Economia
Mimit: Italia più competitiva negli ultimi 3 anni

Investimenti diretti esteri: +16,8%, Investimenti diretti esteri in azioni: +18,1%, Investimenti esteri in Titoli di Stato: +7,9%, dall’11° al 8° posto nella graduatoria mondiale degli IDE 2025, Borsa Italiana: +107%, afflusso di Turisti stranieri: +15,7%, Export: +2,7%. Questi sono alcuni dei dati che il centro studi del Mimit ha elaborato per analizzare la situazione economica, sulla base dei principali dati di riferimento, negli ultimi tre anni nel nostro paese. Si delinea un quadro che appare più che positivo, soprattutto se rapportato alla difficilissima situazione geopolitica internazionale, con lo scoppio del conflitto in Ucraina, e poi quello a Gaza e ora in Iran.
Il nostro paese, secondo gli esperti del ministero del made in Italy e delle imprese, guidato da Adolfo Urso, quindi recupera posizioni in Europa sul piano della competitività e dell’attrattiva degli investimenti esteri, certificato anche da una crescita record della Borsa valori.
Negli ultimi tre anni il sistema CAIE ha gestito 745 progetti qualificati, di cui 71 già conclusi. Sono invece oltre 61 quelli di maggiore rilevanza attualmente in gestione i quali cubano un valore complessivo dichiarato di oltre 43 miliardi di euro e un impatto occupazionale stimato in circa 24.300 unità lavorative. Numeri che consolidano la reputazione dell’Italia come destinazione affidabile, innovativa e competitiva per le multinazionali che guardano all’Europa.
I settori industriali coinvolti – dai semiconduttori, ai data center hyperscale, alla logistica avanzata – testimoniano la capacità del sistema italiano di rispondere alle sfide della transizione ecologica, della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica.
Il controvalore dei titoli di Stato italiani nel portafoglio degli investitori esteri è aumentato significativamente a gennaio 2026. In particolare, la posizione degli investitori esteri è salita di 14,1 miliardi di euro netti, dopo il decremento di 3,2 miliardi di dicembre. È quanto emerge dalla pubblicazione “Bilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull’estero” della Banca d’Italia. Nel totale dei tre anni quasi 108 miliardi di euro di titoli di stato (+ 7,9% rispetto al 2022) sono in mano estera. Mentre ben 118 miliardi sono quelli investiti in titoli azionari ( +18% rispetto al 2022) a Milano e quasi 117 miliardi è l’importo degli investimenti diretti esteri ( + 16,8%).
Per quanto riguarda gli IDE, l’Italia ha mostrato un forte dinamismo, con stime che indicano un superamento di Francia e Germania in termini di flussi di nuovi investimenti in specifici settori industriali. E nella classifica mondiale, guidata dagli Stati Unit, si piazza all’ottavo posto, dalla undicesima posizione di tre anni fa.
Per quanto riguarda l’export, nel 2025 l’Italia ha fatto meglio di tutti i grandi paesi europei, con +3,3%, contro il 2% della Francia, lo 0,9 della Germania e il – 0,4% della Spagna. Ancora piu marcata la differenza nell’export verso i soli Stati Uniti, malgrado i dazi imposti. Il nostro paese fa un +7,2%, contro il 3,6% della media Ue, il -0,9 della Francia, il – 8,9% della Germania e il – 9,7% della Spagna.
Per quanto riguarda l’occupazione la crescita ha raggiunto livelli record, arrivando al 62,5% di tasso di occupazione e al 6,1% di quello della disoccupazione. L’inflazione è scesa dal 12% del 2022 al 1,2% del 2025 e cresce di un 7,6% in tre anni anche il potere di acquisto delle famiglie. Anche sugli investimenti il nostro paese con un +23,2% super la media Ue che è + 21,2%. Infine l’Italia scala ben 7 posizione nell’indice di attrattività globale dal 23° al 16° posto.









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