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Meloni non si ferma ma rilancia : in aula il 9 aprile

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La botta del referendum c’è stata, e nessuno all’interno della maggioranza, e soprattutto del partito della premier, lo nega. Ma alla fine era stato pure previsto anche se non magari con una simile distacco, a quanto trapela da fonti della maggioranza. Questo perché, al di là delle boutade di Italo Bocchino (che sosteneva due giorni prima del voto che il sì avrebbe vinto con 10 unti di vantaggio), i sondaggi riservati in mano a Chigi, delineavano un quadro sicuramente più fosco nelle ore della vigilia del voto. Certo, forse quello che nessuno aveva previsto era un’affluenza così alta, e il fatto che essa avrebbe fatto prevalere nettamente il no. “Giorgia Meloni era consapevole che gli errori fatti in campagna elettorale sarebbero probabilmente stati fatali. Ma con grande coraggio ha voluto lo stesso metterci la faccia, per poi far pagare però i tanti troppi errori commessi.

Ma le voci di elezioni anticipate sono assolutamente fuori da qualsiasi logica, anche se avrebbero un senso  dal punto di vista dell’interesse di parte, dal momento che nel campo avverso non riescono nemmeno a trovare un accordo sul nome del leader che li dovrebbe guidare.” dice un deputato di Fdi, fedelissimo della premier. Ma Giorgia Meloni non è tipo da scorciatoie, per la sua visione di politica l’interesse della nazione viene prima di qualsiasi calcolo elettorale, e una crisi adesso sarebbe un salto nel buio per il paese. Ecco allora che, dopo avere stretto i bulloni (difficile che si assista a qualche altra sostituzione nei ministeri, mentre si sta ragionando solo su chi debba sostituire la Santanchè al Turismo, la scelta sembra che possa ricadere su un profilo strettamente politico). L’intento della premier, che, chi la conosce bene, definisce più motivata e determinata di prima, quindi, è quello di andare avanti, senza timori di farsi logorare, come si sente ripetere spesso da Matteo Renzi.

E non si tratta certo, come maliziosamente qualcuno vorrebbe far credere, del solo desiderio di inseguire il record di governo più longevo della storia (che scatterà a settembre di quest’anno, e che certo è un obiettivo che il governo vorrebbe raggiungere) ma per rispettare gli impegni presi con gli elettori, sia alle politiche del 2022 e sia nella campagna referendaria sulla giustizia. L’azione di governo sarà soprattutto focalizzata su due grandi temi, che a detta di molti sono quelli su cui si giocheranno la gran parte delle sorti della campagna del prossimo anno: sicurezza ed economia. E per rafforzare questo impegno anche all’esterno, in queste ore, sarebbe arrivata da Chigi una disponibilità anche a riferire in Parlamento da parte della premier: “Per chiarire una volta per tutte che il governo continua a lavorare anche dopo il referendum, Giorgia Meloni ha dato la disponibilità a riferire la prossima settimana in Parlamento, illustrando i provvedimenti su cui l’esecutivo è quotidianamente impegnato e su cui continua a lavorare” il comunicato trapelato da Chigi.

”Credo che anche la velocità con cui il presidente ha risposto alle soddisfazioni della maggioranza e dell’opposizione dimostra ancora una volta che non c’è nessuna sottovalutazione dell’importanza del Parlamento. Che il presidente non sfugge dal Parlamento, che non l’ha mai fatto. E, come sempre, racconterà la sua opinione e racconterà l’attività del governo con la stessa forza, coerenza e coraggio con cui lo serve il fatto”. ha detto Luca Ciriani che sottolinea come lo strumento dell’informativa è un’opportunità che la Presidente coglie al volo.

