da parte di multinazionali, governi stranieri e singoli soggetti privati. Il fenomeno ha assunto una particolare connotazione a partire dagli anni 2007-2008, quando l’accaparramento di terre è stato stimolato e guidato dalle conseguenza della crisi dei prezzi agricoli di quegli anni e dalla conseguente volontà, da parte di alcuni paesi, di assicurarsi le proprie riserve alimentari al fine di tutelare interessi nazionali alla sovranità e alla sicurezza in campo alimentare.

Il fenomeno del land grabbing può essere foriero di buone opportunità e di rischi soprattutto per il rischio che le popolazioni locali perdano potere di controllo e di accesso sulle terre cedute e sulle risorse naturali collegate alla terra e ai suoli, come, ad esempio, l’acqua. 

All’inizio, gli investitori e alcuni paesi sviluppati salutarono il fenomeno come una nuova opportunità per lo sviluppo agricolo, ma, in seguito, l’acquisizione massiccia ha raccolto una serie di critiche da parte di vari soggetti della società civile, da governi, e da soggetti multinazionali, per il fardello di impatti negativi causati sulle comunità locali.

La stima più completa della scala degli investimenti in accaparramento di terreni è stata pubblicata a settembre 2010 dalla Banca Mondiale: lo studio mostra che, nel solo periodo da ottobre 2008 ad agosto 2009 sono state dichiarate acquisizioni di terreni agricoli per un’estensione di 46 milioni di ettari, una volta e mezza l’Italia, due terzi dei quali ubicati nell’Africa Subsahariana”.

Ovviamente non stiamo a parlare né delle modalità di acquisizione dei terreni (con i rischi di corruzione e con approvvigionamento ad affitti 99ennali a prezzi assolutamente al di sotto del valore di mercato), né degli effetti sulle comunità locali, ci limitiamo a riportare un pezzo tratto da un articolo scritto in Somalia:

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In esso si riporta quanto segue:

“according to Oakland Institute, Land Grabb is a neocolonialsm concept….”!

ed ancora:

“the essence of neo-colonialism is that the state subjected to it is an independent……however, it’s economic system and political policy are directed from outside”.

a questo punto il pezzo racconta del perché la gente scappa dalla Somalia o dall’Eritrea….o dalle altre terre sub-sahariane:

“alienation resonates well with the reality of sub-saharian countries where significant numbers of indigenous people are evicted from their ancestral land without their consent”.

e per finire la perla del pezzo….:

“land grab….it would be a big concern when indigenous poor families dependent on a small piece of land are kicked off their land, and as result less crop are grown and they are unable to feed themselves and their household”.

Insomma, nel pezzo si conclude che:

“neo-colonialism is the sum total of modern attempts to perpetuate colonialism while at the same time it talks about freedom“.

(Traduzione :

Secondo l’Oakland  Institute, l’accaparramento delle terre è un concetto è una pratica neocoloniale

L’essenza del neocolonialismo è che (anche se)  lo stato in questione è indipendente..comunque, il suo sistema economico e politico sono diretti da fuori

L’alienazione delle terre  è diffusa nella realtà dei paesi  subsahariani dove un elevato numero di indigeni è cacciato dalla terre  ancestrali senza il loro consenso

L’accaparramento delle … diventa un grosso problema  nel momento in cui  le famiglie indigene indigenti dipendenti da un piccolo appezzamento di terra sono cacciate dalla loro terra e come risultato meno crescono meno raccolti ed esse non sono grado di alimentare se stesse e la loro discendenza

Il neocolonialismo è al somma di tutti i tentativi moderni di perpetuare il colonialismo parlando al tempo stesso (ipocritamente) di libertà.

In pratica, fanno passare per libertà delle azioni tramite le quali si appropriano di terre fertilissime.)

 

Le popolazioni di 13 paesi africani hanno subito la sottrazione violenta di oltre 20 milioni di ettari di aree coltivabili su impulso di investitori stranieri, pari al 55,5% delle terre rapinate nell’intero pianeta dal 2000 a oggi (fonte WorldWatch Institute, State of the World 2015).

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Tra i paesi africani verso i quali si sino diretti tali investimenti figurano Sudan meridionale, Repubblica Democratica del Congo, Mozambico, Congo, Liberia e Sierra Leone, Etiopia.

Non a caso, la più parte dei migranti che traversano il Maghreb proviene dalla regione dei grandi laghi e dal corno d’Africa (fonte Unhcr)  e le loro odissee spesso muovano dai campi profughi in Congo, Sudan, Uganda, Somalia, come pure da quelli localizzati in Costa d’Avorio, Ciad, Kenya, Etiopia.

Nel Mozambico settentrionale, cacciano contadini dalla loro terra per imporre strutture di produzione su vasta scala finalizzate all’export. I contadini veri sono separati dalla terra che da loro realistiche possibilità di sussistenza da governi fantoccio che, come nel progetto di colonizzazione del diciannovesimo secolo, collaborano a questa nuova ondata di colonialismo: esattamente come i governi Greci o Italiani, piuttosto che Spagnoli o Portoghesi, firmano accordi e mettono a disposizione delle multinazionali la loro macchina coercitiva per cacciare dalla terra contadini di sussistenza.

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Macchina coercitiva, sì, avete capito bene!

Ora guardate attentamente:

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Guarda caso, la fertile Pianura Padana, oggetto di cartelle su cartelle esattoriali per i terremotati! Sapendo che non potranno pagarle, saranno disposti a farsi prendere la struttura da equitalia che poi rivenderà i possedimenti alle strutture USA a valori di mercato infinitamente inferiori a quelli originali.

Ed è per questo che in questo video, la PresidentA

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Buon viaggio a tutti!

Maurizio Gustinicchi

A MAURI E IL PROF

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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