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Ministro francese: “Il Recovery Fund troppo lento e complicato”. La verità si può dire, ma non in Italia

Sul  un ministro francese si può permettere d’iniziare a dire delle verità sul Recovery Fund, novello Vitello d’Oro della politica italiana, a cui sacrificare tutto, a partire dalla verità. Il ministro dell’Economia Bruno Le Maire ha rilasciato un’intervista in cui il giudizio sia sul Recovery Fund sia sulle norme di bilancio dell’Unione. Iniziamo dal Recovery Fund:

“Vedo che ci sono ancora  interruzioni e che tutto il procedimento  è troppo lento.  Dobbiamo accelerare e che se vogliamo uscire dalla crisi economica nelle migliori condizioni, il denaro europeo deve arrivare il più rapidamente possibile“,

Riferendosi ai negoziati franco-tedeschi dello scorso anno che hanno portato alla storica decisione dell’UE di aumentare il debito comune da erogare come sovvenzioni agli Stati membri le cui economie sono state martellate dalla pandemia, ha aggiunto: “Non abbiamo speso tutto quel capitale politico solo per il piano da ritardare per ragioni tecnocratiche. . . È troppo lento ed è troppo complicato. Dobbiamo accelerare.

La Francia intendeva spendere almeno la metà del proprio piano di ripresa da 100 miliardi di euro – il 40 per cento del quale sarà finanziato dal fondo di ripresa dell’UE – entro la fine di quest’anno, ha affermato Le Maire, prevedendo una forte ripresa economica più avanti nel 2021. .

Questo è forse il momento più difficile della crisi perché ci sono nuove varianti del virus molto contagiose, le vaccinazioni non sono state ancora completamente srotolate e c’è un immenso esaurimento dei nostri cittadini, in particolare nell’economia – artigiani, commercianti, piccole imprese “. Da queste parole traspare invece il timore del ministro di non riuscire a conseguire questo obiettivo di spesa per l’inefficienza del processo burocratico europeo, troppo lento e farraginoso.  Se la Francia ritiene di non riuscire a spendere i soldi, come possiamo pensare di riuscirci noi?

Inoltre Bruno Le Maire è entrato a gamba tesa sul tema dei vincoli di bilancio europei derivanti dal trattato di Maastricht , cioè il famoso 3% di  rapporto deficit PIL e 60 % debito PIL, ritenendoli non più adeguati ai tempi moderni, e irrealistici. Infatti ha affermato: “dovrebbero essere rivalutate per tenere conto della realtà – e che la realtà è tre cose: i livelli di debito più alti nella nostra storia, i tassi d’interesse più bassi nella nostra storia e maggiori esigenze d’investimento nella nostra storia ”. Del resto laFrancia gode in questo momento di tassi negativi  e può sopportare senza problemi alti valori di debito, almeno sino a quando la BCE appoggerà le posizioni debitorie nazionali.

In tutti i paesi europei si mettono in discussione i limiti di bilancio ed i meccanismi del Recovery Fund. Invece in Italia sono parole intoccabili, come abbiamo detto., almeno sino a quando non ci accorgeremo tutti che il Recovery è solo una grande , enorme, illusione.


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