Insomma l’ennesima dimostrazione che la volontà è quella di andare avanti con decisione sul programma stabilito. E non è certo un caso che una delle pochissime uscite della premier, in questa settimana di riflessione post referendaria, sia arrivata dopo il fermo di 91 persone, pronti a manifestare in memoria dei due anarchici morti mentre preparavano un ordigno al Parco degli Acquedotti a Roma, sulla base delle norme stabilite dal nuovo decreto sicurezza. La premier appresa la notizia ha vergato un posto sui social in cui ha elogiato le misure varate dal governo sulla sicurezza “Il Decreto Sicurezza funziona. Il fermo preventivo disposto per 91 soggetti dell’area anarchica, ritenuti pericolosi e arrivati a Roma per una manifestazione non autorizzata dalla Questura. “ Ha scritto  la premier, che poi ha voluto ribadire non a caso mettere l’accento sulla difesa del diritto costituzionale a manifestare liberamente. “ Non serve a limitare la libertà di manifestare, come sosteneva certa sinistra. Serve, al contrario, a garantire che le manifestazioni si svolgano in modo pacifico e non violento, come prevede la Costituzione”, Per poi concludere con una frase che sembra appunto indicare quale sia la sua volontà futura e cioè andare avanti” È in questa direzione che il Governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente.”

E a fianco della sicurezza, tema da sempre molto caro alla destra, ci sono anche le questioni legate all’economia, altro tema assai caldo, soprattutto alla luce delle conseguenze dello scoppio del conflitto in Iran, che ha certamente complicato i piani del governo. Ma una cosa è certa la premier non ha nessuna intenzione di tirare a campare, come si dice in gergo, ma vuole proseguire sul cammino intrapreso nell’ottobre del 2022, rilanciando l’azione del governo sull’economia. Dopo avere sistemato i conti pubblici, avere ridato slancio alla borsa e ottenuto risultati record sull’occupazione, si vuole proseguire sul solco tracciato, per cercare di reagire alla situazione difficile venutasi a creare con la guerra. In attesa  dell’uscita del dato sul rapporto deficit Pil, che libererebbe il paese finalmente dal gioco della procedura di infrazione europea, il governo è già al lavoro per capire come intervenire sul rialzo dei carburanti, dopo la misura tampone del taglio delle accise per venti giorni.

Una misura che molti hanno criticato ma la cui efficacia invece, due giorni fa, è stata dimostrata da uno studio dell’Osservatorio della Cattolica di Milano, guidato da Carlo Cottarelli, certo non una istituzione filogovernativa. “Considerando i prezzi al netto dell’inflazione, il livello pre-intervento della benzina non era particolarmente alto, essendo in linea con la media degli ultimi 55 anni. Dopo l’intervento, il prezzo scenderebbe a un livello tra i più bassi in oltre mezzo secolo”.  scrivono gli esperti dell’Università milanese. Ma quello che ha in mente il governo, come fa trapelare una fonte di primo piano di Chigi, è anche quello di puntare con decisione sul nuovo piano casa, un’altra delle misure a cui la premier tiene moltissimo e su cui stanno lavorando alacremente da mesi i tecnici del ministero del vice premier Matteo Salvini.

Ed è per questo che la premier ha accolto con entusiasmo l’ok della commissione (grazie al vicecommissario esecutivo Raffaele Fitto) alla rimodulazione di 7 miliardi della coesione per spostarli appunto su casa, energia e difesa (intesa anche come sicurezza). Risorse che in un momento come questo sono preziosissime in un quadro geopolitico internazionale reso complicatissimo dal conflitto in medio oriente. Sempre in ambito europeo la premier è in prima linea per chiedere una sospensione del meccanismo Ets, che in questo momento rischia di essere una ulteriore tassa sulle imprese e di incidere negativamente sulla loro competitività.

“Il governo andrà avanti ancora un anno almeno, adottando quelle misure che servono per rinsaldare il rapporto fiduciario creato con gli elettori, in questi 4 anni quasi di governo. E siamo certi che in questo anno a subire le maggiori pressioni e i problemi sarà il campo largo, che rischia l’implosione.” dice un senatore di Forza Italia, partito che, a sentire fonti vicine alla maggioranza, avrebbe superato le fibrillazioni interne, dopo un colloquio riservato tra la premier e Marina Berlusconi.

La situazione è certamente in divenire, ma la volontà della premier appare orami abbastanza chiara e se c’è qualcuno, all’opposizione, che pensa di potere approfittare di uno sbandamento della maggioranza, forse, come sostiene un deputato di vecchio corso della Lega ” farebbe meglio a ricredersi e pensare piuttosto alle fibrillazioni di casa propria.”

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