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MERKEL E JUNCKER LANCIANO TIMMERMANS, SALVINI E MACRON, A RAGIONE CONTRARI. I GIOCHI CONTINUANO

 

 

Nello stallo franco tedesco sulla nomina della nuova commissione la Merkel, su consiglio di Juncker , sembra disposta a lasciare il posto di presidente della commissione, ma solo ai propri stretti e fidati alleati sia in Germania sia nella UE, cioè i socialdemocratici, nel caso specifico rappresentati dal candidato S&D Frans Timmemans.

Politico di esperienza, braccio destro in molte decisioni di Juncker di cui  costituirebbe la totale continuità, Timmermans è ministro degli esteri e probabilmente l’uomo dietro la politica provocatoria olandese nei confronti dell’Italia sul tema delle migrazioni. Noto per il suo grande attivismo, la sua esperienza lo ha spinto a tenersi in secondo piano nella prima fase delle selezioni, conscio del detto che in conclave si entra papi e si esce cardinali, come è successo a Manfred Weber.  Per l’attuale commissione e per la Merkel avrebbe il vantaggio di portare continuità , omogeneità con i poteri attuali, di cui Timmermans è già parte, una consolidata esperienza ed un grande attivismo che darebbe una bella scossa rispetto al sonnolento Juncker.

Però la scelta presenta dei problemi e non proprio secondari proprio in politica estera: da un lato è il promotore della commissione d’inchiesta sull’abbattimento del MH17, quella che ha assegnato la responsabilità del fatto ai filo russi ed ai russi, facendo infuriare Mosca che ha pesantemente contestato l’obiettività del risultato. Dall’altro ha definito “Stupido” Trump e la sua parte politica rappresenta quanto di più lontano possa esserci dalle posizioni del presidente USA, e questo non è un bene nel momento in cui l’Europa, o meglio il blocco franco-tedesco ha molto, anzi moltissimo da farsi perdonare, a partire dalla creazione di Instex per commerciare con l’Iran, al Nord Stream 2 alle inadempienze militari tedesche che mettono in dubbio il loro apporto nella NATO. Almeno Manfred Weber, il candidato PPE bruciato,  è un filoamericano! La sua nomina metterebbe in luce una volontà di forte contrapposizione con i due potenti vicini.

Anche per questo motivo Macron, il blocco di Visegrad e Salvini sono opposti alla sua nomina: il primo perchè spera di avere la nomina per la sua parte, i secondi perchè avvertono l’incompatibilità delle sue idee politiche con le proprie. Proporre a Salvini il ministro degli esteri olandese quanto una nave battente bandiera dei Pesi Bassi compie atti ostili contro il governo italiano è una evidente provocazione di cattivo gusto.

Se cadrà Timmermans la porta si aprirà ad un candidato più forte, magari alla signora Merkel in persona.

 

 

 

 


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